17 Aprile 2024

Meloni al governo grazie alla sua coerenza in scelte ideali e proposte programmatiche e al demerito dei suoi diretti competitor “autosabotanti” …

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Editoriale di Sampogna Francesco

Oggi a meno da un mese dalle elezioni politiche dello scorso 25 settembre, si è insediato il nuovo Governo a guida rosa, infatti ad aver ricevuto l’incarico da Mattarella è stata Giorgia Meloni, leader di FdI, che ha saputo compattare e tenere unito il Centro Destra, specie nelle ultime fasi pre incarico – dissapori o malintesi con Berlusconi –. Dicevamo primo governo rosa, con ventiquattro ministeri di cui sei donne. Volti nuovi della Politica e vecchi oltre a dei tecnici scelti e voluti dalla Meloni.

Consultazioni rapide e veloci quelle del 20/21 ottobre al Quirinale, con incarico immediato ed accettato dalla Meloni senza alcuna riserva. La Meloni all’incontro di ieri pomeriggio alle 16,30 con Mattarella, durato all’incirca un ora, ha presentato un elenco di Ministri e rispettive deleghe, che Mattarella ha accettato, fissando per oggi alle 10,00 il giuramento del Governo e sancire l’inizio ufficiale del Governo Meloni, Governo di Centro Destra, con un parlamento eletto dal popolo, con una legge elettorale ancora da rifare – il Rosatellum, ma la novità di questa Legislatura non sta solo nel Primo Ministro donna, sta anche in un parlamento ridotto, infatti abbiamo un passaggio da 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori elettivi.

Dal 1946 – anno di nascita della Repubblica Italiana – ad oggi si sono succeduti 30 Presidenti del Consiglio e ben 67 governi.

La rapidità e la immediatezza della Meloni nel concludere gli accordi all’interno della coalizione, nel presentarsi con le carte in regola davanti a Mattarella ha pochi precedenti storici.

Ora tra il 25 e 26 ottobre il Governo si dovrà presentare davanti ai due rami del Parlamento – Camera e Senato – per incassare il voto di fiducia. Il Presidente del Consiglio, oggi con il passaggio del campanello da Draghi a Meloni, sarà ufficialmente investita dell’incarico avuto a seguito dell’elezione del 25 settembre grazie al voto degli Italiani.

La rapidità della formazione del governo Meloni è stata dovuta principalmente ai numeri del Parlamento, che non hanno lasciato dubbi: la coalizione di centrodestra, ottenendo circa il 44% dei voti a livello nazionale, ha avuto quasi il 60% dei seggi di Camera e Senato. Questo ha reso più semplici l’elezione del presidente della Camera, Lorenzo Fontana, e del presidente del Senato, Ignazio La Russa.

Le stesse consultazione da Mattarella, – come già detto – dove i quattro partiti di destra e centrodestra – Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi moderati – si sono presentati insieme. Non solo i quattro leader si sono recati al colloquio insieme, ma la loro è stata la consultazione più rapida della storia della Repubblica italiana: solo 7 minuti.

Secondo quanto hanno riportato alcuni giornali, a parlare con il presidente della Repubblica sarebbe stata solamente Giorgia Meloni, poi Sergio Mattarella avrebbe chiesto a Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Maurizio Lupi se fossero d’accordo. In seguito, Giorgia Meloni ha poi dichiarato che “il colloquio con il presidente della Repubblica è stato breve“, ma che “le idee” erano già “abbastanza chiare“.

Il Giuramento stamani alle 10,00 “Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione”, declamato da Giorgia Meloni nel Salone delle Feste al Quirinale.

Da oggi, Giorgia Meloni sarà la presidente del Consiglio di un governo politico, eletto dal Popolo Italiano, fortemente orientato a destra e con chiari riferimenti culturali e ideologici. La stessa lista dei ministri ne è la conferma.

Ebbene se analizziamo la nuova compagine di Governo, e il nuovo assetto parlamentare, notiamo che comunque la Meloni è la leader di una coalizione litigiosa – vedi vicenda Berlusconi –, ma che è la sola in grado a riuscire a mettere al proprio posto personaggi che ormai hanno fatto la propria epoca. Ma la realtà è molto più complessa e ampia. L’ascesa della Meloni alla leadership di FdI e dell’intera coalizione di Centro Destra, è il risultato che si è raggiunto grazie ad una serie di fattori, tra cui vanno prima di tutto considerate le scelte autolesioniste di principali attori dell’ultima scena politica nazionale.

Se analizziamo attentamente i vari suoi competitor partendo da quelli di destra, parliamo del principale, Matteo Salvini, che non ha fatto altro che demolire il proprio consenso personale, collezionando errori dopo errori.

Non dimentichiamo la scelta “scellerata” dell’intero centrodestra di entrare nell’arca draghiana, dando la possibilità a Fratelli d’Italia e alla sua leader Meloni di occupare e prendere possesso delle ampie aree di elettorato insoddisfatte da un simile accordo. Poi FdI ha saputo sfruttare alla meglio l’autosabotaggio del Movimento 5 Stelle, che come già si era potuto intravedere, è in piena crisi di identità – anche se grazie al suo metodo populista in alcune regioni è il primo partito –. Poi non ultimo lo stato di debolezza dell’intero centrosinistra ha completato il supporto a FdI a raggiungere il valore elettorale portando l’intera coalizione di Centro Destra al 44%. Aumento dei fratelli grazie alla fuoriuscita di una parte dell’elettorato leghista, deluso dalle vicende del governo giallo/verde prima e poi dell’operazione Draghi, il tutto solo e grazie alla determinazione del Leader Meloni e della sua compagine nella coerenza delle scelte e di integrità. Il tutto tenuto insieme dalla figura di Meloni, leader, donna, autentica e convinta delle proprie posizioni, l’hanno resa agli occhi e alla vista di quanti rimasti “orfani” di identità e sicurezze, hanno visto lei, la Giorgia, che urla e grida dai palchi la propria posizione, i propri obiettivi, come unico porto sicuro in un mare in tempesta. L’approccio all’elettorato, stanco, che non ha ritenuto, come un terzo degli italiani, di seguire la linea del non voto hanno scelto di dare fiducia alla prima donna leader – Presidente del Consiglio – a cui è bastato catalizzare speranze e aspettative di un popolo. La Meloni ha vinto per la sua coerenza in scelte ideali e proposte programmatiche.

Ora non ci basta altro che augurare all’intero Governo di lavorare per il futuro dell’Italia, per riportare l’economia nazionali a quelli che un popolo come il nostro con una storia, una cultura e una produzione di eccellenze enogastronomiche merita. Oggi come non mai il cittadino, l’italiano ha bisogno di certezze e di garanzie per i propri figli e il proprio futuro.

Ora cara Giorgia, l’Italia intera ti guarda, aspetta che la tua voce, la tua idea di politica e la tua scelta coerente degli ultimi anni diano il segnale del vero cambiamento e del miglioramento delle condizioni delle imprese, del mondo del lavoro, della sanità, lo snellimento della macchina burocratica, della tutela dei deboli, degli emarginati, la fine della mala-politica, mamma di tutte le malattia di un popolo e di uno stato.

Il Popolo, al di la del colore politico, perché ora le bandiere non servono, servono i fatti, le azioni, gli interventi, dicevo il Popolo ora aspetta, ed è fiducioso! FacciamoLa lavorare…

Francesco Sampogna

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