13 Aprile 2024

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Per l’inchiesta portata avanti tra il 2009 e il 2013 che riguarda l’illecita gestione di rifiuti speciali non pericolosi nel Vallo di Diano e nel Cilento, che all’epoca aveva portato ben 44 persone iscritte sul registro degli indagati, si conclude con: tre condanne, due assoluzioni e una lunga serie di prescrizioni e archiviazioni. Condannati i vertici della Sra e della Palmeco (aziende che si occupano del ciclo dei rifiuti a Polla e Battipaglia) Tommaso e Alfonso Palmieri e Antonio Cancro, assolti invece il responsabile della Fondeco, Pasquale Capozzoli e Luigi Cardiello.

I Palmieri, padre e figlio, sono stati condannati in primo grado a tre anni, Cancro a due anni e sei mesi. Il legale della famiglia Palmieri, l’avvocato Francesco D’Ambrosio, ha annunciato che una volta lette le motivazioni presenterà ricorso. Il Tribunale di Salerno ha ritenuto i tre colpevoli di aver effettuato la sistematica illecita gestione e relativo recupero di ingenti quantitativi di rifiuti solidi urbani, raccolti nell’ambito di numerosi comuni della Provincia di Salerno, senza le previste autorizzazioni. O meglio non avevano autorizzazioni per trattare in semplificata imballaggi misti. Semplificando raccoglievano – secondo l’accusa – materiale diverso rispetto a quello previsto.

Sono stati assolti invece per altri due capi di imputazione, compresa l’associazione, inerenti sempre a reati ambientali con la formula del fatto non sussiste e per non aver commesso il fatto. La stessa formula con la quale sono stati assolti Luigi Cardiello e Pasquale Capozzoli. Il legale che ha difeso quest’ultimo, l’avvocato Enrico D’Amato, ha espresso la sua soddisfazione per la sentenza. “Abbiamo dimostrato la totale estraneità del mio assistito alle accuse rivolte lui dalla Procura”. La raccolta non autorizzata degli imballaggi che, 13 anni fa, era entrata nel mirino degli inquirenti aveva interessato una decina di comuni.

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