21 Aprile 2024

La storia si costruisce con i gesti e le azioni. Si racconta con le parole e si cementata con i simboli.

di Mario Fortunato da Cronista di Strada del 11 ottobre 2022

Dal libro ‘PIANTO DI PRIMAVERA’ (pagine 139, 140, 141) dedicato alle vittime della pandemia. Il penultimo capitolo, ‘I rintocchi che toccano il cuore’, ha ricevuto la Menzione speciale al Concorso Letterario ‘Lettere al tempo della pandemia. I contributi ricavati dalla distribuzione del volume saranno devoluti in beneficenza.

Corfinio

In omaggio alla nostra Patria, continuamente offesa da atti criminali e di vergognosa intolleranza, a bordo della navicella ToVi 2.0, volo tra le Valli dell’Abruzzo dove è stata scritta la prima volta la parola: ITALIA. Corfinio è un borgo dal fascino antico, a 345 metri dal livello del mare. Dista pochi chilometri da Sulmona ed è ricco di monumenti di notevole interesse storico e architettonico: in particolare, una lapide che tutti dovremmo visitare (prima foto in alto a sx).

La storia di Corfinio riveste una grande importanza perché è stata la prima capitale della Lega Italica nel corso della Guerra sociale (tra il 91-88 a.C.). Rivolta che vide opposti ai Romani alcuni Popoli Italici che abitavano la dorsale Appenninica, dell’Umbria fino alla Calabria. Durante l’insurrezione fu costituita un’Assemblea che elesse due consoli (uno dei Marsi e l’altro dei Sanniti) e 500 senatori.

Per essere autonomi, i governanti del nuovo Stato decisero di coniare una moneta, creando un fondo statale con il dono delle fedi e il sacrificio delle scrofe. Nella moneta erano raffigurate un volto femminile con una corona di alloro in testa, e la scritta: ITALIA. Capitale fu nominata: Corfinium, oggi Corfinio. È la prima volta che compare ufficialmente la parola: Italia.

Con l’avanzare del grande esercito dei Romani, la capitale fu trasferita prima a Bovianum attuale Bojano (Molise), e, infine, ad Isernia. Alla sua caduta (88 a.C.) Corfinium venne chiamata Pentima e poi Valva; fino al 1928, quando prese il nome di Corfinio.

Personaggi, eventi e piatti tipici

Una gita nella Valle Peligna è consigliata anche alle Scuole. Gli studenti avranno la possibilità di calpestare i luoghi che hanno coniato la parola ITALIA e di visitare la vicina Città di Sulmona, nota per aver dato i natali al poeta latino Publio Ovidio Nasone: cantore dell’amore e delle Metamorfosi. Nella patria dei confetti è anche possibile ammirare un magnifico centro storico e assistere ad eventi affascinanti come la Giostra Cavalleresca. Una rievocazione storica di epoca rinascimentale che ha luogo l’ultimo fine settimana di luglio.

A tavola è possibile degustare: il brodetto alla vastese, i calamaretti a crudo, i cardi in brodo, chicocche e patate, ciabotta, cicerchiata, frittata di alici, sformato di patate con salsicce e altri piatti tipici.

Curiosità

Tra gli studiosi si è dibattuto sulle origini del nome Italia, dato che questa parola ricorre anche in Calabria, nell’epoca dell’VIII secolo a.C. Termine che deriverebbe dall’etrusco “italós”: toro, come è raffigurato nella moneta che incorna la lupa romana.

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