13 Aprile 2024

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L’emergenza morti sul lavoro non si ferma. Da gennaio ad agosto 2022 sono 677 i lavoratori che hanno perso la vita da Nord a Sud del Paese con una media di 84 vittime al mese. E sono 496 gli infortuni mortali in occasione di lavoro e 181 in itinere. Lo scorso anno i decessi totali erano 772, quindi, apparentemente stiamo osservando un decremento della mortalità (-12,3%). Ma non possiamo fare a meno di sottolineare e ricordare come quest’anno siano quasi sparite le vittime Covid (14 su 677) che, invece, lo scorso anno costituivano tragicamente più di un terzo dei decessi sul lavoro (271 su 772). Passata la grande emergenza Covid è rimasta l’immane tragedia delle morti sul lavoro. Quella per cui, purtroppo, non esiste un vaccino per placarla ma solo la formazione, l’aggiornamento e, soprattutto, la coscienza dei datori di lavoro del Paese”.

Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering, introduce così l’ultima indagine elaborata dagli esperti che descrive forme e contenuti di una tragedia in continua crescita. Un dramma che si concretizza anche nelle denunce totali di infortuni cresciute del 38,7% rispetto al 2021, arrivando a quota 484.561, con il settore della Sanità in testa alla graduatoria degli infortuni in occasione di lavoro (65.913 denunce). Seguono attività manifatturiere e trasporti.

Il dato più interessante e significativo per raccontare l’emergenza rimane il rischio reale di morte dei lavoratori, regione per regione e provincia per provincia. L’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro analizza da sempre l’indice di incidenza della mortalità, cioè il rapporto degli infortuni mortali rispetto alla popolazione lavorativa regionale e provinciale, la cui media in Italia nei primi 8 mesi dell’anno è di 22 decessi ogni milione di occupati. Questo indice consente di confrontare il fenomeno infortunistico anche tra regioni con un numero di lavoratori diverso. Sulla base dell’incidenza degli infortuni mortali, l’Osservatorio elabora mensilmente la zonizzazione del rischio di morte per i lavoratori del nostro Paese che viene così descritto dividendo l’Italia a colori.

A finire in zona rossa alla fine dei primi 8 mesi del 2022, con un’incidenza superiore a +25% rispetto alla media nazionale sono Valle D’Aosta, Trentino Alto Adige, Umbria, Molise, Calabria e Puglia. In zona arancione Basilicata, Piemonte, Toscana, Sicilia, Campania e Marche. In zona gialla Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Sardegna e Lombardia. In zona bianca Abruzzo, Liguria e Friuli Venezia Giulia.

L’importanza di analizzare le incidenze degli infortuni rispetto alla popolazione lavorativa emerge chiaramente prendendo in considerazione i dati assoluti. Infatti, a guidare la classifica del maggior numero di vittime in occasione di lavoro è la regione con la più alta popolazione lavorativa d’Italia, cioè la Lombardia (74) che, per contro, presenta un’incidenza di infortuni mortali al di sotto della media nazionale. Seguono Lazio e Piemonte (45), Veneto (43), Emilia Romagna e Campania (40), Toscana (39), Puglia (34), Sicilia (33), Trentino Alto Adige (22), Calabria (15), Marche (14), Sardegna e Umbria (11), Abruzzo e Liguria (7), Valle D’Aosta (6), Basilicata (5), Molise (3) e Friuli Venezia Giulia (2).

Nei primi 8 mesi del 2022 il settore costruzioni fa registrare il maggior numero di decessi in occasione di lavoro: sono 78. Seguono trasporti e magazzinaggio (73) e attività manifatturiere (53). La fascia d’età più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro è sempre quella tra i 55 e i 64 anni (182 su un totale di 496). Ma l’indice di incidenza più alto di mortalità rispetto agli occupati viene rilevato ancora tra i lavoratori più anziani, gli ultrasessantacinquenni, che registrano 68,1 infortuni mortali ogni milione di occupati. L’incidenza di mortalità minima rimane ancora nella fascia di età tra 25 e 34 anni (pari a 11,7), mentre nella fascia dei più giovani, ossia tra 15 e 24 anni, l’incidenza risale a 14,8 infortuni mortali ogni milione di occupati. Questi dati confermano anche alla fine dei primi due quadrimestri del 2022 che la maggior frequenza di infortuni mortali si riscontra tra i lavoratori più vecchi.

Le donne che hanno perso la vita in occasione di lavoro da gennaio ad agosto del 2022 sono 36 su 496. In 33, invece, hanno perso la vita in itinere, cioè nel percorso casa-lavoro. Gli stranieri deceduti in occasione di lavoro sono 86. Alla fine dei primi 8 mesi del 2022 sono lunedì e martedì i giorni della settimana in cui si è verificato il maggior numero di infortuni mortali.

Le denunce di infortunio totali sono in aumento (+38,7% rispetto ad agosto 2021). A fine agosto 2021 erano infatti 349.449 mentre a fine agosto del 2022 sono 484.561. Più di 65mila poi sono gli infortuni occorsi in occasione di lavoro nel settore Sanità e assistenza sociale. Quasi 50mila quelli nelle attività manifatturiere e superano i 42mila nei trasporti. Le denunce di infortunio delle lavoratrici italiane nei primi 8 mesi del 2022 sono state 204.383, quelle dei colleghi uomini 280.178.

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