19 Aprile 2024

Reddito di cittadinanza, Lollobrigida (Fdi): “Lo aboliremo”

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in un’intervista al Messaggero, il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia fa il punto sulle prime misure di cui si occuperà il nuovo governo di centrodestra: oltre al caro bollette, c’è la cancellazione del sussidio introdotto dal Conte 1. Al suo posto “sostegni per chi non può lavorare”. Sul totoministri: “Nessun veto contro la Lega, persone di qualità per tutti i ruoli”

L’agenda

Non solo contrasto al caro bollette. Fra le prime misure su cui si concentrerà il nuovo governo probabilmente guidato da Giorgia Meloni, c’è anche la cancellazione del reddito di cittadinanza. Ad annunciarlo in un’intervista al Messaggero è stato Francesco Lollobrigida, il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia. “Senza dubbio si andrà verso l’abolizione”, ha detto il numero due del partito di centrodestra, spiegando che l’intenzione è di introdurre al suo posto “sostegni adeguati a chi non può lavorare”. Poi il commento sul totoministri: “Nessun veto sulla Lega, troveremo persone di qualità per tutti i ruoli”

“Nessun veto sui ministri”

“Ragioneremo con gli alleati sulle tempistiche per non impattare le sacche di disagio che si sono create”. Così Lollobrigida ha spiegato come Fratelli d’Italia intende affrontare il dossier reddito di cittadinanza anche alla luce della volontà dei compagni di coalizione. Sul resto dell’agenda, il deputo ha spiegato: “Esistono delle contingenze che sono prioritarie come il caro bollette, spero che il primo cdm partirà da qui”. Un programma che dovrà necessariamente passare dalla stesura della nuova legge di bilancio per il 2023, sulla quale il numero due di Meloni apre a un dialogo con Draghi: “Non so quante mani ci lavoreranno ma è la manovra più importante dell’anno e va affrontata a ridosso delle elezioni. Nasce dalla nota di aggiornamento dal Def dell’attuale esecutivo, per cui formalmente o meno ci sarà un confronto”.

L’intervista ha toccato anche il tema dei posti che verranno assegnati nel nuovo esecutivo. A riguardo, Lollobrigida ha precisato che “per governare non usiamo il bilancino e non guardiamo alle tessere di partito ma alla qualità”. Per il deputato, i nomi circolati finora sono solo “chiacchere e proposte” mentre di certo, anche rispetto ai rumors su una Lega fuori da ruoli importanti, c’è che “non ragioniamo mai partendo da veti con nell’ottica di trovare persone valide per tutti le posizioni”

L’ascesa di Fdi

In ultimo, Lollobrigida ha raccontato la ricetta usata dai vertici di Fratelli d’Italia per portare il partito dal 4% alla vittoria delle elezioni: “Ci vogliono coraggio, lealtà e coerenza. Infine, serve la competenza, maturata sul campo”. Poi ha concluso indicando quello che secondo lui è stato il punto di svolta: “Noi eravamo poco percepiti all’inizio, restavamo nella soglia psicologica del voto inutile. Quando alle europee del 2019 lo abbiamo superato è scattato un meccanismo di attenzione che ci ha permesso di arrivare a tutti”.

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