21 Giugno 2024

di Pietro Cusati

Si è spenta a Napoli la Senatrice Graziella Pagano,la Leonessa,sempre in difesa delle donne e dei ceti popolari più fragili. Il cordoglio del Consigliere Regionale Tommaso Pellegrino: ‘’Un esempio straordinario di passione, impegno, amore per la Politica ‘’.

Napoli,18 settembre 2022. La Senatrice Graziella Pagano è stata consigliera comunale di Napoli dal 1987 al 1992, anno in cui è stata eletta senatrice della Repubblica. Confermata per quattro legislature, fino al 2006. In un post il Consigliere regionale della Campania ,capogruppo di Italia Viva,Tommaso Pellegrino ha scritto:’’ Graziella Pagano ci ha lasciato, ma sono certo, come lei stesso ha scritto, continuerà la sua battaglia in paradiso. Graziella rappresenta un esempio straordinario di passione, impegno, amore per la Politica. Quella Politica con la “P” maiuscola; quella politica delle competenze; quella politica dell’impegno vero, decisamente distante dagli interessi di parte; quella politica alla quale ha dato tutta se stessa. Una combattente come lei non poteva non lasciarci sul campo. La sua ultima sfida, il suo ultimo impegno, la sua ultima battaglia, sempre con la stessa tenacia e la stessa determinazione. La ricorderemo tutti con particolare affetto e stima. Al mio Amico Lorenzo va un forte e commosso abbraccio’’.  Graziella Pagano nel secondo Governo Prodi è stata consigliere politico del Presidente del Consiglio, delegata ai Rapporti con il Parlamento e alle Pari Opportunità. Dal 2008 al 2009 è stata Europarlamentare .    Dal 2010 al 2011 è stata anche assessore al Turismo, ai Grandi Eventi e ai Rapporti con le Municipalità, nella giunta guidata da Rosa Russo Iervolino.  Nel 2019 scelse di seguire Matteo Renzi, aderendo ad Italia Viva, di cui era coordinatore per la città di Napoli. Pagano fu determinante da presidente della commissione Edilizia Scolastica per la costruzione di alcuni plessi scolastici, in particolare nella zona di Chiaiano,forte fu anche l’impegno per tutto il mondo della scuola, dal quale proveniva, avendo insegnato per molti anni materie letterarie, prima di iniziare la carriera politica. Da parlamentare fu cofirmataria della prima legge per inasprire le pene contro la violenza sessuale e, in stretto contatto con l’allora ministro della Pubblica Istruzione Luigi Berlinguer, ha lavorato per l’attuazione di tutte le norme sull’autonomia scolastica. A lei si deve, infine, la prima bozza sui Dico (disegno di legge italiano sui DIritti dei COnviventi), da cui nacque, poi, la legge sulle unioni civili. Graziella Pagano era coniugata con l’avvocato Vincenzo Crea, noto civilista napoletano scomparso nel 2015. Dalla loro relazione nacque il loro unico figlio, Lorenzo, giornalista professionista e componente dello staff del Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. In un lungo messaggio la Leonessa ha scritto: ‘’ Purtroppo la mia malattia ha avuto la meglio: ma ho combattuto con vigore fino alla fine. E me ne sto andando con la mia dignità, non consentendole di trasformarmi in quella che non sono. Adesso è tempo di volare in cielo. Andrò a dare battaglia anche lì, mi conoscete. Affido a mio figlio Lorenzo, il grande amore della mia vita (stategli vicino, per favore) queste ultime parole e un invito a non disperarvi. Non voglio sapervi tristi, non voglio sentirvi smarriti”. “Andate avanti come se nulla fosse successo, continuate a fare quello che stavate facendo. Interrompete la campagna elettorale solo per venire al mio funerale, se vi va”, “Io vi lascio così, orgogliosa e fiera di avervi avuto ancora una volta al mio fianco. Di essere stata parte di una storia meravigliosa fatta di impegno civile collettivo, di sfide appassionate, di politica nobile mai disponibile all’accattonaggio ma sempre rigorosa e con le mani pulite. Il 25 Settembre sarò in Paradiso (se mi vorranno), il mio seggio scatterà lì con buona pace dei miei avversari interni ed esterni. Voi però non fate scherzi, continuate a lavorare anche perché da lassù vi posso controllare più facilmente. Il mio tempo in terra è scaduto, vi mando un ultimo bacio. Arrivederci, La Leonessa” .

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