VIABILITÀ, LE PEZZE A COLORI

L’inaugurazione della rotatoria (già esistente) di Vinciprova, l’apposizione di paletti all’uscita del successivo sottopassaggio all’altezza del Grand Hotel e l’apertura del tunnel ‘Racinaro’ riportano al centro la questione della sicurezza di pedoni ed automobilisti.
Va detto che le ‘pezze a colori’ non coprono il grande buco. Il problema dello sbocco della Lungoirno è tutto lì: sull’evidente errore progettuale da cui scaturisce quel grossolano disallineamento con le due strade che costeggiano il Grand Hotel nemmeno una parola dell’attuale (e passato) sindaco.
Né sulle responsabilità (tecniche e politiche), né sulle soluzioni. Il collegamento diretto con il lungomare determinerebbe una sostanziale revisione dei flussi di traffico dell’arteria che permetterebbe l’apertura del doppio senso lungo la Cittadella Giudiziaria. Scelta che, oltre a ottimizzare i flussi di traffico, darebbe senso compiuto alla Lungoirno e la più adatta funzionalità alla rotatoria ieri inaugurata in pompa magna.
Allo stato attuale risulta altresì incomprensibile la costruzione del pericolosissimo cordolo in cemento laddove già in passato un motociclista ha perso la vita e dove di recente si è verificato un rilevante incidente.
Con l’apertura del tunnel ‘Racinaro’ riteniamo indispensabile l’apposizione di paletti dissuasori allo sbocco in via Dalmazia. Lì infatti il flusso veicolare – raddoppiato dalla confluenza del tunnel – dovrà essere messo in massima sicurezza. Fino ad oggi l’abitudine di parcheggiare le auto sul lato destro fuori dalle strisce ed in corrispondenza dell’incrocio con via Giovan Battista Mazzara ostruisce completamente la visibilità sia a chi proviene dal sottopassaggio che alle auto provenienti dalla traversa di via Mazzara.
Quell’incrocio va messo in sicurezza.
