15 Ottobre 2026
Sapri e la memoria ritrovata La luce dentro di Domenico Del Duca

Francesco SAMPOGNA

Riparte dal solco tracciato ne La quarta linea il nuovo percorso letterario di Domenico Del Duca, che con La luce dentro — presentato nella cornice dell’Hotel del Sole a Sapri — firma una narrazione intimista e al contempo corale. Se nel volume precedente la figura paterna svettava al centro della scena, in questo nuovo lavoro lo sguardo dell’autore si sposta gradualmente su di sé, trasformando il racconto di famiglia in una nitida affresco storico e sociale della comunità saprese.

Un viaggio tra storia locale e grandi viaggiatori

L’incontro, coordinato da Pietro Scaldaferri, ha travalicato i confini del semplice evento editoriale per trasformarsi in una riflessione identitaria sulla città. L’intervento di Angelo Guzzo ha ripercorso le tappe storiche e le architetture simboliche del territorio: dal cippo commemorativo per il giovane Prisco a Palazzo Gallotti, fino alla Chiesa Madre e all’Aria del Re. Ampio spazio è stato dato al periodo murattiano — con la proposta di dedicare un segno toponomastico a Gioacchino Murat — e alle testimonianze dei viaggiatori stranieri dell’Ottocento, tra cui Craufurd Tait Ramage, che esplorò il Cilento nel 1828. Del Duca raccoglie proprio l’eredità di quegli osservatori, esplorando Sapri non da estraneo, ma dall’interno, preservandone scorci e luoghi simbolici come la “Buca della bomba”.

La tecnica dell’acquerello e la dimensione universale

Nel corso della serata, arricchita dalle letture di Angela Mirabelli, il professor Abramo ha paragonato lo stile dell’autore a un dipinto ad acquerello, capace di far uscire i dettagli quotidiani dalla cornice grazie a un uso sapiente delle sfumature dialettali e dei ricordi della vita rurale (u sciavichiell, le sciuscelle). Viene richiamata così la poetica delle piccole cose di pascoliana memoria e la massima tolstojana secondo cui descrivere il proprio villaggio equivale a raccontare il mondo intero.

A chiudere l’analisi, il dirigente scolastico Corrado Limongi ha evidenziato come l’opera documenti il riscatto sociale e il passaggio generazionale tra un padre privo di istruzione e un figlio che ha potuto studiare. Un’emozionata battuta finale dello stesso Del Duca ha invitato tutti alla lettura: un’opera che, dietro il ritratto di Sapri, stimola ogni lettore a riscoprire le proprie radici.

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