Addio a Nicola Sateriano

Un profondo cordoglio avvolge le comunità di Santa Marina, Policastro Bussentino e dell’intero comprensorio del Golfo per la scomparsa di Nicola Sateriano, protagonista di primo piano della scena politica e amministrativa locale per più di cinquant’anni. L’ex amministratore si è spento all’età di 91 anni presso la residenza assistenziale “Le Rose” di Policastro Bussentino, suo luogo di dimora negli ultimi tempi.
Figura stimata e benvoluta in ogni angolo del Cilento per il suo spessore umano e istituzionale, lascia i figli Adele e Pasquale insieme a Vito, accolto in famiglia come un figlio. Le esequie avranno luogo domani mattina, martedì 15 settembre, all’interno della Cattedrale di Policastro Bussentino. La salma muoverà dalla cappella del Seminario, sede della camera ardente, per raggiungere il duomo.
“Il primo cittadino nato sui pedali e formato dal sacrificio. Dalla bottega di famiglia alle vette delle istituzioni, la nobiltà dei piccoli gesti e l’amicizia con De Mita”

Vogliamo ricordare l’Amico Nicola SATERIANO a nostro modo. (a cura di Mario FORTUNATO e Francesco SAMPOGNA)
Per comprendere lo spessore politico ed umano di Nicola Sateriano — già Sindaco di Santa Marina, Presidente della Comunità Montana e dell’Ospedale di Sapri — occorre fare un salto indietro nel tempo, alle radici di una vita segnata dalla tenacia e dallo spirito di servizio.
Molto prima di occupare ruoli pubblici di rilievo, la sua storia comincia nella bottega di famiglia in piazza Duomo a Policastro, a pochi passi dal duomo cittadino. Nel 1950, appena quindicenne, Nicola accarezzava il sogno del calcio, interrotto dal no del padre che gli impedì di trasferirsi a Torre Annunziata. Un rifiuto che lo portò ad abbandonare il Ginnasio ma che divenne la sua vera forgia: la scuola del lavoro di bottega.
All’epoca, a Policastro mancavano i panifici e l’approvvigionamento dipendeva interamente dalla vicina Sapri. Ogni mattina, a partire dalle quattro, il giovane Nicola saliva su una robusta bicicletta con freni a bacchetta, trasportando tra anteriore e posteriore cinquanta chili di pane freschissimo. Protettore improvvisato contro le intemperie: dei sacchi di iuta che, imbiancati dalla farina sotto la pioggia, gli davano le sembianze di una figura spettrale nella penombra dell’alba. In quegli anni di gioventù macinò oltre diecimila chilometri su due ruote.
Chi lo ha conosciuto da ragazzo ricorda l’impronta da galantuomo che lo ha sempre contraddistinto. Davanti alla bottega di famiglia si fermavano i bambini delle campagne, attratti dal profumo delle pagnotte ancora calde: Nicola era solito regalare loro qualche moneta per la colazione, consapevole che l’apprendimento richiede serenità e nutrimento.
L’etica del lavoro appresa sulla strada è rimasta il segno distintivo di tutta la sua parabola amministrativa. Emblematici i suoi incontri al piazzale del Torre Oliva con l’amico Ciriaco De Mita, in villeggiatura nel Golfo. Tra consegne puntuali dei giornali all’alba e partite a carte all’ombra degli ulivi nel tardo pomeriggio, Sateriano ricordava spesso come Sapri rappresentasse il cuore pulsante e culturale dell’intera area, un modello di crescita a cui guardare con visione comprensoriale.
Quando si sposò nel 1962, la madre gli consegnò trecentomila lire: la somma esatta di dodici anni di piccole mance da cento lire custodite con cura, il simbolo che nessun sacrificio andava perduto.
Sateriano ha guidato la cosa pubblica con la concretezza di chi ha conosciuto il peso del carico: con la convinzione costante che di fronte alle salite della vita e della politica, l’unica scelta sia continuare a pedalare con fermezza verso la meta.
Francesco SAMPOGNA e Mario FORTUNATO e tutti i Collaboratori di “La Voce del Meridione”, con sincera vicinanza e affetto, rivolgolgono le più sentite condoglianze alla sua famiglia e ai suoi cari.
