15 Ottobre 2026

LA MUSICA DI PEPPE CIRILLO! TERRA DEL SUD

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LA MUSICA DI PEPPE CIRILLO! TERRA DEL SUD

Cosmo GUAZZO

TERRA DEL SUD – IL CILENTO INTERNO SEMPRE PROTAGONISTA. A CASTEL SAN LORENZO – LA XXIX FESTA DEL VINO D.O.P.! 2026

Dalla DOC alla DOP: (La festa evolve nel tempo per tutelare e promuovere il riconoscimento ufficiale delle tipicità locali).

Castel San Lorenzo, con la storica Festa del Vino D.O.P. – la XXIX Festa del Vino D.O.P.! 2026.

Da giovedì 13 a martedì 18 agosto, il borgo di Castel San Lorenzo ha accolto la XXIX edizione della Festa del Vino D.O.P. sei giorni tra eccellenze enogastronomiche, musica e comicità.

Tutte le serate sono state importanti, da segnalare, in particolare, il 16 agosto con la partecipazione di Peppe Cirillo Antiqua Saxa con la grande musica popolare (La Grande Musica Popolare di Peppe Cirillo musica etno cilentana, quel desiderio di convivialità e di essere protagonisti della serata all’insegna dell’evento programmato). “Ambasciatore della musica cilentana nel mondo!”

“Terra del Sud” – La Grande Musica Popolare di Peppe Cirillo a Castel S. Lorenzo. Un raduno di suoni, danza e sapori della tradizione. Il poeta della canzone popolare – Musica etno Cilentana – Artista Peppe Cirillo.

Festa del Vino D.O.P. – la XXIX Festa del Vino D.O.P.! 2026, un’eccellenza che si valorizza e sceglie il meglio. Una festa in continua crescita etno/gastronomica all’interno di una quotidianità fatta di sacrifici e di scelte obbligate ma, con una strategia e un progetto chiaro, empatico e condivisibile. Lo spettacolo con la musica di Peppe Cirillo Antiqua Saxa (La Grande Musica Popolare di Peppe Cirillo musica etno cilentana, quel desiderio di convivialità e di essere protagonisti della serata all’insegna dell’evento programmato).

Musica da incorniciare e da valorizzare. “Aperitivo Popolare” o altre finalità spettacolari delle serate con la musica di Peppe Cirillo! Canti, musica etno cilentana e quel desiderio di convivialità e di essere protagonisti della serata all’insegna dell’evento programmato. Voglia di partecipare, stare insieme senza troppe presentazioni. Interagire con il senso di appartenenza. Le serate, arricchite dalla Cucina tradizionale Cilentana e sfizi vari dello chef e di tutto lo staff, hanno reso lo spettacolo e l’intrattenimento ancora più suggestivo e accattivante. Musica dal vivo, chiacchiere, brindisi, in un’atmosfera unica e serena. “Buon cibo, musica e compagnia!

Canti, musica etno cilentana e quel desiderio di convivialità, di essere protagonisti di una serata all’insegna dell’evento. Voglia di partecipare, di stare insieme senza troppe presentazioni. Interagire con il senso di appartenenza. In “Terra del Sud”, lo spettacolo-concerto firmato da Peppe Cirillo, un viaggio sonoro che celebra l’identità e la forza della cultura mediterranea. L’evento si caratterizza e si configura come un vero e proprio “raduno della tradizione”, dove la musica d’autore incontra l’energia della festa popolare e l’eccellenza della cucina tipica locale. “Un ensemble di eccellenze”. Sul palco, ad accompagnare il Maestro Peppe Cirillo, si sono esibiti una formazione di musicisti di straordinario talento, nomi di spicco nel panorama del folk d’autore:

Emidio Ausiello: maestro indiscusso delle percussioni.

Paola Salurso: voce intensa e simbolo della vocalità cilentana.

Antonello Mondillo: polistrumentista e anima dei ritmi folk.

Fabio Tolomeo: virtuoso degli strumenti a corde.

Francesco Citera: fisarmonicista di rinomata fama.


A rendere l’atmosfera ancora più coinvolgente sono state le movenze e i passi della tradizione coreutica, grazie alla partecipazione delle ballerine Silvana Micieli e Mariagrazia Lettieri , che hanno trasformato lo spettacolo in un’esperienza visiva e partecipativa totale.

Musica e Cucina: un dialogo tra sensi

Lo spettacolo, non è da intendere solo un concerto ma, un incontro tra arti e artisti. La cornice intorno ha fatto da scenario a questo connubio, proponendo un percorso gastronomico basato sulla cucina tradizionale di casa, con ingredienti a chilometro zero e ricette tramandate, specchio fedele di quella “Terra del Sud” cantata sul palco.

“La nostra musica non è un reperto da museo, ma un corpo vivo che respira tra la gente. Portare “Terra del Sud” nello spettacolo ha significato rimettere al centro il valore dello stare insieme, tra un buon piatto e una tarantella che scuote l’anima,” dichiara Peppe Cirillo.

Programma: Cena tradizionale e concerto “Terra del Sud”. Ufficio Stampa: Associazione Culturale Antiquasaxa – associazioneantiquasaxa1@gmail.com


ARTISTA DI ETNO MUSICA CILENTANA PEPPE CIRILLO

D.: Il coordinatore e personaggio di questo evento è stato l’artista di etno musica cilentana Peppe Cirillo. Vogliamo parlare con lui sia per quanto riguarda l’organizzazione di una serata tipo, per come è strutturata e del suo percorso artistico.

R.: Il mio spettacolo si avvicina molto alla logica popolare nel senso che parlando di civiltà contadina io affondo le mie radici nella ricerca. Abbiamo pensato di gemellare questo momento tra la musica popolare e il momento tradizionale dal punto di vista della ricerca della cucina, quindi degli alimenti. Tutto quanto questo, ripeto, nasce per caso, poi alla fine c’è stata l’esigenza – sento parlare di sold out già da un poco. Voglio dire che evidentemente il territorio ha risposto abbastanza bene. Si sono incuriositi i mezzi di stampa e quindi anche le televisioni. Insomma, come dire, creando un momento vero, un momento di gemellaggio, ecco, con quel tipo di fusione di questi due elementi. L’utenza per così dire è abituata a ben altro in questo periodo a quelle forme di ascolto specialmente per quanto attiene la musica su altri canali mediatici vedo che invece risponde il live e la situazione è abbastanza bella perché c’è stata un’attenzione molto particolare. Nello specifico io faccio musica popolare da sempre (D.: da quanti anni!) E bè, io ho iniziato a suonare in piazza all’età di 14 anni, adesso ne ho 62, quindi sono tanti anni. Questa sera sono qui con degli amici che praticamente mi accompagnano da sempre, con Emiddio Ausiello, grande percussionista, uno dei migliori percussionisti, non perché lo dico io ma perché lo dicono gli addetti ai lavori, uno dei migliori percussionisti d’Italia; c’è Francesco Citera, fisarmonicista straordinario e poi c’è la voce di Paola Salurso che la fa da padrona nel senso che, diciamo che tutti quanti i testi sono stati scritti e poi alla fine doveva cantarli Paola e poi c’è Antonello Mondillo, bassista e Fabio Tolomeo, che è un chitarrista molto virtuoso. Poi ci saranno questi momenti di colore, queste ballerine che servono a dare summa di tutto quello che il nostro lavoro musicale. Questo è quello che presenteremo questa sera.

D.: Qual è il significato della serata!

R.: Il significato della serata di “Terra del Sud”! Terra del Sud nel senso che il Sud non va inteso come momento geografico solamente ma, anche come momento antropologico dove ovviamente il Sud rivendica quella sua importanza dal punto di vista del modo di essere, del carattere, della cultura e quelle che sono le tradizioni etno musicologiche del Sud del mondo. Hanno dato il là ad ogni genere musicale condizionandone ovviamente tutto quello che è il patrimonio musicale che abbiamo oggi. La solarità, il colore, il ritmo della musica nasce con l’uomo. Però ci sono dei punti dove ovviamente l’espressione musicale arriva senza bussare. Arriva dove, nell’animo della gente. Arriva dove c’è verità, dove c’è poca costruzione, dove c’è un’enfasi del piacere di stare insieme. Dove c’è la convivialità, ecco perché questo posto è che ti fa sentire a casa immediatamente. La convivialità, quindi questo momento che unisce una realtà musicale ed una realtà enogastronomica. Bè, credo ci siano pochi altri posti dove dover presentare un progetto del genere.


D.: Andiamo avanti con il discorso. Un suo profilo artistico. Cioè come nasce, diciamo, come si è evoluto nell’arco degli anni!


R.: Una lunga storia, nel senso che faccio musica live da quarant’anni e ho girato il mondo, tutti i continenti. Diciamo che quasi tutti gli anni faccio 2 tournée internazionali. Sono al quarto disco. Ho venduto migliaia di copie di dischi. L’altro giorno facevamo un poco i conti. Quelle cose che non si fanno per dire. Io ho sempre pensato che quando si spengono le luci sul palco è perché o non è stata pagata la luce, la bolletta Enel o è finito il gasolio del gruppo. Continuerò a immaginare che ci sono tanti progetti, tante cose, quindi, non è come dire, un conto finale, assolutamente no. Però facevamo questo conto con gli amici. Quanti musicisti hanno accompagnato Peppe Cirillo. E, bé, Peppe Cirillo è stato accompagnato da circa 600 musicisti. Quanti concerti live ha fatto Peppe Cirillo, circa 3.500. Che cosa dire, penso che tutto questo è mosso ovviamente dal giudice supremo che è il pubblico e quando il pubblico dà soddisfazione come questa, entrare nei locali e trovare il sold hout, e, bé, c’è una ragione per andare avanti, quindi nasco come tutti quanti negli anni dei cantautori. Nasco con Fabrizio De Andreè, nasco con Cuccini, nasco con Dalla, nasco con De Gregorio a strimbellare la chitarra. Poi, ben presto, qualcuno mi ha sentito, si è incuriosito, probabilmente perché, ripeto ero poco più che bambino ed iniziai a suonare (originario di Perito). Poi, ovviamente la ricerca, dopo aver maturato tra virgolette uno stile cantautoriale, inizio a confrontarmi con gli studi e quindi, mi incuriosisce l’antropologia, iniziai a parlare di storia, di antropologia e mi trovavo con una, senza scomodare gli uomini illustri ma, Giustino Fortunato che creò la Questione Meridionale. Mi faceva spesso delle riflessioni tra virgolette nel leggerlo, il fenomeno del brigantaggio, fino a studiarlo, a renderlo praticamente, questo una necessità spasmodica al punto che creai il primo disco. Il primo disco è un manuale sul brigantaggio. C’era un’esigenza che ho scoperto per caso, che un tale Carmine Cirillo, mio avo. E, sentir parlare dei briganti come coloro come i sanguinari, i furfanti, mi sembrava doveroso dare giustizia a quello che era il moto del brigantaggio. Quali sistemi porta aver acquisito le notizie tramite l’Università, tramite gli studi, gli archivi importanti. E, insomma, voglio dire, dopo venti anni, ho capito che il fenomeno del brigantaggio bisogna dividerlo tra il pre e post unitario. L’uno era fatto per difendere la terra, l’altro era fatto che non avevano la possibilità di mangiare, perché, smembrato l’esercito Borbonico, ovviamente, e quindi dovevo dare giustezza a questo mio antenato. Iniziai così. Scrissi il mio primo disco. Ebbe un grande successo all’epoca. Addirittura fu scritto un copione di un film su uno dei brani miei che si chiamava: “All’ombra ru granato”. Voglio dire, ebbe un’attenzione particolare. Un brano: “Iett’ a mare”, parlava di questo fenomeno di questa gente che viene sulle nostre Coste e che molto spesso non arrivano sulle nostre coste ma l’incapacità di accettare lo sconosciuto da parte nostra e quindi la titubanza, la diffidenza, ho dovuto metterlo in canzone. Questo pezzo è stato 16 puntate su RAI 2 come sigla di questo programma. Tante volte è passato su Geo e Geo su Rai 3. Poi ovviamente succede che iniziano i premi ma quelli, ripeto li posso dire, se vuoi te li dico ma, servono semplicemente per mettersi delle medaglie non altro. Le cose più belle le ho ottenute in giro per il mondo con la gente che era sotto al palco che si commuoveva. Quelli sono dei momenti veri. Quando riesci ad entrare nell’empatia. Creare quest’empatia con il pubblico, quindi, con le persone. Ovviamente la fa da padrona. Ovviamente, ho vinto tanti premi. Ho vinto il Premio Caruso su Rai 1. Ho vinto il Musicultura. Voglio dire possiamo stare mezz’ora qui, per dire tutti i premi, che sono bravo! Semplicemente che è da tanto tempo che suono insomma.


D.: Allora (parlando della proprietà della struttura), io sono molto amico della proprietà di questa struttura. È da tempo che mi ha caratterizzato, mi ha parlato dell’artista Peppe Cirillo e tra l’altro, diciamo, mi sono incuriosito proprio per questo contesto al di là del pregresso di cose che lei stava dicendo ma per quanto riguarda l’organizzazione artistica di questa sera. Per quello che io, per le mie conoscenze ho notato e noto che la serata di questa sera è molto composita. È molto variegata. La finalità è a largo raggio o del tutto Cilentana!


R.: No. Terre del Sud significa che il minimo che posso fare è toccare tutte le Regioni del Sud, perché ci sono dei parallelismi che sono inscindibili. Cioè la Taranta Pugliese è un modo raddoppiato tra virgolette di quelle che sono i riti nostri. Cioè voglio dire tutto quanto quello che appartiene a momenti, come dire, mi verrebbe di parlare di Ernesto De Martino che ovviamente diceva: “la similitudine che c’è tra l’area Sud della Regione Campania, la Basilicata, la Calabria e la Puglia è come parlare la stessa lingua alle stesse persone capace di comprenderla. Noi parliamo di nidi, di leggende, di magie, di costumi, di amore, di come viene percepito l’amore nelle società rurali, del fenomeno del brigantaggio. Parlare di tutto questo significa che io parlo di una realtà comune, di una realtà accomunata e come se io avessi di fronte allo stesso tavolo tutte persone che parlano la stessa lingua. E, Quindi, certo che toccherò vari momenti, toccherò tutti quelli che sono i punti importanti dell’espressione della musica popolare di questi territori. Ripeto, perché farlo qui, perché è un posto bello. Perché è un posto che ti rende e perché, credo, ci sia, come dire la possibilità di creare l’anno zero di questo momento. Mi farebbe piacere che questa struttura diventasse un punto di riferimento per la musica. Cioè che creasse questo momento che abbiamo creato, come dire, di fusione tra quella che è il piacere della tavola e il piacere della musica dal vivo. Credo, sia un punto da, come dire, sia un punto da solidare, deve essere cementificato in questa realtà. Mi farebbe piacere che questa realtà diventasse una realtà di riferimento del territorio, perché il territorio è scarno. Ma la fame di ascolto, di curiosità, di piacere, di scegliere i determinati momenti. C’è e ne risponde la gente dato che c’è il sold hout. Ecco perché, dico, creare tutto quanto questo come un momento identificativo e siccome si tratta di ricerca e siccome di ricerca c’è n’è in questa realtà da un punto di vista alimentare e, bè, se affiancassimo un po’ di ricerca nella logica della musica dal vivo, secondo me potrebbe essere un progetto identificativo per il territorio.


D.: In questo territorio, oltre al discorso cucina/dieta mediterranea, è importante la conoscenza turistica di quest’area che è praticamente poco conosciuta e poco valorizzata. Il mio primo libro sul turismo è: “Il Progetto turistico del Cilento, i pregi di una lunga solitudine”. Dobbiamo puntare, appunto su questi pregi di una lunga solitudine, proprio per far uscire come dico sempre, fuori dalle secche questo territorio. Laddove ci sono le eccellenze bisogna valorizzarle. Quindi l’occasione si cementifica bene rispetto a questo percorso che noi vorremmo fare e quindi mi fa piacere che c’è lei, che nella sua dinamicità può arricchire queste serate e può essere l’inizio di un percorso, diciamo dove il territorio diventa protagonista. E, nella fattispecie, il Cilento, quindi “Terra del Sud” che si coniuga bene con questi concetti.


R.: Bè, mi piace questa cosa, perché quando si parla di cultura, si parla di espressione di vita dell’uomo. L’uomo senza cultura è già morto ma, non perché la cultura deve essere solamente quella didattica. La cultura è conoscenza, la cultura è curiosità. E, io sono, sarà prossima l’uscita di un mio libro: “Oltre l’orizzonte” che tratta ovviamente di filosofia perché è quello è il mio modo di essere, il mio modo di vivere la mia vita, mi verrebbe da dire nella logica del simposio quando parlava il grande Socrate. Lui parlava in momenti conviviali, perché nel momento conviviale si abbassa la diffidenza, si abbassa la resistenza e quindi di conseguenza c’è la possibilità di recepire quello che è il discorso. Cioè tutto quanto quello che sembrava essere una questione di piacere legato quindi al mangiare, un piacere culinario. In realtà nascondeva ben altro. Nascondeva quello che è, come dire, la maggior capacità di recepimento di quelle che sono le notizie importanti. Quelle che sono le notizie supreme, il sapere. Ecco, perché, adesso, senza scomodare Platone, però, quando in queste realtà, oltre alla bontà di quello che si porta a tavola, ci sono anche momenti di cultura fanno le eccellenze. Quindi, nella mediocrità di cui stavamo parlando prima, che ahimé, purtroppo, siamo costretti a galleggiare, bé, i punti di eccellenza, chi ha la possibilità di crearli ha l’obbligo di crearli.


A cura di: (*) Cosmo Guazzo – Giornalista e scrittore. Esperto in: “Politiche per lo sviluppo turistico locale”. – MASTER: “Politiche per lo sviluppo turistico locale” – Vincitore del Bando di Concorso per la partecipazione al Master in “Politiche per lo sviluppo turistico locale”. (*) Cosmo Guazzo. © Copyright 2026/Riproduzione riservata. Edito da: Cosmo Guazzo. I.//Guazzo 08/09/26

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