15 Ottobre 2026

Le liste d’attesa nel Sud sono ancora un problema grave, per un’indagine diagnostica o per una visita specialistica? Un problema complesso

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Le liste d'attesa nel Sud sono ancora un problema grave, per un'indagine diagnostica o per una visita specialistica

Pietro CUSATI detto Pierino

Il piano nazionale del governo delle liste di attesa 2026 – 2028, contenuto nel decreto del Ministero della Salute del 26 giugno 2026, perché non viene attuato?

Aumenta la burocrazia per gli anziani  costretti a tornare più volte dal medico di medicina generale o anche per i pazienti chiamati a cercare una prestazione disponibile anche a notevole distanza dalla propria residenza?

Un tema spinoso della sanità pubblica che insieme alla Puglia , coinvolge pesantemente anche la Regione Campania del Governatore, Roberto Fico, unica regione in Italia a non avere un’ assessore alla sanità? Fico se la prende con i pazienti che dopo mesi di prenotazione non si presentano a visita e devono pagare il ticket anche senza essere visitati? I direttori generali delle ASL, per legge, sono chiamati a fare i “sindacati dei pazienti”. Invece a Martina Franca,il  Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, se la prende con i  medici “furbi”, è punta il dito contro le distorsioni del sistema sanitario. Il governatore Pugliese  ha attaccato i medici che sfruttano le liste d’attesa per arricchirsi con l’attività privata intramoenia.

“Ho trovato un medico che fattura 800mila euro. Se eliminiamo le liste d’attesa, come potrà guadagnare così tanto?” Il Governatore Decaro ha precisato di non essere contrario all’attività privata dei medici che lavorano nel pubblico, ma ha denunciato un meccanismo perverso. Secondo il presidente Decaro, il sistema attuale è strutturato in modo da incentivare l’allungamento dei tempi di attesa per le prestazioni pubbliche, spingendo i pazienti verso il privato.

“Non sono contro l’attività privata dei medici che lavorano nel pubblico, ma è tutto basato sulla buona fede, perché altrimenti il sistema è fatto per aumentare le liste d’attesa”, ha spiegato. La soluzione, per il Presidente Decaro, passa attraverso un controllo più stringente dei direttori generali, chiamati a fare i “sindacati dei pazienti”.Il governatore Pugliese  ha poi allargato il fuoco critico al Governo nazionale, accusato di scaricare costi crescenti sui bilanci regionali. Decaro ha citato in particolare l’allargamento delle facoltà prescrittive dei medici di base, che ora possono prescrivere farmaci prima riservati agli specialisti.

Una misura che, secondo il presidente Decaro, rischia di ridurre la capacità delle Regioni di acquistare grandi quantitativi di farmaci a prezzi vantaggiosi. “Le scelte le fa il Governo, ma poi paga la Regione”,  ricordando che dall’inizio dell’anno la Puglia ha speso circa 80 milioni di euro per farmaci che da sperimentali, e quindi a carico dello Stato, sono passati a carico della Regione. Decaro ha poi affrontato il tema dell’autonomia differenziata, annunciando un ricorso congiunto alla Corte costituzionale con la Campania, guidata da Roberto Fico.

Secondo il presidente pugliese, le pre-intese con le Regioni del Nord spaccheranno il Paese, in particolare sulla sanità. “Le quattro regioni più ricche del nostro Paese avranno la possibilità di fare contratti aggiuntivi ai medici, supereranno i tetti di spesa per il privato accreditato e questo ovviamente non sarà possibile farlo al Sud, perché abbiamo risorse inferiori, abbiamo una capacità fiscale inferiore a quelle del Nord”.

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