16 Settembre 2026
Il Taccuino di Baudelaire del 02 settembre 2026 di Giovanni Farzati

Rubrica “Il Taccuino di Baudelaire” di Giovanni.Farzati

Ma chi ha parlato di volare con un’aereo, qui sono volati i soldi…
“Pagati 8500 euro ma niente viaggio negli Usa”, operaio denuncia. Coinvolta agenzia del Napoletano già al centro di altri casi analoghi.
Il lupo perde il pelo ..

Sp94, il punto, ma quale punto?, 100 crammatini, stagione lettura, la Silente via … Al bar si parla di vita, si raccontano storie

Strada SP94 Assunta/Perdifumo; lo scrive P.Di Paola
La Provincia indica che ad oggi 27 agosto 2026 sono ancora in corso le procedure di gara degli Accordi Quadro.
Il progetto inerente tale arteria   comprende il rifacimento dei tre ponti, barriere di protezione, bitumazione, pulizia, taglio erba e segnaletica.  In sintesi: iter amministrativo avviato,

ma appalto che per essere assegnato  e tradotto in cantiere necessita ancora di sostanziali  correzioni e apporto di  modifiche  progettuali . Speriamo bene. Anzi no, compratevi un ciuccio..

…Modern Society
Compagnia  i 100  crammatini russi di Piano Vetrale su Set; nei programmi della TV vallese;  hanno un grosso seguito di pubblico;  urologo di Vallo; conosciuto e apprezzato; citato a teatro durante  una commedia; sembra quasi un gioco di parole.

Citato” forse è  una parola grossa; per meglio dire, il suo nome; quello dell’urologo;  è in una battuta  fulminante di una  commedia del gruppo teatrale “I 100 crammatini russi; 
dialetto cilentano;  racconti popolari;  personaggi brillanti;  pettegolezzi di paese con a capo Massimo Sica e la sua sfrenata fantasia. (Il dottore ?mi ha dato una pillola che ho fatto pipì per un ora)

La grande stagione della lettura
Parole dalla rete 1-2…

1…Il racconto di Princesa prende avvio da lontano: dal Nord-Est del Brasile, al confine con la caatinga, un tempo deserto di pazzi, santi e banditi

Dalla libreria di Sensibili alle Foglie, la storia della brasiliana Fernanda, donna?uomo?ma!

Questo libro racconta la vita e gli incontri di Fernanda Farias de Albuqueque, ovvero Princesa, Principessa. Una storia di vita transessuale. L’esperienza di un corpo in dissonanza, in transito da un’identità sessuale all’altra, bloccato sul confine dell’ambiguità. Né uomo né don
na: una fascinazione antica, uno spavento tra le gambe.  E da un corpo maschile, Fernandinho, che mille José di campagna fanno femmina per il loro piacere.
Princesa è anche la narrazione di una metamorfosi e di una fuga. La prima si snoda tra la chimica del silicone e la chirurgia plastica delle bombadeire brasiliane, costruttrici clandestine di corpi “illegali” e transessuali. La seconda, catastrofica, rovina verso un centro vuoto: le grandi città scassate del Brasile e dell’Europa. Fuga paradossale, in ogni caso. Perché lei, l’anomalia, per sottrassi alla vista si rende più che mai visibile e, nel nascondiglio stereotipato di un corpo quasi femminile, letteralmente costruito come-tu-mi-vuoi, diventa trasparente. A volerla di notte, comunque, salvo poi disprezzarla di giorno, sono un fiume di José brasiliani, spagnoli, francesi, italiani; quell’onda crescente che sui marciapiedi di Rio, di Roma o di Milano cerca la prostituzione transessuale per placarsi, col primo sole, in effimere certezze.
“La certezza vive semplice – dice la protagonista – gli uomini da una parte, le donne dall’altra. E io?”
 
Fernanda Farias de Albuquerque (1963-2000). La sua storia è narrata in questo libro. 
Maurizio Jannelli lavora e vive a Roma. Ha curato l’aspetto letterario di questa storia di vita.

2…La Via Silente consiglia di fare un passo indietro e ascoltare; più facile che il signor Mouresault ottenga la grazia!!! cit da Lo straniero di Camus

In questi giorni leggiamo ovunque di un turismo nel Cilento urlato, cafone, vuoto. Un turismo che fa rumore, consuma i posti e passa oltre senza lasciare nulla.

​Dimentichiamo che il Cilento non è solo questo.

​C’è un altro modo di viaggiare che vive nel silenzio e nel rispetto, ed è quello per cui lavoriamo ogni giorno, insieme a tante altre realtà del territorio come il Cammini Bizantini di San Nilo o il Cammino delle Terre della Dieta Mediterranea . Una tipologia di turismo dove il viaggio assume anche un ruolo sociale
. Sembra una cosa da poco, ma sedersi su una panchina ad ascoltare la storia di chi quel borgo l’ha vissuto per una vita intera significa tantissimo. Significa combattere la solitudine, ridare dignità alla memoria dei nostri paesi e dimostrare che viaggiare non vuol dire per forza consumare un territorio. A volte vuol dire semplicemente fare spazio, fare un passo indietro e ascoltare.
Ma tutto questo può funzionare in un luogo integro, dov’è il paesaggio restituisce bellezza a chi arriva da lontano.
A nessuno piace camminare o pedalare tra boschi andati a fuoco e spazzatura, quindi riflettiamo anche su CHI SIAMO NOI…

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