11 Settembre 2026

Il Taccuino di Baudelaire del 26 agosto 2026 di Giovanni Farzati

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Il Taccuino di Baudelaire del 26 agosto 2026 di Giovanni Farzati

Rubrica “Il Taccuino di Baudelaire” di Giovanni Farzati

Indiretto di Fontana 1
La caramella Rossana compie cento anni e diventa un dolce. La proposta del pastry chef Angelo Guarino ad Agerola.

Milano (e non solo) voglio vivere nel silenzio, Venezia, influencer in Laguna, 211 volte…

…Viviamo su un pianeta che ha la forma di una sfera e la sfera non ha periferie …

Napoli  Milano vi amo ma vi lascio

Siamo in terapia cilentana; vado via da Napoli, la bella Napoli, la grande Napoli, ma è un caos, ho deciso così di vivere nel silenzio, nel vento, guardando per ore le nuvole;  i tramonti rosso fuoco; Roberto Brancaccio è  napoletano;  ha scelto di vivere con la famiglia in un piccolo borgo cilentano, Cosentini;; Montecorice;;qui si è integrato e ne condivide la comunità; , qui ha trovato radici.

E da Pisciotta; la norvegese Astrid Hansen; racconta di una coppia di Milano:   “Mi hanno detto: “Siamo in Terapia Cilentana”, e da quel momento ho iniziato a usare anch’io questo termine, che mi è piaciuto moltissimo”.
​“Tutti ci salutano! Bastano un paio di giorni e diventiamo loro amici. Se non noti l’accoglienza che c’è qui, significa che non sai cosa sia l’accoglienza”.

Astrid Hansen: “i miei connazionali tornano anche 4 o 5 volte l’anno, come se fossero “drogati” da questi luoghi. La filoxenia supera di gran lunga qualsiasi mancanza di servizi che si possa trovare nelle città.
​Io stesso ho cambiato prospettiva di vita. Qui mi è successo qualcosa di bello che è difficile da spiegare.
​Ci hanno sempre raccontato che bisogna fare un certo tipo di vita”.

“Avere un lavoro per avere una casa e far parte della società.
​Vivere un modello in cui tutto è già stato organizzato per la gente.
​Praticamente, molte persone sono in galera e non lo sanno… Invece questo posto ha già tutto quello che serve: è diverso, e soprattutto c’è bella gente. Natura, aria pulita, mare, tranquillità”.

Venezia – Un influencer discute con i suoi due collaboratori davanti ad un tablet

“Raga, devo fare un video di denuncia nuovo per il canale. Di cosa parliamo?”.

Si confrontano. Riflettono.
Cavolo, d’estate è difficile!

Ormai sono tutti in strada a fare video di denuncia! C’è quello che va sui lidi a denunciare i gestori, quello che va nelle stazioni a denunciare gli spacciatori.

Ormai tutti denunciano tutto: politici, giornalisti, influencer. È tosta.

Poi gli viene l’idea geniale! I ladri! Nessuno parla dei borseggiatori in questo periodo!

Ma va fatto in modo memorabile, così tutti ne parlano. Così il video fa views. E con le views, magari, si fanno anche soldi!

E qui arriva il colpo di genio

“Riempiamo una pistola d’acqua di vernice rossa indelebile ed andiamo a spruzzargli a dosso! Marchiamoli!”.

Mervin Dayagro più che un influencer è una specie di “giustiziere part-time”. Ha 45 quarantacinque anni e nella “vita vera” lavora in un hotel di Roma.
Rifà i letti. Svuota i cestini del bagno. Lava i pavimenti.

Ma lui sui social ormai sta sfondando: va da un po’ a caccia di ladri sulla metro B di Roma, ma stavolta ha deciso di puntare in alto: stavolta si va a Venezia!

E così prende i suoi collaboratori, scendono dal treno, si piazzano all’angolo di un ponte e aspettano.

Finché non è il momento giusto.
Finché non trovano due probabili borseggiatrici.

È il momento!

Iniziano a premere il grilletto!
Le marchiano a vista!
Riprendono!
Urlano “pickpocket”
Loro scappano.

Che video!
Che video!
Che eroi

O forse no…

O forse dovrei dire “Che schifo”?

Perché se ci rifletto anche questo è un gesto davvero vigliacco.
È squallido quasi quanto rubare.

Si, anche Spiderman, Batman e Superman andavano a caccia di lestofanti: ma non lo facevano mica per far crescere un canale social.

È un gesto rivoluzionario ed è una cosa grottesca.
Una denuncia sociale ed una pagliacciata violenta costruita per racimolare due visualizzazioni.

Una cosa però è certa la gente, queste cose, le ama.
Le adora perché la realtà che non fa sconti: nelle grandi città metropolitane i ladri fanno il cazzo che gli pare.

La polizia è senza mezzi.
La polizia è senza uomini.
La polizia, pure se li arresta, li rilascia dopo poche ore.

E la gente preferisce un finto eroe al rassegnarsi all’idea che denunciare non serva a un cazzo.

Perché quando lo Stato sparisce, quando la legge diventa un fantasma che guarda dall’altra parte, la storia insegna sempre la stessa identica cosa: quel vuoto non resta mai vuoto.

Lo riempie la strada.

Quando lo Stato si mostra debole, la gente diventa violenta.

E quando la folla decide di farsi tribunale, non apre un dibattito sui diritti civili: diventa spietata. Diventa feroce.

Trasforma la rabbia in un’arena, la paura in vendetta e la giustizia in una macchia di vernice sparata addosso in diretta streaming.

La civiltà muore così, senza fare rumore.

Muore quando smettiamo di fidarci delle regole e ci convinciamo che una pistola di plastica possa sostituire un tribunale.

E a quel punto, lavare via la vernice dalle pietre non basterà più a salvare nessuno.
(A.R.)

Pastiches
Extraterrestre!
Kejelcha stabilisce il nuovo record del mondo della mezza maratona in 56:51′
Ha corso 211 volte i 100mt in 16 secondi senza pausa… un modo diverso per rendere l’idea di cosa ha fatto…

….Foto copertina   .
Collage, Imitando Stev’nn Hall,
Cosentini Cilento
foto di Gerardo Esposito

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