Il Taccuino di Baudelaire del 18 agosto 2026 di Giovanni Farzati

Rubrica “Il Taccuino di Baudelaire” di Giovanni Farzati

Sommario
…Arzano, mentre tutto il Paese, ma quale satira contro il Cilento? troppi porci, scusate, cinghiali, Confraternita
…se la stampa non esistesse non bisognerebbe inventarla
Honore de Balzac…autore della Commedia Umana…
Arzano, Napoli, il cronista Mimmo Rubio fa cagare sotto la camorra
Mentre tutto il Paese parla di Lavitola, di Ranucci, della scorta, delle confessioni e delle teorie del complotto, si sta compiendo una ingiustizia vilec li, vigliacca e arrogante
Solo, in mezzo alla camorra, un giornalista. Un bravo giornalista.
Così bravo da non avere le milionate di follower che ha Ranucci. O che ho io.
Perché per essere bravi davvero il seguito non serve a un cazzo. Ti servono i coglioni.
Ti servono le palle quadre di scrivere il nome del boss sapendo che il boss abita a trecento metri.
Ti serve chiudere i social, e aprire gli atti.
Ti serve studiare, indagare, consumarti le suole in strade dove nessuno ti vede e nessuno ti applaude.
Quelli come me, diciamocelo, giocano facile. Io scrivo da casa mia, al sicuro, e il massimo che rischio è un insulto nei commenti. Raccontiamo il fuoco, ma da dietro un vetro.
Lui no. Lui nel fuoco ci vive.
Il suo nome è Mimmo Rubio e fa il cronista ad Arzano, venti minuti da casa mia, in un Comune che è stato sciolto tre volte per camorra grazie a quello che scrive lui.
Ed ai clan il coraggio dei giornalisti non piace nemmemo un po’: casa sua è diventata un poligono di tiro: proiettili contro i muri, bombe carta, esplosioni sotto le finestre.
Andavano lì ad esercitarsi, praticamente, davanti agli occhi di tutti.
Mimmo dal 2020 vive sotto scorta. Anzi, viveva. Perché il 20 aprile, mentre tutti ci azzuffavamo sulla scorta di Ranucci a lui gliel’hanno tolta.
E non perché fosse passato il pericolo. No.
I processi per quelle minacce ancora aperti.
Le decine di persone che vorrebbero farlo fuori sono ancora a piede libero.
La camorra continua a regnare incontrastata fin dentro le istituzioni.
Quella scorta gliel’hanno tolta semplicemente perché GLIELO ABBIAMO PERMESSO NOI.
Perché se tolgono la scorta a Mimmo Rubio NESSUNO SE NE FOTTE.
L’anno scorso in Italia i giornalisti minacciati sono stati 759. Uno ogni dodici ore, il 47% in più dell’anno prima. Nessun Paese europeo ne tiene così tanti sotto scorta. Quasi tutti sono come Mimmo: niente prima serata, niente talk show, niente hashtag. Solo un citofono, un quartiere, e qualcuno che li vuole zitti.
Sono loro i veri eroi di questo mestiere. Quelli che non si incula nessuno.
Io il mio, di seguito, oggi lo uso per una cosa sola.
Per fare rumore attorno a un nome.
Mimmo Rubio.
Ripetilo. Condividilo. Fallo pesare.
Perché finché quel nome fa rumore, nessuno può toccarlo nel silenzio. (Adamo Romano)
OBIETTIVO, on the road
La satira non si censura, il perbenismo sì
C’è qualcosa di profondamente sconfortante nel modo in cui, in queste ore, alcuni hanno deciso di commentare il video dei Villa PerBene dedicato alla Costiera Cilentana. Non tanto per il diritto, sacrosanto, di non apprezzarlo, quanto per il bisogno quasi compulsivo di stabilire cosa sia “degno” e cosa non lo sia, arrivando persino a mettere in discussione il fatto che quel video possa rappresentare, a modo suo, una forma di promozione del territorio.
Qualcuno, con il tono di chi sembra possedere la patente per stabilire cosa sia giornalisticamente valido e cosa no, ha liquidato il filmato come una semplice operazione trash, una parodia che non farebbe ridere e che, proprio per questo, non potrebbe in alcun modo promuovere il Cilento nei circuiti che il territorio meriterebbe.
È un’opinione! Legittima e nessuno, tantomeno intendo censurarla.
Ma una cosa è esprimere un’opinione, altra cosa è trasformare il proprio gusto personale in una sentenza, ergendosi a giudice di ciò che può o non può raccontare un territorio.
La satira è opinione. E il diritto di fare satira equivale, nella sua libertà, al diritto di esprimere un’opinione. Può piacere, può irritare, può far ridere oppure no, può essere elegante o irriverente, intelligente o volutamente sopra le righe. Ma resta satira e proprio perché è satira non deve necessariamente chiedere il permesso a chi pretende di stabilire quale debba essere il modo “corretto” di raccontare il Cilento.
Quello che contesto, dunque, non è l’opinione di chi ha stroncato il video, contesto il finto perbenismo di chi, nel recensire, nel commentare o nel demolire un contenuto satirico, finisce per assumere un atteggiamento quasi censorio, come se il territorio potesse essere rappresentato soltanto attraverso cartoline patinate, tramonti mozzafiato e racconti rassicuranti.
E c’è un altro aspetto ancora più curioso.
In molti avrebbero voluto che quel video affrontasse problemi ben più seri del Cilento. La sanità, la situazione dell’ospedale di Agropoli, le tante criticità che il nostro territorio vive quotidianamente.
Ma davvero pensiamo che la satira debba necessariamente occuparsi di questo?
La sanità non è una gag. L’ospedale di Agropoli non è una barzelletta. Le difficoltà dei cittadini non sono materiale da utilizzare per una semplice parodia., sono questioni drammaticamente reali, che meritano inchieste, approfondimenti, responsabilità politiche e istituzionali, non necessariamente una caricatura.
Pretendere che un gruppo satirico debba occuparsi di quelle vicende per essere considerato “utile” significa non aver compreso cosa sia la satira.
E allora lasciamo che i Villa PerBene facciano il loro mestiere. Lasciamo che provochino, ironizzino, esagerino e, perché no, anche sbaglino.
Noi/Io continueremo a fare il nostro: raccontare il Cilento senza padroni, senza padrini e senza la pretesa di decidere cosa debba piacere ai lettori.
Il video può piacere o non piacere. Può far ridere oppure lasciare indifferenti. Può essere considerato geniale o mediocre, ma trasformare una parodia in un caso morale, arrivando persino a stabilire che cosa possa o non possa “promuovere” il Cilento, ci sembra francamente molto più triste del video stesso.
Perché il vero problema non è la satira, il vero problema è quando qualcuno comincia a pensare che la libertà di espressione sia accettabile soltanto quando dice ciò che piace a lui.
Alessandro Giordano (CilentoReporter.it)
Centoparole 1..
Tra poco i cinghiali prendono pure la residenza?
Agnone Cilento e Ogliastro Marina: il problema c’è. (E non solo Agnone e Ogliastro)
Ora servono risposte, non l’ennesimo tavolo.
Raccontare il proprio paese e la quotidianità. (Sciascia)
Montecorice, il nuovo Priore è Vincenzo Cera
Priore Vincenzo Cera =39 voti
Vice priore Claudio Volpe = 41 voti
Assistente al Priore Antonio Giordano = 42 voti
Crocista Vincenzo Celentano = 40
Mazziere Ivan Mileo = 41
Assistente alla Croce Giulio Piccirilli = 41
Assistente alla Croce Gerardo Meola = 39
Maestro di Cerimonie Natale Lembo = 35 voti
Maestro di Cerimonie Della Pepa Antonio = 32 voti
Maestro di Cerimonie Lembo Nicola = 25 voti
Maestro di Cerimonie Rino Meola = 38 voti
Maestro di Cerimonie Biagio Di Paola = 33 voti
Maestro di Cerimonie Dario Mazzotta = 31 voti
Rappresentante Confratelli Raffaele (Lele) Meola = 41 voti
Tesoriere Biagio Di Paola = 41 voti
Segretario Paolo Scola = 43 voti
Maestro di Canto Annibale Catania = 40 voti
Maestro di Canto Gianlorenzo Scola = 39 voti
Il Consiglio Direttivo, al quale accedono anche i due Maestri di Cerimonie che abbiano ottenuto più voti, sarà così composto per i prossimi 3 anni:
Vincenzo Cera
Claudio Volpe
Antonio Giordano
Rino Meola
Natale Lembo
Raffaele (Lele) Meola
Biagio Di Paola
Annibale Catania
Gianlorenzo Scola
Paolo Scola Segretario verbalizzante.
Foto copertina
Imitando Stev’nn Hall
Costiera Amalfitana
