11 Settembre 2026

Luca Ward il ‘The Voice’ del Cinema italiano si racconta nella terra Lucana a Moliterno

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Luca Ward il 'The Voice' del Cinema italiano si racconta nella terra Lucana a Moliterno

Carmen De Rosa

Moliterno – La notte del 7 agosto 2026, la Villa Comunale Unità d’Italia si è trasformata in un luogo raccolto e speciale.

Sotto il cielo punteggiato di stelle, un pubblico curioso e attento ha ascoltato la voce profonda e intensa di Luca Ward, protagonista della quinta edizione dell’evento “Se una notte d’estate…“.

Una serata di musica e pensieri organizzata dall’Associazione Culturale “Ferdinando Petruccelli della Gattina” A.P.S. in collaborazione con il Comune di Moliterno.

A guidare l’incontro con spontaneità e destrezza è stata la giornalista Carmen Ielpo, consigliere dell’associazione, che ha condotto l’attore e doppiatore a raccontarsi con onestà e senza filtri.

All’inizio non voleva fare l’attore, Ward ha svelato il suo rapporto complicato con l’arte, rivelando un lato inedito della sua vita. Aver visto da vicino le grandi difficoltà economiche della sua famiglia, che viveva d’arte, gli aveva lasciato un segno. Il ricordo di un padre costretto a scegliere su cosa mettere in tavola per i suoi figli lo aveva spinto a cercare strade diverse, accettando anche i lavori più umili. Poi il successo è arrivato quasi inaspettato quando ormai disilluso pensava di allontanarsi da quella realtà.

Alla domanda dell’intervistatrice: “Parlaci del tuo mondo, quello dello spettacolo e delle grandi Star ” Luca risponde senza usare frasi fatte, esprimendo la sua opinione sul cinema italiano di oggi. Secondo lui, il nostro cinema ha perso i grandi maestri del passato ed è rimasto bloccato in un sistema “clientelare”, fatto di “circoletti” dove sono sempre le stesse persone a lavorare. “Questo ha fatto perdere identità alle nostre produzioni.” A mancare, ha detto, sono i grandi produttori del passato che investivano “sulla propria pelle”. Un tema che l’attore ha paragonato anche alla satira della famosa serie televisiva Boris.

Proprio da questa critica al sistema è nata una convinzione chiara: per Luca Ward il teatro resta, nel mondo della recitazione, l’unica esperienza autentica. Secondo l’attore, è essenziale portare l’arte teatrale soprattutto nei piccoli centri, dove la vicinanza emotiva tra l’interprete e il pubblico permette una comprensione profonda e diretta. Una scelta di campo che lo lega ancora di più a serate come questa, in cui il coinvolgimento del pubblico è sempre più intenso e non a caso ha coinvolto sul palcoscenico il primo cittadino di Moliterno, il Sindaco Antonio Rubino, che da grande appassionato del “Gladiatore” ha recitato da con tanto di spada ed elmo, davanti allo stupore di tutti “ io sono Massimo Decimo Meridio….”

Ha poi confessato di conoscere e amare la Basilicata da tempo, e di aver scelto proprio agosto per trascorrere le vacanze in questa terra. Con la moglie, ha deciso di esplorare anche la costa, scoprendo la bellezza di Maratea. Un modo per vivere la regione non solo da artista, ma da visitatore curioso e innamorato.

Tra aneddoti esilaranti von la sua voce ammaliante, l’attore si è dimostrato un vero “animale sociale”: simpatico, umile e generoso con le persone. Tra un selfie e un autografo, ha donato tantissimo di sé. Dal nonno che doppiò Fernandel nei film di Don Camillo, agli inizi difficili, alla discussione avuta a soli diciotto anni con il grande Vittorio Gassman e tra i suoi mille lavori passati: ha ricordato di aver fatto anche il camionista. Poi il grandissimo e clamoroso successo planetario giunto inaspettato de “Il Gladiatore” quila sua narrazione si fa intima e intensa, il doppiaggio fatto tutto in sole 12 ore, il suo scetticismo a volerlo fare e poi il successo che è arrivato silenziosamente per lui , mentre ormai quella voce era diventato un meme per tutti, ed è proprio dai passanti, dal bar sotto casa a coglierne il clamore, la sua incredulità ora suscita tenerezza ed autenticità.

E poi la storia di come è arrivato Il Corvo: la telefonata ricevuta da Silvio Berlusconi per doppiare il film mentre si trovava in Turchia, con tanto di volo privato per farlo tornare subito in Italia. Tra i racconti, anche la sua grande passione per il mare e la passione per la nautica, che ha tramandato ai suoi figli.

E impossibile non confermare che sua voce profonda resti il suo biglietto da visita, che usa in modo eccellente, ma la sua simpatia e la sua disponibilità sono state la vera sorpresa della notte ed ha contribuito ad esaltare un’atmosfera brillante, lasciando un ricordo bellissimo a tutti i presenti ed alla città di Moliterno.

Foto di: Pasquale Di Cillo

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