Il graffio
Cimitero di Sapri, strisce blu e polemiche da bagnasciuga

Per frenare la sosta abusiva davanti al cimitero di Sapri -che ricade nel perimetro comunale di Vibonati- l’amministrazione anomala (Partito Democratico e spruzzate vannacciane con l’influente nipote dell’ex vicepresidente socialista della Provincia di Salerno e già deputato di Forza Italia, Franco Brusco) ha emanato un’ordinanza che rende ancora più rovente l’estate nel golfo di Policastro.
Fino al 30 settembre l’amministrazione guidata dal sindaco Manuel Borrelli ha adottato un provvedimento di sosta a pagamento (8.00 – 24.00) per stanare i furbetti della spiaggia che parcheggiano non per dirigersi successivamente nel Camposanto di Sapri, bensì scendere sull’arenile e dunque occupare abusivamente il piazzale del cimitero.
Se nella forma il dispositivo ha lo scopo di svolgere una funzione deterrente, nella sostanza molti si sono interrogati sul modus operandi del controllo, da parte di quale autorità e seguendo un idoneo distinguo per accertarsi che un cittadino vada effettivamente al cimitero per una visita a un proprio congiunto o amico.
Ergo, secondo quali parametri si accerterà l’effettiva destinazione dell’automobilista, se è vero come è vero, che persino la custode del cimitero – dipendente del comune di Sapri – è risultata ignara e irresoluta di fronte a un atto immediatamente esecutivo, non essendo stata edotta se rilasciare un bollino per acclarare l’effettiva presenza di visitatori del caro estinto.
Neppure appare lecito e altresì di imbarazzante eleganza, attingere a tatto, olfatto e gusto per smascherare l’eventuale spergiuro, al cospetto di un’accurata verifica della salsedine sulla pelle e dunque constatarne l’immersione nelle acque blu di Villammare, ridente frazione rivierasca, elevando nel caso di affermazione mendace una congrua contravvenzione.

Se poi vi fosse una spiacevole coincidenza, con le piazzole adibite a strisce bianche – esenti da pagamento e regolamentate da un legittimo disco orario di 45 minuti – tutte occupate, costringendo il cittadino che si reca nel luogo sacro a trovare posto per l’autovettura all’interno degli spazi delimitati da strisce blu, sarebbe esonerato dal balzello o dovrebbe ricorrere egualmente al ticket?
Dopo l’opera meritoria della pista ciclabile – partorita da Vincenzo Agostino, sindaco lungimirante del rinomato borgo cilentano – con annessi parcheggi a pagamento, da tempo immemorabile in uno stato di polveroso abbandono, le amministrazioni del territorio -Vibonati in testa – dovrebbero essere più zelanti nel fornire servizi ai cittadini, invece di ricorrere a continue vessazioni.
Rendendo almeno le aree a pagamento decorose e ospitali.
Soprattutto se il popolo – residenti e villeggianti – paga in silenzio, senza polemiche e recriminazioni.
In ossequio a verità, democrazia, partecipazione, la giunta anomala di Vibonati batta un colpo. E con essa l’opposizione in consiglio comunale.
Sovente, pervicacemente ancorata a sterili iniziative, piuttosto che a battaglie di civiltà per il popolo sovrano.
PaScal✍️
