7 Agosto 2026

Lettera Aperta al Presidente della Regione Campania

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Lettera Aperta al Presidente della Regione Campania


​Gentile Presidente Roberto Fico,
​domani sera sarà a Sapri, ospite della manifestazione organizzata da Terre del Bussento per premiare le eccellenze del nostro Paese. Per il ruolo istituzionale che ha svolto, anche come Presidente della Camera, lei rientra a pieno titolo tra queste eccellenze.

​È un grande piacere accoglierla nella nostra Città. Se non erro, è uno dei primissimi Presidenti della Giunta Regionale della Campania a farci visita in veste ufficiale regionale. Sapri è senza dubbio tra le località più affascinanti d’Italia, ma appartiene a quelle terre di periferia che storicamente pagano un prezzo altissimo in termini di isolamento e carenza di servizi essenziali, a cominciare dalla sanità e dalle infrastrutture di trasporto.

​Una scellerata scelta della politica nazionale ha voluto testardamente privare il Golfo di Policastro del passaggio dell’Alta Velocità. Eppure, tra le opzioni del progetto di fattibilità, bastava scegliere l’alternativa 2 (prevista nel progetto), facendo ricongiungere la nuova linea veloce con quella storica tra Policastro e Sapri, anziché a Praia a Mare. Ciò avrebbe garantito fermate strategiche anche a Sapri, storico nodo ferroviario istituito fin dalla nascita delle Ferrovie dello Stato come punto di riferimento per un vasto comprensorio che abbraccia il Basso Cilento, il Golfo di Policastro – comprese le località di Palinuro e Marina di Camerota – e il Lagonegrese, con presenze turistiche estive che registrano numeri straordinari. Per motivi che ci restano incomprensibili e sulle quali non sono mai giunte risposte istituzionali chiare, si è deciso invece di bypassare il nostro territorio. A ciò si aggiunge un ulteriore, gravissimo allarme: secondo notizie circolate e non smentite ufficialmente, il nuovo tracciato ferroviario rischierebbe di intaccare le falde acquifere del Monte Coccovello, una risorsa idrica di inestimabile valore per l’intero territorio.

​Non mi dilungherò oltremodo sulle condizioni critiche in cui versano le nostre strade. Più volte, anche tramite gli organi d’informazione, abbiamo segnalato lo stato di pericolo dovuto a erbacce e rovi che oscurano la segnaletica, nonché agli avvallamenti e ai solchi lasciati dai cantieri per la posa dei cavi di servizio, che rendono davvero disagevole la circolazione per residenti e turisti.

​Il problema più grande e urgente che desidero sottoporre alla sua attenzione, tuttavia, è quello relativo all’Ospedale di Sapri. Nato nel 1979 grazie a una straordinaria mobilitazione popolare, il nostro nosocomio è da sempre in bilico tra depotenziamento e declino, pur rappresentando un presidio sanitario di importanza strategica.

​Signor Presidente, la “madre di tutte le battaglie” per il nostro ospedale non si esaurisce nella pur vitale difesa del punto nascita – oggi a rischio chiusura per il mancato raggiungimento della soglia minima di parti prevista dalla Legge Balduzzi -ma risiede nella drammatica e cronica carenza di organico che ne sta paralizzando i reparti:

  • Medicina: a fronte della pianta organica prevista, si va avanti a fatica con soli tre medici.
  • ​Cardiologia: su sette posti previsti, la carenza di personale sfiora il 50%.
  • ​Rianimazione: il primario, dottor Cianciola – ampiamente apprezzato per i suoi interventi pionieristici con le cellule staminali -, compie sforzi titanici per garantire il servizio.
  • ​Chirurgia: versa in analoghe condizioni di profonda sofferenza.
  • ​Ortopedia: reparto diretto con grande lustro dal dottor Molinaro, opera con un numero esiguo di medici (alcuni trattenuti in servizio oltre la pensione), eseguendo interventi d’eccellenza (come le protesi d’anca) balzati agli onori delle cronache.
  • ​Pediatria: si è stati costretti a ricorrere ai pediatri di libera scelta.
  • ​Gastroenterologia: il dottor Martorano fa i salti mortali per soddisfare le richieste provenienti anche da fuori regione; eppure, nonostante i risultati d’eccellenza, non si è ancora provveduto a trasformare il servizio in Unità Semplice.
  • ​Ginecologia e Ostetricia: opera sottorganico da anni e ha già subito in passato un pesante ridimensionamento, con l’accorpamento della direzione sotto il primario di Vallo della Lucania.

Queste sono le vere emergenze di un ospedale che costituisce un crocevia fondamentale tra Campania, Basilicata e Calabria, in un’area disagiata per via delle distanze dai grandi centri urbani. Nel periodo estivo, Sapri e l’intero Golfo di Policastro affrontano un afflusso turistico imponente: residenti e visitatori hanno il pieno diritto di sapere di poter contare su una struttura sanitaria sicura ed efficiente, in attuazione dell’articolo 32 della Costituzione e della Carta europea dei diritti del malato.

​Per tamponare l’emergenza, da anni si ricorre sistematicamente alle prestazioni aggiuntive (ALPI) – una sorta di lavoro straordinario profumatamente retribuito (circa 80 euro l’ora) – che, se da un lato evitano il collasso immediato dei reparti, dall’altro stanno decretando la morte lenta del nosocomio. Questo sistema garantisce entrate elevate ai medici impegnati nei doppi turni, ma drena risorse pubbliche ingenti che dovrebbero essere investite in assunzioni stabili e strutturali.

​Conosco a fondo questa realtà per aver ricoperto in passato l’incarico di coordinatore del Tribunale per i Diritti del Malato e, successivamente, dell’Assemblea di Cittadinanzattiva del Golfo di Policastro. In tutte le sedi istituzionali abbiamo denunciato la situazione, chiedendo la copertura integrale dell’organico. Ci è stato spesso risposto che la responsabilità sarebbe dei medici, restii a trasferirsi a Sapri. Eppure, la nostra è una città splendida, dotata di un contesto paesaggistico unico, di un mare che si fregia da anni della Bandiera Blu, di scuole superiori d’eccellenza e di collegamenti ferroviari rapidi: caratteristiche che dovrebbero renderla estremamente appetibile per qualsiasi professionista sanitario.

​Abbiamo sempre ribadito, e torniamo a farlo oggi, che è possibile bandire concorsi specifici per l’ospedale di Sapri e sfruttare le opportunità di reclutamento anche a livello internazionale. Se dietro a questa inerzia si celassero logiche di convenienza politica elettorale o dinamiche corporative – capaci di triplicare gli stipendi di pochi a discapito della stabilità del servizio pubblico -, ci troveremmo di fronte a una gestione scellerata e potenzialmente letale per il nostro territorio.

​A Lei, Presidente Fico, ci rivolgiamo con fiducia, in quanto figura più autorevole e deputata a mettere mano a questi annosi problemi. Problematiche che rischiano seriamente di compromettere il futuro delle nuove generazioni, costrette ad abbandonare la propria terra. Personalmente ho due figli laureati e, come me, la stragrande maggioranza delle famiglie del Golfo di Policastro ha i propri figli emigrati al Nord in cerca di un futuro lavorativo. Questo non è giusto: uno Stato democratico e civile, come ci ricorda la nostra Costituzione, dovrebbe garantire il lavoro e le opportunità sul territorio, non costringere i nostri giovani all’esodo per cercarlo altrove.

​Grazie, Presidente, per l’ascolto e per l’attenzione che vorrà accordare a questo nostro grido d’amore e di dolore.

Mario FORTUNATO per “Cronista di Strada” e “La Voce del Meridione”

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