7 Agosto 2026

Il ritorno di Elsa: un viaggio lungo un secolo e mezzo per ritrovare le radici a Ispani

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Il ritorno di Elsa un viaggio lungo un secolo e mezzo per ritrovare le radici a Ispani

«I luoghi, i personaggi, la storia da Cronista di Strada» di Mario FORTUNATO

Ci sono storie che sembrano scritte dal vento del mare, destinate a viaggiare lontano, a cambiare volto tra oceani e continenti, per poi tornare a bussare alla porta di casa con la forza irrefrenabile della memoria. È la storia di Elsa Falconi, insegnante messicana dal cuore profondamente italiano, che ha attraversato l’Atlantico per ricucire un filo spezzato nel lontano 1860, l’anno in cui l’Italia nasceva mentre i suoi antenati sceglievano la via dell’ignoto.

​Dal Golfo di Policastro alle terre del Messico

​Tutto ha inizio a Ispani, piccolo e suggestivo borgo affacciato sul Golfo di Policastro. È da qui che, in quei decenni cruciali per la storia della nostra Patria, partirono i fratelli Felice e Francesco Falcone, insieme al giovanissimo Giuseppe, che all’epoca non aveva ancora quindici anni.

​Una partenza segnata dal dolore e dalla speranza. La moglie di Felice, Maria Antonia Colombo, era rimasta in Italia insieme al figlio più piccolo, Rocco. Nessuno di loro avrebbe più fatto ritorno. In quelle terre lontane, Felice ricostruì la sua vita accanto a una donna messicana, gettando il seme di una dinastia che avrebbe continuato a camminare nel tempo.

​Il giovane Giuseppe, cresciuto in terra straniera, sposò prima Manuela — tragicamente scomparsa prematuramente — e successivamente Rosaura Cordova. Da questo secondo amore nacque Amatore Falcone, il cui ramo familiare si è diramato fino a oggi. Ed è proprio attraverso questa fitta trama genealogica che arriviamo a Elsa Falconi, figlia di Fernando e nipote di Amatore. Quel cognome leggermente mutato, con la “i” finale al posto della “e”, è forse solo il segno silenzioso di un antico errore di trascrizione, una piccola cicatrice lasciata dal tempo sui documenti di un viaggio senza ritorno.

​Un’emozione che non si arrende

​Ho incontrato Elsa grazie alla preziosa complicità di una voce d’eccezione del territorio, la nota cantante di Sapri Luisa D’Andreano.

​Elsa si è raccontata con la voce rotta dall’emozione, mentre nei suoi occhi brillava quella luce tipica di chi cerca se stessa attraverso i propri antenati. Accompagnata dal marito Cristian Galindo, avvocato, Elsa è alla sua terza visita in Italia.

​”Siamo tornati per godere delle bellezze italiane note in tutto il mondo,” ha confidato con un sorriso, “ma soprattutto con il desiderio profondo di conoscere i luoghi dei nostri avi e incontrare qualche lontano parente.”

​Tuttavia, il viaggio della memoria ha incontrato qualche ostacolo. Elsa si è rivolta al Comune di Ispani e alla parrocchia locale, ma finora non ha ricevuto risposte. Un silenzio che pesa, ma che non riesce a scalfire la sua determinazione.

​Un appello al cuore del Golfo di Policastro

​Da qui nasce il suo accorato appello, affidato agli organi d’informazione, alla Diocesi nella persona di Sua Eccellenza il Vescovo e all’intera comunità del Golfo di Policastro — in particolare ai centri di Ispani, San Cristoforo e Capitello.

​Le radici non possono volatilizzarsi nel nulla. Da qualche parte, tra gli archivi polverosi di una canonica, nei ricordi custoditi da qualche anziano o tra le pietre antiche di queste strade, ci sono ancora i frammenti di una storia che appartiene a tutti noi.

​Elsa è qui, con il cuore aperto e la valigia colma di speranza, pronta a riabbracciare quel pezzo d’Italia che i suoi antenati hanno portato nel cuore fino alla fine dei loro giorni. Aiutiamola a ritrovare la sua casa.

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