I giovani protagonisti della Cerimonia di Premiazione del Premio “L’Identità del Cilento” Terza Edizione

Antonella CASABURI
La riscoperta delle proprie radici culturali si è rivelata profonda e sentita nelle opere realizzate dai ragazzi del Cilento, del Vallo di Diano e degli Alburni che hanno partecipato alla Terza Edizione del Premio “L’Identità del Cilento”.
L’eccezionale affluenza di famiglie, studenti e scuole ha riempito l’Auditorium Consiliare del Comune di Celle di Bulgheria, dimostrando la capacità del Premio di fare rete sul territorio. Alla manifestazione hanno preso parte diverse figure istituzionali, tra cui: il sindaco di Celle di Bulgheria, dott. Gino Marotta, la Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale -Ambito Territoriale di Salerno, dott.ssa Filomena Zamboli, il Vice Presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, dott. Carmelo Stanziola, la Dirigente dell’Istituto Omnicomprensivo di Torre Orsaia, dott.ssa Maria De Biase

La cerimonia conclusiva della Terza Edizione del Premio Artistico – Letterario “L’Identità del Cilento” è stata guidata da Ezio Martuscelli, Presidente del Premio, e da Luciana Gravina, Presidente di Giuria. I componenti del Comitato Scientifico Organizzatore – Maria Luisa Amendola, Angelo Carelli, Pasquale Carelli, Antonella Casaburi, Domenica Iannelli, Rita Gravina, Luigi Leuzzi, Pasquale Martucci, Angela Natale e Paolino Vitolo – hanno coordinato i diversi momenti sul palco, consegnando i diplomi d’onore agli autori e le targhe di ringraziamento agli istituti scolastici.



Il progetto, rivolto alle nuove generazioni, è stato curato dal “Gruppo Mingardo-Lambro – Cultura” e dall’Associazione storico-culturale “Progetto Centola”, ottenendo il prestigioso Patrocinio Morale del Ministero dell’Istruzione e del Merito, della Regione Campania (Consiglio Regionale), della Provincia di Salerno, dell’Ufficio Scolastico Regionale e del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
Attraverso poesie, testi in prosa, dipinti, scatti fotografici e filmati, sia i residenti sia i giovani di origine cilentana hanno risposto con entusiasmo all’invito a esplorare il legame con la propria terra. La sorprendente maturità e lo spirito critico espressi nei lavori sottolineano come l’identità del territorio non sia un patrimonio statico da conservare in un museo. Si tratta, al contrario, di un percorso storico-culturale dinamico e in evoluzione. Che decidano di rimanere o di trasferirsi altrove, questi giovani si confermano brillanti custodi dell’anima cilentana, pronti a rivendicare il proprio ruolo sociale.

