19 Luglio 2026

ROSCIGNO VECCHIA, IL BORGO SOPRANNOMINATO LA “POMPEI DEL ‘900” – PATRIMONIO UNESCO DAL 1998

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ROSCIGNO VECCHIA, IL BORGO SOPRANNOMINATO LA POMPEI DEL '900 - PATRIMONIO UNESCO DAL 1998

Cosmo GUAZZO

Tornate, non dovete fare altro. Qui se ne sono andati tutti, specialmente chi è rimasto. (Franco Arminio/Paesologo).

“Il vecchio borgo di Roscigno “Paese Museo” all’interno del quale è presente anche uno dei primi Musei della Civiltà Contadina. Giunti sulla piazza principale di Roscigno Vecchia abbiamo subito uno scenario fiabesco. La fontana abbeveratoio al centro della piazza, le abitazioni antiche che circondano il paese e la chiesa di San Nicola di Bari del ‘700. Percorrendo le stradine interne del paese è possibile vedere anche gli interni di alcune case più malandate. Gradini che si inerpicano per entrate ai piani superiori e vie in pietra. Uno spettacolo, poi, percorrere le vie del paese. Il paese fantasma si trova a valle del borgo di Roscigno ed è raggiungibile venendo da Sacco. I due paesi del Cilento interno sono divisi dal

fiume Sammaro con le Sorgenti, a pochi km di distanza”. Il borgo originario di Roscigno fu costruito alle pendici del Monte Pruno. Agli inizi del ‘900, a causa della natura argillosa del terreno e del rischio frane, due ordinanze del Genio Civile costrinsero gli abitanti ad abbandonarlo e a trasferirsi più a monte, a Roscigno Nuova. Roscigno Vecchia, fu evacuato ai primi del Novecento per via di frane e smottamenti. Oggi è un museo a cielo aperto. È stato abitato da una sola persona ed è visitabile liberamente. È un incantevole borgo rurale nel Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni, soprannominato la “Pompei del ‘900”. Il fenomeno geologico rese l’area instabile nel corso dei decenni, costringendo la popolazione a trasferirsi. Le prime ordinanze del Genio Civile (tra cui la legge speciale n. 301 del 7 luglio 1902) imposero lo sgombero dell’abitato originario di Roscigno, a causa del rischio frane legato al terreno argilloso. Questo decreto avviò il progressivo e lento trasferimento della popolazione verso l’attuale Roscigno Nuova. L’Ordinanza basilare: la Legge n. 301 del 1902 stabilì lo sgombero e pose le basi per la successiva Legge n. 445 del 1908.

Le prime ordinanze (1902), il Genio Civile impose le prime evacuazioni, per i continui movimenti franosi che minacciavano di far scivolare a valle l’abitato. Nel 1908 è stato costruito il nuovo centro abitato (Roscigno Nuova), situato in una zona più sicura e a breve distanza. Lo spopolamento fu progressivo. Molti abitanti si sono trasferiti nel nuovo paese negli anni successivi, sebbene centinaia di persone abbiano continuato a viverci nel borgo originario di Roscigno vecchia, fino agli anni ’60. Il paese vecchio è rimasto miracolosamente intatto a livello urbanistico”. Questo borgo disabitato, ospita un museo della Civiltà Contadina, gestito dalla Pro Loco, il cui presidente, ormai da oltre 40 anni è Franco Palmieri. Il borgo, è stato abitato per molti anni da una vecchina (Dorina), successivamente da Giuseppe Spagnuolo, l’ultimo storico abitante che vi ha risieduto da solo per anni prima della sua scomparsa. Giuseppe Spagnuolo, è stato il simbolo di Roscigno Vecchia. Incontrare Giuseppe Spagnuolo a Roscigno Vecchia era una certezza.


Foto di Gianfranco Vitolo

L’uomo, che non aveva voluto abbandonare il borgo, ne era diventato il simbolo indiscusso. Spagnuolo, si definiva, “libero e abusivo” poiché aveva scelto di rimanere nel borgo anche quando tutti lo avevano lasciato emigrando o trasferendosi a Roscigno paese. Un legame forte: Spagnuolo e Roscigno Vecchia, abitante di Roscigno Vecchia da 22 anni [(2002-2024 (morto il 19 gennaio 2024)] era l’unico abitante di questo caratteristico borgo. Da giovane, Giuseppe Spagnuolo aveva lavorato in Svizzera e in Lombardia poi era ritornato nella sua Roscigno Vecchia per non lasciarla più. Un legame speciale, quello che legava quest’uomo al suo paese.

Il fascino di Roscigno Vecchia

Ingresso: Roscigno Vecchia – Il borgo è visitabile liberamente tutto l’anno. Piazza Giovanni Nicotera: fulcro del borgo, circondata a emiciclo da case, stalle e granai, la Chiesa di San Nicola: edificio settecentesco affacciato sulla piazza principale.

Posizione: Si trova in provincia di Salerno, a circa 90 km dal capoluogo. È raggiungibile in auto seguendo la Strada Statale 166 degli Alburni. Dal Vallo di Diano si attraversa la strada statale 166 degli Alburni, si valica il Passo della Sentinella a quasi mille metri di quota.

Cosa visitare nei dintorni:

  • Il Sito Archeologico di Monte Pruno
  • Le Gole del Calore di Felitto
  • Grotte di Castelcivita
  • Sant’Angelo a Fasanella, La Grotta di S. Michele Arcangelo, la scultura rupestre l’Antece, le Cascate dell’Auso.
  • Il Mulino del Principe di Castel S. Lorenzo
  • Le suggestive Gole del fiume Sammaro.

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A cura di Cosmo Guazzo

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