In uscita il volume di Germana Fasano “Cemento sulle colline. La Napoli che avrebbe potuto essere e non fu”
In uscita il volume di Germana Fasano “Cemento sulle colline. La Napoli che avrebbe potuto essere e non fu”, a cura di Bianca Fasano, per le Edizioni Accademia dei Parmenidei

Angelo Buonarroti
In pubblicazione il libro di Germana Fasano “Cemento sulle colline. La Napoli che avrebbe potuto essere e non fu”, a cura di Bianca Fasano, per le Edizioni Accademia dei Parmenidei. Un lavoro destinato a suscitare interesse non soltanto tra gli studiosi di storia urbana e del territorio, ma anche tra quanti amano Napoli e s’interrogano sul suo sviluppo, sulle sue trasformazioni e sulle occasioni perdute che ne hanno segnato il destino. La cura editoriale di Bianca Fasano propone anche un’immagine della scrittrice nell’introduzione, Chi è l’autrice e le ragioni del lavoro:
“Germana Fasano, sociologa: una giovane donna che per le sue capacità avrebbe potuto regalare a se stessa e agli altri molte prove tangibili dei suoi talenti, cosa che non è potuta accadere perché ci ha lasciati troppo presto a causa di una neoplasia.
Poliedrica: capace di esprimersi con successo in tantissimi campi diversi. Dotata di una mente acuta, vivace e ricca d’idee, aperta a molti interessi e con una grande versatilità di pensiero, nella sua breve vita ha raggiunto un vasto sapere arricchito dallo studio o dall’esperienza.”

La curatrice restituisce oggi al pubblico un lavoro di grande attualità, capace di parlare non solo agli storici e agli urbanisti, ma a tutti coloro che riconoscono nella memoria urbana uno strumento indispensabile per progettare il domani.
Il testo propone una rigorosa indagine storica sulle vicende urbanistiche della città nel secondo dopoguerra, concentrandosi in particolare sugli anni Cinquanta e Sessanta, quando il volto di Napoli cambiò radicalmente sotto la spinta della ricostruzione e della speculazione edilizia.
L’opera nasce da un approfondito lavoro di ricerca documentaria e giornalistica che ricostruisce il clima politico, economico e sociale dell’epoca attraverso fonti d’archivio, quotidiani, riviste e studi specialistici. Al centro della narrazione emerge la storia di una città che, uscita devastata dalla guerra, avrebbe potuto intraprendere un percorso di sviluppo equilibrato e rispettoso del proprio patrimonio paesaggistico e ambientale. Al contrario, prevalse spesso una logica fondata sull’emergenza, sull’interesse privato e sulla rendita immobiliare.
Le pagine del volume raccontano come il Piano Regolatore del 1939, considerato da molti urbanisti uno strumento innovativo e lungimirante, fu progressivamente disatteso, mentre intere aree verdi e collinari furono destinate all’edificazione intensiva. Il risultato fu una trasformazione profonda della città, visibile ancora oggi nei quartieri del Vomero, dell’Arenella, di Posillipo e delle aree occidentali di Napoli.
La ricerca di Germana Fasano non si limita tuttavia alla denuncia degli errori del passato, nel suo libro, difatti, offre una riflessione più ampia sul rapporto tra politica, amministrazione, cultura urbanistica e informazione, mostrando come le scelte compiute in quegli anni abbiano contribuito a determinare la qualità della vita urbana contemporanea. La storia della cosiddetta “cementificazione” diventa così uno strumento per comprendere il presente e interrogarsi sul futuro della città.
Di particolare interesse è l’attenzione dedicata al ruolo della stampa, delle élite cittadine e delle amministrazioni che si succedettero durante la stagione del laurismo, in una ricostruzione che restituisce al lettore la complessità di un periodo decisivo per la storia di Napoli.
“Cemento sulle colline La Napoli che avrebbe potuto essere e non fu” si presenta dunque come un contributo prezioso alla riflessione sulla città, sulle sue ferite e sulle sue possibilità mancate, ricordandoci che il paesaggio urbano non è soltanto il risultato di scelte tecniche, ma anche l’espressione di una visione politica, culturale e civile. Il testo è anche corredato da immagini sulle distruzioni dovute alla seconda guerra mondiale, le feste popolari, gli scontri di Reggio Emilia, la densità abitativa e i censimenti, la ribellione ai tedeschi del 1943, i piani regolatori e fotografie utili a comprendere in che modo si costruisse nel tempo storico di cui il lavoro parla.
Un libro che invita a guardare indietro per comprendere meglio il presente e immaginare, forse, una Napoli diversa.
