Il Festival Meridionale dell’Organetto ha spento 22 candeline nel ricordo del suo Patron Rocco Fortunato

Il Festival Meridionale dell’Organetto ha celebrato la sua 22ª edizione con un successo straordinario, richiamando a Policastro Bussentino circa un centinaio di partecipanti provenienti da tutte le regioni d’Italia. L’evento, svoltosi il 7 giugno presso il Cineteatro Tempio del Popolo, si conferma uno dei concorsi più longevi e prestigiosi dedicati all’organetto, capace di unire tradizione, formazione e innovazione musicale. Tra gli ospiti d’onore era presente anche Genuino Baffetti, direttore della storica fabbrica Dino Baffetti di Castelfidardo, città simbolo della fisarmonica, la cui presenza ha ulteriormente sottolineato il valore nazionale della manifestazione.
Nato nel 2000 da un’idea del maestro Rocco Fortunato, il festival è oggi guidato dal figlio Alessandro Gaudio, che ne porta avanti l’eredità con passione e visione artistica. Sotto la sua direzione, la manifestazione ha continuato a crescere, diventando un punto di riferimento per giovani musicisti, insegnanti e appassionati di musica tradizionale.

La giuria ha proclamato vincitori Jacopo Di Benedetto (Molise) per la sezione due e quattro bassi e Alessio Cantore (Basilicata) per la sezione otto bassi ed oltre. Entrambi riceveranno come premio la partecipazione gratuita a una masterclass di alto perfezionamento presso il Conservatorio Saverio Arlia, che ha sostenuto ufficialmente l’evento.



Momento particolarmente significativo è stata la consegna del Premio Artistico “Rocco Fortunato” al maestro Rocco Donnantuono, figura di spicco nel panorama della fisarmonica italiana. Il riconoscimento celebra una carriera dedicata all’insegnamento e alla diffusione della musica, capace di ispirare intere generazioni di giovani musicisti.
Il presidente di giuria, il maestro Flavio La Camera, noto docente di pianoforte del Golfo di Policastro, ha sottolineato l’altissimo livello dei partecipanti: «Un compito arduo scegliere un vincitore: il livello è diventato estremamente alto. Dopo vent’anni posso dire che sia il festival che lo strumento hanno vissuto un’evoluzione straordinaria. L’organetto oggi è più accademico e segue una linea musicale più contemporanea». La Camera ha inoltre espresso parole di apprezzamento per il direttore artistico Alessandro Gaudio, elogiandone la dedizione e i risultati raggiunti nella sua carriera musicale.



Al termine della manifestazione, il patron Alessandro Gaudio ha rivolto un sentito ringraziamento a tutti i partecipanti, alle famiglie e ai maestri che continuano a sostenere il festival, auspicando che questa edizione abbia lasciato «un buon ricordo nel cuore delle nuove leve dell’organetto». Un messaggio che racchiude lo spirito di un evento che, anno dopo anno, continua a valorizzare la cultura musicale del Sud e a formare le nuove generazioni di musicisti.
