11 Luglio 2026

Tra Storia, Pedagogia Civile e Geopolitica del Pensiero: l’Orizzonte Intellettuale di Leone Melillo

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Tra Storia, Pedagogia Civile e Geopolitica del Pensiero l'Orizzonte Intellettuale di Leone Melillo

Francesco SAMPOGNA

Nel panorama contemporaneo della Storia delle dottrine politiche, la figura di Leone Melillo (Professore presso l’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”) si distingue per la capacità di tessere trame interpretative originali che collegano il Risorgimento italiano, la pedagogia civile e le grandi sfide etico-politiche dell’età contemporanea.

L’approccio di Melillo non si limita alla pura analisi testuale, ma si configura come una costante ricerca dei nessi tra istruzione, coscienza collettiva e istituzioni. Un percorso intellettuale che, partendo dalle radici del pensiero meridionale e nazionale, si proietta verso l’internazionalizzazione accademica e il dialogo globale.

Gli Studi su Carlo Pisacane

Uno dei filoni centrali della ricerca storica di Leone Melillo è dedicato alla figura di Carlo Pisacane, l’eroico e tragico protagonista della spedizione di Sapri. Lontano dalle letture puramente agiografiche o manualistiche, Melillo ha indagato il pensiero di Pisacane sotto una luce squisitamente filosofico-pedagogica, analizzando il binomio inscindibile tra “istruzione” ed “educazione”.

Nei suoi saggi – tra cui spiccano contributi come La “rivoluzione come istruzione” per l’“educazione”, secondo Carlo Pisacane e La Nazione libera ed armata – Melillo evidenzia come, nell’ottica di Pisacane, la rivoluzione non sia un mero atto di forza o di insubordinazione militare, bensì un processo educativo di massa.

  • Il contrasto ai dogmi: Per Pisacane, la futura rivoluzione deve «contrastare i principi di autorità, tradizione e forza» per sostituirvi quelli di «libertà, nazionalità e diritto».
  • La lettura critica della religione: Melillo ha approfondito anche l’approccio di Pisacane alla questione religiosa, rintracciandovi una forte spinta laica e radicale, in cui la “ragione comune” diventa il motore di una “società rigenerata”, capace di emanciparsi dai vincoli del magistero dell’epoca e dal liberalismo moderato.

Attraverso questi studi, Melillo restituisce a Pisacane la dignità di un teorico della politica e della pedagogia civile, il cui obiettivo ultimo era l’alfabetizzazione civile e politica del popolo italiano.

L’Apertura Internazionale: I Rapporti con Argentina e Albania

L’attività di ricerca di Leone Melillo è strutturalmente legata a una fitta rete di cooperazione e scambi culturali con università straniere, interpretando il ruolo del docente come un ponte tra culture. In questo quadro, spiccano in modo particolare i rapporti accademici consolidati con l’America Latina, in specie con l’Argentina, e con l’area balcanica, con focus sull’Albania.

Il dialogo con le istituzioni universitarie argentine rappresenta per Melillo un terreno fertile per lo studio della globalizzazione dei diritti e della trasmissibilità dei modelli istituzionali ed educativi. L’Argentina, storicamente legata all’Italia da flussi migratori e affinità giuridico-culturali, diventa nelle riflessioni del docente lo specchio ideale in cui riflettere sulle grandi trasformazioni sociali, sulle crisi della rappresentanza e sui diritti fondamentali, temi cardine della cattedra di Storia delle dottrine politiche.

Altrettanto strategici sono i rapporti scientifici con gli atenei dell’Albania. Melillo ha più volte indagato i temi dei confini, delle migrazioni e della cittadinanza, elementi che uniscono indissolubilmente la storia italiana (e in particolare del Mezzogiorno) a quella albanese. Questo network si traduce in progetti di ricerca congiunti, lezioni e convegni che mirano a costruire uno spazio accademico euro-mediterraneo comune, fondato sui valori dell’integrazione e dello studio comparato delle istituzioni politiche.

La “Pedagogia Politica” di Papa Francesco

La capacità di far dialogare la storia del pensiero con la stringente attualità ha trovato la sua massima espressione nel saggio di Melillo “Lo «scisma sommerso» e papa Francesco. Quando il magistero pontificio diventa pedagogia politica”. In quest’opera, l’autore applica le categorie della filosofia politica al pontificato di Jorge Mario Bergoglio. Melillo teorizza che l’azione di Papa Francesco configuri una vera e propria pedagogia politica globale, capace di scardinare le categorie classiche della sociologia per offrire una risposta etica ai grandi drammi della modernità: la povertà strutturale, la tecnocrazia, la distruzione ambientale e la crisi dei diritti. Al contempo, il volume mappa scientificamente lo “scisma sommerso”, ovvero quell’opposizione culturale e sotterranea che le spinte profetiche e riformatrici del Papa argentino incontrano all’interno dei settori più tradizionalisti della Chiesa e della società occidentale.

Coniugando il rigore scientifico dello storico delle dottrine e la passione civile del pedagogista, Leone Melillo continua a dimostrare come lo studio del passato – dalle utopie risorgimentali di Pisacane alle teorie istituzionali del Novecento – sia l’unica vera chiave di lettura per decodificare le complessità della geopolitica e della società contemporanea.

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