20 Luglio 2026
Il Taccuino di Baudelaire di Giovanni Farzati del 6 giugno 2026

Rubrica “Il Taccuino di Baudelaire” di Giovanni Farzati

“Polvere bianca / polvere bianca / ti odio! / Sei dolce e sei amara / come una donna / sei pura e sei buio. / Giovani odiatela / la polvere bianca / sì! vi fa volare / per poi farvi / ritornare nel buio più cupo. / Vola per l’ aria / limiti di un’ anima / fatta a pezzi / si tocca il fondo / i fatti diventano voragini buie… / e poi di colpo / i dolori si placano / e il cielo è un’ esplosione di luce / poi più nulla. / L’ indomani / solo un trafiletto sui giornali / ennesimo giovane morto: per droga. / Polvere bianca / ti odio”. Raffaele Cutolo
da Il Riformista

…se non ti emozioni tu per primo non puoi comunicare emozioni…

Al bar si parla di vita, si raccontano storie…
..ho pensato alle persone più in difficoltà e ho voluto scrivere questa breve nota…

È arrivato il “Miele” droga da sballo, fa malissimo, ci puoi rimettere la pelle; intanto furti a go go; ma è sempre la stessa banda di disperati; chiamiamoli così; hanno bisogno di  comprare “farina”; cioè cocaina.
(parole ascoltate in un bar di Agropoli)

Come ai vecchi tempi: sul lungomare di Amalfi torna la magia dei pittori en plein air

In un’epoca di smartphone e filtri, vedere un artista lavorare dal vivo riporta indietro nel tempo. Ricorda quando Amalfi era meta di pittori e viaggiatori del Grand Tour, che qui venivano a cercare ispirazione.

Di Michele Pappacoda Amalfi – Ne rimangono ancora pochi, di pittori come quelli di una volta. Di quelli che si fermano con il cavalletto, la tela e i colori a catturare la luce vera di un istante.

Oggi sul lungomare dei Cavalieri ne abbiamo incontrato uno. In silenzio, tra turisti di fretta e motorini, dipingeva uno scorcio di Amalfi: il Duomo che spunta tra i tetti, il mare calmo, le barche ormeggiate.

Passanti e curiosi si sono fermati a guardare. Qualcuno ha scattato una foto, altri si sono limitati a osservare le pennellate veloci che fissavano sulla tela l’anima della Costiera.

L’opera non era ancora finita, ma già raccontava Amalfi meglio di mille cartoline. Un piccolo regalo per chi oggi ha avuto la fortuna di passare di lì.

Imitando Stev’nn Hall
Sao Paulo anni 50

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