7 Giugno 2026

2 Giugno 1946: Il giorno in cui l’Italia scelse il suo futuro

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2 giugno 1976-2026  50 anni dalla storica visita di Aldo Moro a Vallo della Lucania

Francesco SAMPOGNA

Il 2 giugno non è semplicemente un giorno di festa nazionale o il pretesto per il primo weekend lungo di inizio estate. È la data di nascita dell’Italia moderna, il momento esatto in cui il nostro Paese ha scelto di ricominciare da zero, lasciandosi alle spalle la dittatura e la guerra per abbracciare la democrazia.

Domani, l’Italia intera si fermerà per celebrare l’ottantesimo anniversario di quel voto cruciale (dal 1946 al 2026), una giornata che unisce storia, orgoglio e memoria collettiva.

Per capire l’importanza di questa data dobbiamo fare un salto indietro nel tempo, fino al 1946. L’Italia era un Paese in macerie, ferito profondamente dalla Seconda Guerra Mondiale e da vent’anni di fascismo. Il re Vittorio Emanuele III aveva abdicato a favore del figlio Umberto II, ma il popolo chiedeva a gran voce un cambiamento radicale.

I cittadini furono chiamati alle urne per il Referendum Istituzionale: scegliere se rimanere una Monarchia o diventare una Repubblica.

Un voto storico (e per la prima volta universale)

Quel giorno fu memorabile anche per un altro motivo fondamentale: per la prima volta in una consultazione politica nazionale, le donne italiane poterono votare. L’affluenza fu oceanica, superando l’89% degli aventi diritto. I risultati ufficiali del referendum tracciarono la nuova mappa del Paese:

Scelta IstituzionaleVoti RicevutiPercentuale
Repubblica12.717.92354,3%
Monarchia10.719.28445,7%

Contestualmente, gli italiani votarono i membri dell’Assemblea Costituente, il gruppo di menti brillanti e antifasciste che avrebbe scritto la nostra Costituzione, entrata poi in vigore il 1° gennaio 1948.

Come si festeggia oggi: I simboli e i rituali a Roma

Il cuore delle celebrazioni batte a Roma, dove le istituzioni e i cittadini si uniscono in una serie di riti fortemente simbolici che richiamano l’unità nazionale.

  • L’omaggio al Milite Ignoto: La mattina del 2 giugno, il Presidente della Repubblica si reca all’Altare della Patria (il Vittoriano) per deporre una corona d’alloro con il nastro tricolore, un gesto solenne per ricordare tutti i caduti che non hanno mai fatto ritorno a casa.
  • Lo spettacolo nei cieli: Subito dopo la deposizione della corona, il cielo di Roma viene letteralmente dipinto dalla pattuglia acrobatica delle Frecce Tricolori. I nove velivoli sfrecciano sopra il monumento lasciandosi dietro una lunghissima scia verde, bianca e rossa, regalando una delle immagini più iconiche e fotografate della giornata.
  • La parata militare: Lungo Via dei Fori Imperiali sfilano i reparti delle forze armate, delle forze dell’ordine, della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco. Non si tratta solo di una mostra di mezzi, ma di un ringraziamento pubblico a chi garantisce la sicurezza e il soccorso nel Paese.
  • L’apertura dei Giardini del Quirinale: Nel pomeriggio, i suggestivi giardini del palazzo presidenziale vengono tradizionalmente aperti al pubblico, permettendo a migliaia di cittadini di visitare da vicino uno dei luoghi simbolo dello Stato.

Una curiosità storica: La Festa della Repubblica non è sempre caduta il 2 giugno. Negli anni ’70, a causa della crisi economica che colpì l’Italia, si decise di spostare la festa alla prima domenica di giugno per evitare di perdere un giorno lavorativo. Questa “soluzione temporanea” è durata fino al 2001, anno in cui il governo ha ripristinato ufficialmente la data storica del 2 giugno come festività a tutti gli effetti.


Celebrare questa giornata significa ricordare che la democrazia e la Repubblica non sono concetti astratti o scontati, ma il risultato di una scelta coraggiosa fatta dai nostri nonni e bisnonni in un momento in cui l’orizzonte sembrava completamente buio.

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