“Oggi più che mai serve il coraggio delle persone oneste”
La strage di Capaci del 23 maggio 1992

Cosmo GUAZZO
Oggi 23 maggio 2026, è la ricorrenza della strage di Capaci del 23 maggio 1992 (ben 34 anni), in cui morirono Giovanni Falcone (nato 18 maggio 1939 a Palermo – morto 23 maggio 1992 a Capaci, PA) e sua moglie (anch’essa magistrato) Francesca Morvillo e dei suoi 3 agenti di scorta appartenenti alla Polizia di Stato: Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. Sopravvissuto alla strage, l’autista Giuseppe Costanza.

In questa narrazione non mi dilungherò in una disamina dell’attuale contesto politico/istituzionale. www.raccontaresignificaresistere.it. “In ambito culturale e giornalistico, questa formula è diventata il manifesto di chi crede che l’informazione libera e la testimonianza diretta siano le prime forme di opposizione a qualsiasi forma di sopruso”.
A questa frase e a questo monito, nel mio scrivere, ho ripreso questi concetti, dando un’impostazione personalizzata: INFORMARE/RACCONTARE/RESISTERE”, ovvero, “IL DOVERE DI RACCONTARE”. “Raccontare significa resistere” è molto più di un’affermazione: è un atto di difesa della memoria, della verità e della libertà. Questa espressione racchiude l’idea che tramandare storie, denunciare le ingiustizie e condividere le proprie esperienze impedisca all’oblio e all’autoritarismo di prevalere.
“Gli uomini passano, le idee restano e continuano a camminare sulle gambe di altri uomini”, questa frase fu pronunciata dal magistrato, Giovanni Falcone, che il 23 maggio del 1992 ha perso la vita nella strage di Capaci. Con questa strage, è stata colpita un’idea di giustizia, di libertà e di coraggio che Giovanni Falcone aveva scelto di difendere in tutta la sua vita. Con la morte di Falcone, l’Italia ha perso un magistrato coraggioso e straordinario. La mafia, intanto, non ha fermato ciò che Falcone aveva costruito. Da quella strage si è creata una coscienza collettiva fondata sulla legalità e sul rifiuto dell’omertà. Ricordare la strage di Capaci significa non trasformare il ricordo in una semplice ricorrenza ma, in un impegno dello Stato e di tutta la comunità per continuare la lotta contro la mafia. “Significa continuare a scegliere, ogni giorno, da che parte stare”. “Perché gli uomini passano, ma le idee restano”. “Il vigliacco muore più volte al giorno, il coraggioso una volta sola”. Questa, non è soltanto una frase, ma un invito a vivere a testa alta, senza piegarsi all’ingiustizia, al silenzio e all’omertà.
Il suo coraggio di magistrato è un monito per parlare, per denunciare, per difendere chi è debole. È stato un esempio di legalità e di difesa dello stato di diritto e nello stesso tempo ha lanciato un monito, quello di abiurare i compromessi, dando priorità all’onestà: “Oggi più che mai serve il coraggio delle persone oneste”.
Il cambiamento nasce quando uomini e donne smettono di avere paura e iniziano a camminare insieme dalla parte della verità. “Siate coraggiosi. Non lasciate che la paura decida la vostra vita”. Così il presidente della #Repubblica, Sergio Mattarella, parlando nella tenuta di #Castelporziano. “Gli uomini passano, le idee restano e continuano a camminare sulle gambe di altri uomini”, questa frase fu pronunciata da un grande uomo e magistrato, Giovanni Falcone, che il 23 maggio del 1992 ha perso la vita nella strage di Capaci. “Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno”. “La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave; e che si può vincere non pretendendo l’eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni”.
“L’importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco, il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio ma incoscienza.”
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