23 maggio, l’Italia si ferma nel ricordo di Giovanni Falcone

Michele Laurino
Responsabile Enti Locali SVIMAR
Oggi, 23 maggio, l’Italia si ferma nel ricordo di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. A 34 anni dalla strage di Capaci, la memoria non deve essere un semplice esercizio di retorica, ma un impegno quotidiano e concreto da declinare sui territori, specialmente nelle nostre aree interne. I sindaci e gli amministratori locali del Mezzogiorno si trovano spesso in prima linea, isolati non solo dalle carenze infrastrutturali, ma talvolta anche dalle istituzioni politiche centrali. Diventano così i primi custodi della democrazia e della trasparenza di fronte al rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata.
Per questo, come SVIMAR (Associazione per lo Sviluppo del Mezzogiorno e delle Aree Interne), abbiamo deciso che il modo migliore per onorare il sacrificio di chi ha dato la vita per lo Stato è l’azione. Annunciamo con orgoglio che è in fase di definizione una bozza di un importante Protocollo di Legalità. Questo accordo, che puntiamo di partire dal consiglio di stato ad estendere a tutte le Prefetture del Mezzogiorno, prevede controlli antimafia stringenti, la tracciabilità assoluta dei flussi finanziari e l’istituzione di un Registro pubblico delle imprese aderenti per tutti i progetti di sviluppo delle aree interne.
Vogliamo dare strumenti concreti ai sindaci, affinché non siano mai più lasciati soli a difendere la legalità e lo sviluppo economico delle nostre comunità.
“Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.” Oggi quelle idee camminano sulle gambe degli amministratori locali che non si arrendono.

