7 Giugno 2026
Confronto con le opposizioni sulla nuova legge elettorale proporzionale

Pietro CUSATI detto Pierino

«Forte preoccupazione» per un impianto giudicato non conciliabile con i principi della democrazia rappresentativa.La legge elettorale al centro dello scontro politico e costituzionale ,appello dei costituzionalisti , 120 professori di diritto costituzionale contro la riforma all’esame della Camera dei deputati . La legge elettorale «non è una legge ordinaria come le altre», perché incide direttamente sul rapporto tra corpo elettorale e Parlamento, sull’eguaglianza del voto e sull’equilibrio complessivo della forma di governo.E’ grave che si vogliano modificare ancora una volta le regole elettorali quasi alla vigilia del voto e dopo una fase segnata dalla partecipazione referendaria. Il rischio è costruire un sistema che invece di combattere l’astensionismo finisca per incrementarlo.Nel mirino ci sono soprattutto liste bloccate e premio abnorme, meccanismi che allontanano i cittadini dalla partecipazione democratica e trasformano le elezioni in una sorta di plebiscito per la scelta di un capo e dei suoi sostenitori.Il primo punto critico riguarda il premio di maggioranza. I costituzionalisti riconoscono che la giurisprudenza della Corte costituzionale non ha escluso in assoluto i meccanismi premiali, ma ricordano che questi devono rispettare condizioni rigorose.Il premio deve essere proporzionato, deve operare in presenza di una soglia ragionevole di consenso e deve essere realmente idoneo a perseguire l’obiettivo della governabilità. Il pericolo è che il premio di maggioranza risulti eccessivo, fino a portare la lista o la coalizione vincente verso il 60 per cento dei seggi.Un effetto di questo tipo inciderebbe anche sulle maggioranze di garanzia previste dall’ordinamento costituzionale. Altro aspetto ritenuto critico è l’incompatibilità del premio con il bicameralismo disciplinato dalla Costituzione.Il secondo profilo contestato riguarda l’impianto basato unicamente su liste bloccate, con la possibilità di pluricandidature fino a cinque collegi.Secondo l’appello, la proposta accentua i difetti principali dell’attuale sistema, perché affida l’intera selezione dei parlamentari alle leadership di partito e introduce un premio potenzialmente abnorme e rigido. Il riferimento è all’attribuzione di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato, assegnati prescindendo dall’esito del voto per le diverse liste.

I costituzionalisti sottolineano che un sistema fondato integralmente su liste bloccate, aggravato da pluricandidature e da liste premiali di dimensione sostanzialmente nazionale, svuota il rapporto tra elettori ed eletti e riduce ulteriormente la possibilità dei cittadini di scegliere i propri rappresentanti.Il terzo punto critico riguarda l’indicazione preventiva del candidato alla Presidenza del Consiglio. Per i firmatari, questo meccanismo contrasta con i principi che regolano nel nostro ordinamento la nomina del Governo.La scelta del presidente del Consiglio dipende dagli equilibri parlamentari risultanti dalla composizione delle Camere, dall’esercizio delle prerogative del Presidente della Repubblica, ai sensi dell’articolo 92 della Costituzione, e dal successivo rapporto fiduciario con il Parlamento.Secondo l’appello dei costituzionalisti , la combinazione tra premio, liste bloccate e indicazione del premier produrrebbe un premierato di fatto.La proposta di legge elettorale viene considerata «gravemente lesiva dei valori costituzionali», capace di aggravare il distacco tra cittadini e istituzioni e di rafforzare le preoccupazioni per la crisi del Parlamento.

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