INCONTRI CON LA COMUNICAZIONE: AREE INTERNE DEL CILENTO A CONFRONTO

di Cosmo GUAZZO
Il Linguaggio del Web. Intervista a più voci con i protagonisti: A colloquio con gli operatori del settore che interrogano e si interrogano su/”Aree interne del Cilento/a confronto”, tra: Quale Sviluppo/Tradizione-Innovazione-Progetti-Scelte/Empatia territoriale e di comunità. Piani di sviluppo condivisi e pluriennali.

Domenico Cavallo (Ex Funzionario del Museo Archeologico Nazionale di Paestum in pensione), originario di Roscigno (abita a Capaccio) – Responsabile Eventi Terracilento Aps; (Associazione di Promozione Sociale). Gestore del Museo Archeologico Nazionale M. Gigante di Buccino (SA).

Peter Hoogstaden: Pioniere Olandese del turismo escursionistico in Costiera Amalfitana. Il Sentiero degli Dei/viaggiare ed esplorare il territorio a piedi, grazie alla mappatura di 200km di itinerari percorribili. Di lingue ne parla 6, 7 se si include il dialetto napoletano. Peter Hoogstaden, ingegnere olandese e fondatore di Genius Loci Travel, tour operator specializzato in cicloturismo, escursionismo e turismo responsabile.
INCONTRI CON LA COMUNICAZIONE: AREE INTERNE DEL CILENTO/A CONFRONTO
L’analisi di Domenico Cavallo su: “Turismo nelle aree interne: tra fondi, promesse e assenza di visione” è degna di essere ripresa, perché, ha fatto una narrazione attenta e reale. Intanto, però, è tempo di organizzare iniziative e fare proposte oltre la narrazione di scopo, altrimenti di queste aree interne ne resterà solo il racconto e, poi solo desolazione.
“Turismo nelle aree interne: tra fondi, promesse e assenza di visione: Fare turismo nelle aree interne non può essere ridotto a uno slogan buono per ogni stagione politica. È, al contrario, un progetto complesso che richiede programmazione, competenze e una visione chiara, capace di guardare al presente ma soprattutto al futuro. Negli ultimi mesi si moltiplicano gli annunci: milioni di euro destinati allo sviluppo delle aree interne, finanziamenti per centinaia di botteghe, interventi che sulla carta dovrebbero rilanciare l’economia locale. Tuttavia, dietro questi numeri, emerge una realtà ben diversa: interventi frammentati, spesso privi di coordinamento, che rischiano di trasformarsi nell’ennesima occasione mancata. Il sospetto, sempre più diffuso tra i cittadini, è che tali risorse vengono utilizzate più per alimentare consenso che per costruire sviluppo. Una logica che non solo non risolve i problemi strutturali, ma contribuisce ad aggravare il fenomeno dello spopolamento. I giovani continuano a partire, e con loro se ne va il futuro di interi territori. A mancare è soprattutto l’ascolto. Le politiche per il turismo vengono spesso calate dall’alto, senza coinvolgere chi vive quotidianamente queste realtà. Eppure la domanda dovrebbe essere semplice: di cosa hanno bisogno i giovani per restare? E cosa servirebbe per farli tornare? Nel frattempo, anche il sistema dell’informazione locale appare sempre più fragile. I giornali, spesso sostenuti da finanziamenti pubblici, faticano a raggiungere i territori e a stimolare un vero dibattito. Le promesse restano parole, lontane dalla vita concreta delle comunità. Fare turismo nelle aree interne significa invece costruire un modello sostenibile, valorizzare le identità locali, investire su servizi, infrastrutture e formazione. Significa creare opportunità reali, non interventi episodici. Senza una visione condivisa e senza il coinvolgimento delle nuove generazioni, ogni investimento rischia di essere sterile. Perché lo sviluppo non si impone, si costruisce. E la storia, come sempre, saprà distinguere tra chi ha scelto di costruire e chi si è limitato ad annunciare. Roscigno, Sacco, Bellosguardo, Corleto Monforte, Sant’Angelo a Fasanella, Ottati, Piaggine, Laurino: “In questo territorio ho vissuto gli anni della mia giovinezza. Ho ascoltato i racconti degli anziani, segnati dall’amarezza di un riscatto mai compiuto, nonostante una ricchezza accumulata che aveva persino consentito la nascita di due banche, anzi tre, con quella di Aquara. Gli anziani osservavano i cambiamenti sociali come una sconfitta. Noi giovani del jukebox rappresentavamo, ai loro occhi, il tradimento delle tradizioni, ma allo stesso tempo eravamo motivo di orgoglio: avevamo iniziato un percorso di scolarizzazione che a loro era stato negato. Poi arrivò il vento del cambiamento, quello degli anni ’80. Ma non fu un vero cambiamento culturale. La ricchezza venne indirizzata quasi esclusivamente verso un’unica forma di investimento: la casa. Mancò completamente una visione produttiva, capace di generare nuova ricchezza. Non si comprese che proprio quella direzione degli investimenti, insieme all’aumento del livello di istruzione dei giovani, li avrebbe inevitabilmente portati lontano. Mancavano le opportunità, e così ebbe inizio uno spopolamento che fu anche esclusione sociale e culturale. I giovani degli anni ’60 partirono, mentre quelli degli anni ’50 erano già andati via, inseguendo una vita migliore. Due generazioni lasciarono il territorio, lasciando dietro di sé padri ancora giovani, convinti di poter bastare a sé stessi. La vera strozzatura economica era interna al sistema: un sistema che somigliava al progresso, ma che progresso non era. Mancava del tutto la capacità di analisi economica e sociale. E d’altronde è difficile comprendere fenomeni nuovi quando non si possiedono gli strumenti per interpretarli. La politica, invece di colmare questo vuoto, contribuì ad alimentare illusioni. La bolla continuò a crescere fino agli anni 2000, quando iniziò un lento declino, negato da tutti ma inconsapevolmente favorito da molti. L’assenza dei giovani significò soprattutto assenza di idee, di innovazione, di futuro. Un impoverimento culturale progressivo, silenzioso, che nessuno ha davvero voluto vedere. E così, senza accorgercene, abbiamo finito per buttare via il bambino insieme all’acqua sporca”.
Peter Hoogstaden: il Pioniere Olandese del turismo escursionistico in Costiera Amalfitana. Il suo lavoro sul famoso “Sentiero degli Dei” “ha dato vita a un nuovo modo di viaggiare ed esplorare il territorio a piedi, grazie alla mappatura di 200 km di itinerari percorribili. Di lingue ne parla 6, 7 se si include il dialetto napoletano. Peter Hoogstaden, “ingegnere olandese e fondatore di Genius Loci Travel, tour operator specializzato in cicloturismo, escursionismo e turismo responsabile, ha fatto della sostenibilità ambientale e probabilmente della lotta al cambiamento climatico la sua filosofia di vita. Residente a Salerno, quando non è in viaggio per l’Italia e l’Europa a lavorare sui territori per riportare a nuova vita aree verdi e promuovere un turismo a zero impatto ambientale, gira per la città e per tutta la Costiera Amalfitana, a piedi o in bici. Alto, snello, un fisico agile e una parlantina scattante, in un discorso passa dall’italiano, all’inglese, al francese e al dialetto con estrema facilità, in base alle circostanze. Il suo senso dell’umorismo condito, ogni tanto, con una leggera nota di genuino sarcasmo è ciò che lo contraddistingue”.
L’analisi di Peter Hoogstaden è sicuramente da condividere. I sentieri censiti, attrezzati, visibili e percorribili sono alla base di qualsiasi forma di turismo, sia nelle zone interne che costiere.
Peter dichiara: «Sono un uomo pratico, preciso e mi piace scherzare», ci dice ridendo. Probabilmente è questa sua attenzione ai dettagli, concretezza, lungimiranza e capacità di gestire diversi progetti contemporaneamente che lo hanno reso uno degli imprenditori turistici più richiesti del sud Italia. La scoperta del potenziale campano: il suo primo incontro diretto con l’Italia fu negli anni ’90, poiché invitato a partecipare a una conferenza internazionale sul Parco Nazionale del Cilento a Palinuro. «A quel tempo lavoravo per conto della UE, presso il ministero francese, vivevo a Lille e poi a Boulogne sur Mer, e il mio ruolo era quello di occuparmi delle aree verdi europee in un programma speciale che riuniva i paesi in una sorta di scambio di informazioni su parchi regionali per il loro buon mantenimento. Il problema era che, a differenza dei paesi nord europei e la Spagna, i progetti del mediterraneo faticavano a decollare. Così il ministero francese mi mandò in Italia ad occuparmene». Un’esperienza che sarebbe dovuta durare per un tempo determinato, ma che poi si trasformò nel suo impegno di vita. «Dal balcone del mio hotel a Palinuro guardavo il panorama pensando: “questo è un posto meraviglioso, con delle potenzialità enormi per il turismo outdoor”. … A proposito di DMO (Destination Management Organization) (Organizzazione di Gestione della Destinazione): “Parlare di “DMO” e sviluppo turistico in un Parco Nazionale (!) che non ha neanche una rete sentieristica degna di questo nome, ha senso? Come ho ribadito moltissime volte negli ultimi decenni, uno dei pochi “turismi possibili” nelle zone interne è il turismo rurale, con come base l’escursionismo, abbinato poi all’enoturismo, l’oleoturismo, turismo gastronomico, turismo dei ‘borghi’, turismo esperienziale, e tutto quello che va di moda oggi… Un turismo prevalentemente ‘fuori stagione’ ed in gran parte straniero. Eravamo riusciti, agli inizi del 2000 (ormai 25 anni fa), aprendo i sentieri con le nostre mani, a portare un bel po’ di gente, di tutte le nazionalità. Sono venuti molti giornalisti, anche importanti, e quasi tutti i tour operator specializzati, europei e non, si sono affacciati al Cilento. Erano nate delle nuove attività, agriturismi, B&B, ristorantini… mentre le attività esistenti riuscirono a prolungare la stagione. Ma poi il tutto si è afflosciato… Perché mancava la base, une rete di sentieri puliti, mappe affidabili, centri visite. Insomma l’ABC di un Parco Nazionale. Ed è qui che bisognerebbe investire. Tutto il resto sono chiacchiere… (anche se a volte sembrano parlare di ‘visione’…).
L’Analisi di Peter Hoogstaden di Breda (Paesi Bassi). Parlare di ‘DMO’ e sviluppo turistico in un Parco Nazionale (!) che non ha neanche una rete sentieristica degna di questo nome, ha senso? Come ho ribadito moltissime volte negli ultimi decenni, uno dei pochi ‘turismi possibili’ nelle zone interne è il turismo rurale, con come base l’escursionismo, abbinato poi all’enoturismo, l’oleoturismo, turismo gastronomico, turismo dei ‘borghi’, turismo esperienziale, e tutto quello che va di moda oggi… Un turismo prevalentemente ‘fuori stagione’ ed in gran parte straniero. Eravamo riusciti, agli inizi del 2000 (ormai 25 anni fa), aprendo i sentieri con le nostre mani, a portare un bel po’ di gente, di tutte le nazionalità. Sono venuti molti giornalisti, anche importanti, e quasi tutti i tour operator specializzati, europei e non, si sono affacciati al Cilento. Erano nate delle nuove attività, agriturismi, B&B, ristorantini… mentre le attività esistenti riuscirono a prolungare la stagione. Ma poi il tutto si è afflosciato… Perché mancava la base, une rete di sentieri puliti, mappe affidabili, centri visite. Insomma l’ABC di un Parco Nazionale. Ed è qui che bisognerebbe investire. Tutto il resto sono chiacchiere… (anche se a volte sembrano parlare di ‘visione’…) #iocamminoalSud #visitcilento #hikingitaly #GeniusItaly. In questi giorni ho visto nascere tante ‘DMO’, tanti progetti di sviluppo turistico, tante idee originali (‘bisogna puntare sugli stranieri fuori stagione’), insomma tante novità che avanzano… Ci vuole un bel brindisi! P.S. Per non parlare dei tanti nuovi ‘cammini’ ed ‘influencer’ territoriali, che sono nati di recente. Tutti imitano tutti… #iocamminoalSud #lasperanzanonmuoremai. È bello vedere che si presta sempre più attenzione ad un’area che promuoviamo ormai da molti anni! Il bellissimo Parco Nazionale del Cilento. E speriamo che i camminatori che grazie ad articoli come questo si affollano nel Cilento trovino una rete di sentieri escursionistici ben tenuta! Oggi abbiamo fatto una bella passeggiata nelle “zone interne” delle più famose località balneari del Cilento. A pochi passi dal mare, ma sembra di stare in un altro mondo. Un mondo che sta scomparendo purtroppo, nonostante tutte le chiacchiere sui borghi e cammini. Malgrado il suo paesaggio superbo e paesi pieni di tesori artistici. Ma questi paesi sono ormai quasi vuoti, e i monumenti stanno crollando…. #iocamminoalSud #visitcilento #hikingitaly #GeniusItaly
A cura di: (*) Cosmo Guazzo (Giornalista – scrittore) – Esperto in: “Politiche per lo sviluppo turistico locale”; –
(*) – MASTER: “Politiche per lo sviluppo turistico locale” Vincitore del Bando di Concorso per la partecipazione al Master in “Politiche per lo sviluppo turistico locale”.
