21 Luglio 2026

Laurea biennale di secondo livello in Musiche Tradizionali – Fisarmonica Diatonica per Alessandro Gaudio

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Laurea biennale di secondo livello in Musiche Tradizionali – Fisarmonica Diatonica per Alessandro Gaudio

Una serata magica, avvolta dal calore degli amici e dal suono degli affetti più cari, ha celebrato il traguardo straordinario di Alessandro Gaudio. La mattinata aveva già sancito ufficialmente un successo cercato con il cuore: la laurea biennale di secondo livello in Musiche Tradizionali – Fisarmonica Diatonica, ottenuta presso il Conservatorio Statale “P. I. Tchaikovsky” con un meritatissimo 110 e lode e una menzione di merito speciale per il suo contributo artistico e didattico alla crescita di questo strumento.

Questo prestigioso traguardo non è arrivato per caso, ma è il frutto di un viaggio interiore iniziato anni fa. Nonostante fosse già un nome affermato, Alessandro ha sentito il richiamo dello studio profondo: “Sei anni fa ho scelto di rimettermi in gioco,” racconta con emozione, “perché ho capito che per crescere davvero dovevo fermarmi, ascoltare e imparare ancora”. Sotto la guida di maestri come Riccardo Tesi e Danilo Gatto, si è riscoperto un musicista più consapevole, completo e autentico.

Il suo pensiero, nel momento del successo, è andato subito a chi ha creduto in lui, dai vertici del Conservatorio – il Direttore Filippo Arlia, la direttrice Valentina Currenti e il professor Antonio Spaccarotella – fino alla colonna portante della sua vita: sua moglie Antonella, che definisce la forza che lo rende ogni giorno un uomo migliore.
Ma il momento più commovente della celebrazione, avvenuta in un noto ristorante sulla Valle del Noce, è stato il ricordo di chi non c’è più ma continua a guidare le sue mani. Sfogliando la tesi, spicca un capitolo intitolato “Dal binario al mantice”, una dedica d’amore al padre Rocco Fortunato. Capotreno stimato e maestro d’organetto premiato con il Seminatore d’oro, Rocco ha sicuramente sorriso tra gli angeli vedendo il figlio, già pluricampione mondiale, onorare la loro tradizione con una tale eccellenza accademica.

Alessandro non vede questa laurea come un arrivo, ma come una nuova partenza. Il suo messaggio ai giovani musicisti è un invito alla responsabilità: “Studiate e formatevi, perché il futuro dell’organetto ha bisogno di mani curiose e preparate”. Questo, per lui, è l’unico verso possibile del mantice: un soffio di musica che unisce tecnica, studio e un’anima profondamente legata alle proprie radici.

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