Angelica cilentana: un incontro botanico che insegna molte virtù fitoterapiche

Laura CUOZZO
L’angelica ha un grande potenziale medicinale, ma non è ancora stata studiata a fondo (Foto di Laura Cuozzo, Novi Velia, in campo aperto).
L’angelica di solito non fiorisce nel suo primo anno di crescita, poiché la pianta si concentra inizialmente sullo sviluppo di un fogliame rigoglioso. Da giugno ad agosto del secondo anno, si possono ammirare le grandi ombrelle con i loro innumerevoli piccoli fiori, che emanano un profumo dolce e attraggono molti impollinatori. Dopo la fioritura, la pianta di solito muore e si autosemina per produrre nuove piante l’anno successivo. Tuttavia, nelle giuste condizioni, può crescere anche anno dopo anno. L’angelica viene spesso confusa con altre piante:è facile confonderle con l’angelica selvatica (Angelica sylvestris). L’angelica selvatica è più piccola, più snella e ha fiori rosa. Un pericoloso errore di identificazione è con il panace gigante (Heracleum mantegazzianum), che è altamente fototossico e provoca dolorose vesciche e pomfi quando le sue foglie vengono toccate in combinazione con la luce solare. La differenza più evidente è il colore del fiore, che è bianco puro nel caso del panace gigante e verdastro nel caso dell’angelica. Il panace gigante ha fiori bianchi
Non bisogna confondere l’angelica con il panace gigante dai fiori bianchi.
Esistono circa un centinaio di specie di angelica, di cui solo la metà circa è originaria dell’Europa. Tra le specie di Angelica più belle abbiamo l’Angelica archangelica , probabilmente la specie più conosciuta alle nostre latitudini, molto apprezzata per le sue proprietà medicinali. Questa pianta perenne può raggiungere i 2,5 m di altezza, presenta grandi infiorescenze bianche e verdi. L’Angelica archangelica ha un contenuto particolarmente elevato di ingredienti benefici, abbiamo anche l’Angelica viola (Angelica gigas) nota anche come angelica coreana, pianta perenne leggermente più ornamentale per il giardino, con fiori a ombrella e steli di un viola intenso, nota anche come Dong Quai in Cina, componente importante della MTC (Medicina Tradizionale Cinese). Esteticamente, è molto simile alla nostra angelica nativa e anche il suo uso medicinale è paragonabile. Migliora la circolazione sanguigna ed è quindi utilizzata per trattare irregolarità mestruali e anemia.

L’angelica immortalata nella foto è la specie selvatica, una specie a vasta distribuzione eurosiberiana presente, con due sottospecie, in tutte le regioni d’Italia salvo forse che in Sardegna e in Puglia. La distribuzione regionale si estende su tutto il territorio; sopra la fascia montana viene spesso sostituita dalla subspecie montana. Cresce in ambienti umidi e periodicamente inondati, su suoli argillosi piuttosto profondi e freschi, al di sotto della fascia subalpina. La pianta ha diverse proprietà medicinali ma contiene furocumarine che possono scatenare reazioni fotoallergiche. Le foglie e gli steli teneri si possono consumare come verdure, ma in modica quantità; in pasticceria i piccioli e i germogli erano usati per preparare canditi oltre che i fusti venivano in passato cotti nello zucchero e dalla radice si ricavava un colorante giallo. Il nome generico deriva dal latino medioevale ‘herba angelica’, per la credenza che la pianta proteggesse dal diavolo e curasse tutte le malattie; il nome specifico, dal latino ‘sylva’ (selva), si riferisce all’habitat boschivo. Forma biologica: emicriptofita scaposa. Periodo di fioritura: giugno-agosto. Estremamente rara. Le radici di angelica con proprietà altamente medicinali vengono utilizzate ancora oggi in alcuni monasteri per ricavarne un’ acqua ed un liquore digestivi. Lo studio e raccolta delle erbe vanno compiuti sempre con estrema prudenza e attenzione all’ interno del Parco del Cilento, Vallo di Diano e Monti Alburni. Anche se esperti della materia non si finisce mai d’ imparare sul mondo delle piante e sulle innumerevoli specie di una stessa pianta che possono indurre in un’ errata catalogazione e rischio d’ intossicazione. Le erbe spontanee per uso fitoalumurgico sptt nel periodo primaverile , atte a purificare l’ organismo vanno sempre raccolte in terreni puliti e puri , lontano da strade e scarichi .
