11 Luglio 2026
il Piacere del testo Un poema allegorico Stefano Cazzato

di Stefano Cazzato

“Il piacere del testo” Rubrica a cura di Stefano Cazzato

Non si sa molto di Eusebio Faraonio se non che fu, come ci ricorda Guglielmo Manitta nell’Introduzione, un religioso dell’Ordine di San Gerolamo, nato a Catania e poi itinerante dalle parti di Ferrara e di Verona probabilmente per svolgere la sua attività di teologo e predicatore.

E a Verona, infatti, fu stampato nel 1588 questo poema, espressione tipica dello spirito devozionale e apologetico della Controriforma, ma anche prodotto di una personalità colta, letterariamente impostata e arguta nell’ancorare il retaggio della cultura classica alle esigenze morali e spirituali del suo tempo.

Se da un lato è evidente lo scopo di ribadire la centralità di Cristo, e la missione della Chiesa, ai fini della salvezza dell’uomo dopo il peccato originale, dall’altro è apprezzabile la linea argomentativa con cui il teologo, seppur in forma poetica, attacca l’ignoranza, non per opporle un sapere pedante e scolastico, ma una sapienza che nasce da un’autentica purificazione del cuore, dalla preghiera, dall’umiltà, dalla consapevolezza di essere solo creature e non creatori.

Controriformista sì, ma nel solco dell’umanesimo di Erasmo, di Marsilio Ficino, di Pico della Mirandola.

Attraverso il racconto allegorico, sul modello della Commedia dantesca, del viandante smarrito che incontra la sua guida, e con esempi tratti dalla Bibbia e dal mondo pagano, Faraonio illustra la sua posizione da intellettualista etico: il male è la conseguenza dell’ignoranza, per cui pratica il vizio solo chi non conosce il bene e la virtù. Prima che per un difetto della volontà, l’uomo erra per un difetto della conoscenza.

Persino il sapiente, se non vigila continuamente su stesso, può essere trascinato nel buio delle tenebre. La proverbiale sapienza di re Salomone fu cosi obnubilata da forze esterne che finì per confondere il vero e unico Dio con dei falsi dei, sperperando l’intelligenza che il Sommo Padre gli aveva dato.

“Mira ancora Salamon come cadio

Ne l’ignoranza, già tanto prudente,

L’ha avuto don gettando al ner’oblio”.

Eusebio Faraonio, Trionfo dell’ignoranza, a cura di Guglielmo Manitta, Isolario edizioni, 2026, pp. 61, euro 15.00

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