Il Taccuino di Baudelaire del 9 febbraio 2026 di Giovanni Farzati

Rubrica “Il Taccuino di Baudelaire” di Giovanni Farzati
…Ogni scrittore è un inventore di linguaggi…
Cilento, paesi che si spopolano, Rossi e…la conta, Napoli cinema
Paese mio che stai ( o stavi) sulla collina;
purtroppo i nostri borghi stanno morendo soprattutto quelli nell’entroterra, è un peccato che in una realtà come
Piano Vetrale
dove ci sono delle opere d’arte che appartengono a tutti si chiudono tutte le saracinesche; ricorda Angelo Maiese: sono stato a mangiare in un ristorante l’estate scorsa ed ho notato che non c’è più nemmeno un bar aperto, è davvero triste…
Con la chiusura del negozio della signora Barbara; chiude anche un pezzo di storia di Piano Vetrale; è così un pò in tutti i paesi; sempre più spopolati; la bottega di Barbara è stata sempre un punto di riferimento per i cittadini
La lettera di Massimo Sica
Barbara Infante, 55 anni, ha gestito un generi alimentari, poi il nulla a Piano Vetrale di Orria, in provincia di Salerno.
In questi giorni, dopo più di mezzo secolo di pubblico servizio, la sig.ra Infante ha deciso di chiudere, definitivamente, la porta del suo negozio.
Direte, dov’è la notizia?
Negli ultimi anni, migliaia di negozi, soprattutto nei piccoli paesi, hanno abbassato le saracinesche per sempre.
La notizia è da rinvenire nella storia, unica, del negozio in discorso.
Il generi alimentari, o meglio, l’ emporio di zia Barbara ha rappresentato, senza retorica di circostanza, un vero e proprio presidio sociale.
Basti pensare a quando la grande distribuzione era un miraggio nel Cilento.
Quando i supermercati erano realtà lontane.
Quando le distanze apparivano proibitive.
Il negozio di zia Barbara è stato un punto di riferimento essenziale per decenni.
Non una semplice attività commerciale, ma una risorsa imprescindibile per tante famiglie.
In tempi di crisi, ha garantito sostegno, senza lesinare credito a chicchessia.
Grazie alle famose “librette”, pensionati e famiglie monoreddito, hanno potuto fare fronte alle proprie necessità, onorando il pagamento con comodità.
Quando si aveva bisogno di qualcosa, bastava ordinarlo. Zia Barbara, con un sorriso, si faceva in quattro per accontentare la sua clientela.
E l’ha fatto con passione e con garbo per 55 anni.
Ecco la notizia che merita riflessione e memoria: non ha chiuso un semplice “generi alimentari”; ha chiuso una pagina di storia del borgo dei murales.
Una pagina di abnegazione, di serietà, di professionalità ed empatia.
Una pagina che merita di essere riletta e non posta nell’ oblio.
Una pagina da raccontare, non da sfogliare con superficialità.
Una pagina che narra di un presidio che ha accompagnato le nostre vite.
Letto su Esquire
Il cognome Rossi occupa infatti la prima posizione nella classifica dei cognomi più diffusi in Italia. Secondo gli ultimi dati, sono ben 77.913 le persone che lo portano. Al secondo posto c’è Russo con 50.312 persone, seguito da Ferrari con 44.693. A distanza troviamo poi Esposito (35.635), Bianchi (31.620), Romano (29.508), Colombo (28.825), Bruno (27.272), Ricci (24.984) e Marino (23.726). Una top ten che racconta molto della storia e della distribuzione geografica della popolazione italiana.
Napoli, Supernest un cinema abbandonato pronto a risorgere!
Qualche giorno fa ho incontrato, all’interno di quello che un tempo era il Super Cinema di San Giovanni a Teduccio, Francesco e Giuseppe.
Mi hanno raccontato un sogno.
Un sogno che stanno rincorrendo con tutte le loro forze.
Quello di dare nuova vita ad un luogo che ha segnato intere generazioni.
Il super cinema è una struttura di 2000 metri quadri, ora distrutta e abbandonata ma che un giorno, grazie a questi ragazzi, sarà ritrovo di arte e cultura.
È questa la loro visione, è questo il Supernest, il loro sogno.
Ma per renderlo realtà hanno bisogno anche di tutti noi.
