16 Febbraio 2026
La lettera - Maria Rosaria Boccia

Stamattina ho presentato il quarto reclamo formale al Garante per la protezione dei dati personali contro la testata Il Giornale, il direttore Tommaso Cerno e la giornalista Rita Cavallaro.

Il reclamo riguarda la pubblicazione e la diffusione di presunte chat private che mi riguardano, apparse sia sull’edizione online sia su quella cartacea del quotidiano, senza il mio consenso e senza alcuna base giuridica legittima.

Quello che è stato presentato come materiale proveniente da atti investigativi non è un documento ufficiale, non è un’esportazione forense certificata delle chat, non è un atto protocollato della Procura, ma semplici trascrizioni redatte con comuni strumenti di videoscrittura, prive di qualsiasi valore giuridico. Eppure tali fogli sono stati fatti passare all’opinione pubblica come “esclusive” tratte da fascicoli giudiziari.

Si tratta, a mio avviso, di una grave violazione della privacy e della dignità personale, oltre che di una rappresentazione fuorviante dei fatti.

Questo è il quarto reclamo che deposito. I precedenti tre non hanno prodotto alcun intervento concreto.
Ora mi aspetto che il Garante risponda finalmente con atti chiari e tempestivi, disponendo:
• la rimozione immediata dei contenuti,
• la cessazione del trattamento illecito dei miei dati personali,
• e sanzioni economiche adeguate nei confronti dei responsabili.

La libertà di stampa non può trasformarsi nel diritto di pubblicare conversazioni private spacciandole per atti ufficiali.

Maria Rosaria Boccia

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