11 Luglio 2026

Giuliano Vassalli, Ministro della Giustizia, era favore della separazione delle carriere

0
Giuliano Vassalli, Ministro della Giustizia, era favore della separazione delle carriere

Il Prof. Avv. Giuliano Vassalli, Ministro della Giustizia, padre del codice di procedura penale del 1988, era storicamente a favore della separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e pubblici ministeri

di Pietro CUSATI detto Pierino

Il Prof. Avv.  Giuliano Vassalli,autorevole Ministro della giustizia,  sosteneva che il nuovo codice di stampo accusatorio richiedesse, per un corretto funzionamento, una netta distinzione tra chi accusa e chi giudica, superando il vecchio modello inquisitorio.Per Vassalli, la separazione era essenziale per assicurare che il giudice fosse imparziale e non condizionato dal pubblico ministero.Nel corso degli anni, la figura di Vassalli è stata citata a sostegno della riforma costituzionale per la separazione delle carriere, vista come il completamento del percorso garantista iniziato nel 1988. Vassalli considerava logico che, con la separazione delle funzioni, i pubblici ministeri e i giudici avessero percorsi professionali separati e autonomi. Le  riflessioni di Giuliano Vassalli sono da tempo ritenute una base per la separazione delle carriere. Il referendum sulla riforma della giustizia non è un giudizio sul governo , ma una scelta sulle regole fondamentali dello Stato di diritto.La separazione delle carriere non mette in discussione l’indipendenza e l’autonomia della magistratura.La riforma attribuisce ai pubblici ministeri uno status costituzionale che fino a oggi è rimasto privo di una definizione chiara.Con parole nette, il professor Sabino Cassese richiama uno dei nodi più critici del sistema giudiziario: il peso delle correnti “nell’autogoverno della magistratura”, che negli anni ha finito per condizionare nomine, carriere e dinamiche decisionali, indebolendo la credibilità delle istituzioni. 

Non si tratta di una polemica contingente, ma di una critica di lungo periodo, fondata sull’esigenza di tutelare la terzietà del giudice e l’autonomia reale della giurisdizione. Ridurre l’influenza delle correnti significa restituire centralità alle regole, al merito e alla funzione di garanzia che la giustizia deve esercitare nei confronti dei cittadini.
È in questa prospettiva che la riforma si colloca: intervenire sulle distorsioni del sistema per rafforzare, non indebolire, l’indipendenza della magistratura e la fiducia nello Stato di diritto.Un appello a non fare un uso politico del referendum sulla separazione delle carriere. Appello che proviene dal presidente dell’Unione delle camere penali italiane, Francesco Petrelli, insieme agli 11mila avvocati dell’Unione delle Camere penali , è convintamente a favore della riforma costituzionale. Tuttavia, il presidente delle Camere penali sottolinea che “il tema referendario è un altro, relativo al diritto o meno dei cittadini a un giudice terzo e quindi a una giustizia penale più efficace, più equilibrata e trasparente”.Petrelli  ricorda come la separazione delle carriere sia “una evidente conquista democratica”. Per il penalista, infatti, si supera definitivamente “quella ‘unità spirituale’ della magistratura proclamata nell’ordinamento giudiziario di Dino Grandi, guardasigilli di Mussolini”, per dare piena attuazione al processo penale accusatorio di Giuliano Vassalli.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *