L’Angolo della Poesia «Colleghe dell’Impossibile»

di Bianca Martorelli
Madre.
Il mestiere più antico, più duro, più sacro.
Un lavoro che nessuno paga,
e che pure vale più di tutti i lavori insieme.
Siamo assunte senza domanda,
promosse senza manuale,
responsabili di tutto
e comprese da pochi.
Per nove mesi il corpo diventa officina di vita,
turni di ventiquattr’ore,
sette giorni su sette,
senza straordinari riconosciuti,
senza riposo garantito.
E lo facciamo con amore.
Non perché sia facile,
ma perché è la nostra vocazione invisibile.
Siamo cuoche del conforto,
infermieri nelle febbri,
psicologhe delle lacrime,
pulitrici del caos,
motori della famiglia.
E quando tutti dormono…
continuiamo a lavorare.
Ma la forza non ci manca,
perché è fatta di sguardi,
di abbracci stretti,
di piccoli “mamma” che illuminano la notte.
E quando incontro un’altra madre,
la riconosco subito:
schiena forte, cuore pieno, mani stanche.
Una collega.
Una guerriera della stessa trincea silenziosa.
Una professionista dell’impossibile.
Perché siamo madri.
E il nostro stipendio,
l’unico davvero importante,
è quel sorriso della famiglia
che ci ripaga di tutto
senza dover dire una sola parola.
Sorelle, colleghe, compagne di lavoro:
il mondo continua a girare
perché noi non smettiamo mai.
