22 Luglio 2026
L’Angolo della Poesia «Colleghe dell’Impossibile»

di Bianca Martorelli

Madre.

Il mestiere più antico, più duro, più sacro.

Un lavoro che nessuno paga,

e che pure vale più di tutti i lavori insieme.

Siamo assunte senza domanda,

promosse senza manuale,

responsabili di tutto

e comprese da pochi.

Per nove mesi il corpo diventa officina di vita,

turni di ventiquattr’ore,

sette giorni su sette,

senza straordinari riconosciuti,

senza riposo garantito.

E lo facciamo con amore.

Non perché sia facile,

ma perché è la nostra vocazione invisibile.

Siamo cuoche del conforto,

infermieri nelle febbri,

psicologhe delle lacrime,

pulitrici del caos,

motori della famiglia.

E quando tutti dormono…

continuiamo a lavorare.

Ma la forza non ci manca,

perché è fatta di sguardi,

di abbracci stretti,

di piccoli “mamma” che illuminano la notte.

E quando incontro un’altra madre,

la riconosco subito:

schiena forte, cuore pieno, mani stanche.

Una collega.

Una guerriera della stessa trincea silenziosa.

Una professionista dell’impossibile.

Perché siamo madri.

E il nostro stipendio,

l’unico davvero importante,

è quel sorriso della famiglia

che ci ripaga di tutto

senza dover dire una sola parola.

Sorelle, colleghe, compagne di lavoro:

il mondo continua a girare

perché noi non smettiamo mai.

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