Il turista destagionalizzato nel Cilento è il residente. La filosofia del godere del proprio habitat

di Laura Cuozzo
I mesi di ottobre e novembre sono stati in Cilento la perfetta scenografia di uno spettacolo in natura noto come “foliage” intenso e duraturo come puo’ esistere solo in un parco così esteso e ricco di biodiversità quale il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, abitato da due dignitari esemplari di pianta che in silenzio e costanza fruttificano ogni stagione autunnale: il re castagno e la sua consorte regina castagna e sua maestà il sacro olivo e la sua consorte divina oliva. La forza delle due piante, spesso secolari e di perduta memoria nutrono con la dolcezza dei loro nobili escrementi sia il corpo che l’anima; i frutti si prestano a piatti e intingoli dolci e salati , arricchendo quelle tavole contadine di un tempo rurale oggi disperatamente ricercate in chiave culturale, come nuova filosofia di vita,uno stile salubre di rigenerazione fisica e mentale. La tavolozza dei mille colori naturali del paesaggio appassito ha sortito i suoi effetti benefici non solo sui visitatori, soprattutto sui residenti , reali padroni dei luoghi , creatori e viandanti per le loro caratteristiche sagre, fiere, eventi dedicati alle cibarie, musiche , artigianato della dieta mediterranea autunnale ,contesa tra costa e montagna. Un cartellone ricco e succulento tra Stio , Futani, Salento, Cuccaro, Roccadaspide tra le feste più storiche e ben organizzate, richiamo indiscusso di un turismo sempre più destagionalizzato , di vitale importanza soprattutto per gli autoctoni , necessario per rinsaldare legami e rete tra gli abitanti di piccoli borghi del salernitano appena usciti da un’estate il cui introito è rappresentato si’ da un guadagno sicuramente piu’ fitto e imprenditoriale sulla costa, ma più umano ed esperienziale nelle aree interne. Aggirarsi tra i vicoletti di paesi presepiali arroccati su crinali o distesi su piane e valli ubertose costringe il palato a soffermarsi sui ritmi rilassanti della natura che inducono ad una pausa ed offrono il piacere del gustare l’ unicità e genuinita’ della farina di castagne proposta in mille impasti (pastorelle, calzoni, pani, biscotti, torte, gnocchi, fusilli , caldarroste ) e dell’ olio extra vergine d’ oliva, ingrediente assoluto, a base della dieta quotidiana dei cilentani centenari oltre che ingrediente della nuova estetica naturale fatta di saponi, unguenti, scrub, aromaterapia in una visione rural spa di massaggi rinvigorenti. Questo tripudio di sagre tra canti, balli, cortei, colori, assaggi, panorami, scoperte, passi lenti e meditazione induce alla riflessione sul nuovo modus vivendi…il turismo destagionalizzato in Cilento è a casa propria, nella terra dei nonni, radici antiche che tornano a vivere di semplicità e genuinità lontano dal lusso e chiasso delle grandi città.


