Il piacere del testo “Il dilemma pacifista”
di Alfredo Imbellone

Rubrica a cura di Stefano Cazzato
Si fa presto a dire pacifismo. Quale pacifismo? E soprattutto cosa caratterizza questo termine un po’ abusato? Roberto Della Seta, con il suo saggio Pacifismi. Storia plurale di un’idea controversa edito da Mimesis nel 2025, compie un’operazione storiografica e critica di notevole, restituendo al lettore una mappa articolata e sfaccettata di ciò che comunemente – e forse troppo semplicisticamente – viene definito “pacifismo”.

Roberto Della Seta
Significativa la scelta, fin dal titolo, di declinare il termine al plurale, perché è proprio nella molteplicità, e talvolta nelle contraddizioni, che si snoda la storia di questa idea. Il volume, di 420 pagine, non si limita a una ricostruzione cronologica, ma si addentra nelle pieghe filosofiche, politiche e culturali che hanno caratterizzato i diversi movimenti e le diverse sensibilità accomunate dal rifiuto della guerra negli ultimi due secoli.
Distinguiamo innanzitutto tra un “pacifismo delle origini”, di matrice umanitaria e cosmopolita, e le successive evoluzioni, spesso in tensione con quell’impostazione universalistica. Il cosiddetto “nazional-pacifismo”, ad esempio, affermatosi tra le due guerre mondiali, anteponeva l’interesse nazionale a considerazioni di giustizia universale, rifiutando l’intervento contro i regimi fascisti in nome di una pace intesa come non coinvolgimento in guerre “altrui”. Un problema che si ripresenta nel dibattito contemporaneo, nell’opposizione a sostenere militarmente l’Ucraina invasa dalla Russia, dove il rifiuto della guerra si combina con una visione sovranista e una certa indifferenza verso le sorti di popoli lontani.
Della Seta analizza anche il “pacifismo strabico”, emerso nel secondo dopoguerra, che condanna le guerre portate avanti dall’Occidente – in primo luogo dagli Stati Uniti – ma tende a giustificare o ignorare i conflitti condotti da attori non occidentali. Anche in questo caso, l’attualità del tema è evidente, in un contesto in cui parti della sinistra occidentale mostrano una certa selettività nel giudicare i conflitti, condannando alcune violenze e tacendone altre.
Il saggio esplora le tensioni interne al pensiero pacifista, a cominciare dalla dialettica tra la linea “assolutista” – che rifiuta incondizionatamente la violenza – e quella “possibilista”, che ammette eccezioni quando la pace confligge con altri valori, come la giustizia o la libertà. Attraverso una ricca galleria di figure – da Einstein a Bertrand Russell, da Simone Weil a Gandhi, da Thoreau a Blum – l’autore mostra come molti intellettuali e attivisti abbiano modificato le loro posizioni di fronte all’avanzare dei totalitarismi, riconoscendo la necessità di contrastare militarmente certe minacce. Questa evoluzione, come ricorda Della Seta, non è un tradimento dell’ideale pacifista, ma una sua complicazione necessaria, un adattamento alla realtà storica finalizzato al raggiungimento di una pace vera, stabile e duratura.
La riflessione si spinge fino alle questioni più urgenti del presente, come la guerra in Ucraina e il conflitto israelo-palestinese, dove il pacifismo mostra tutte le sue ambiguità e difficoltà. L’autore critica quelle posizioni che, in nome di un astratto rifiuto della guerra, finiscono per equiparare aggressori e aggrediti, smarrendo il legame fondamentale tra pace e giustizia. Al tempo stesso, non manca di denunciare l’ipocrisia di un ordine internazionale che, pur avendo strumenti giuridici universalistici, manca di una “spada” in grado di far rispettare il diritto.
L’autore invita a pensare il pacifismo non come un dogma, ma come un campo di battaglia politico e culturale, in cui la ricerca della pace deve confrontarsi con le sfide della storia, della geopolitica e della giustizia. In questo senso, Pacifismi non è solo una ricostruzione storica, ma una bussola per orientarsi nel dibattito contemporaneo, proponendo una visione matura e responsabile dell’impegno per la pace, che non ignori la complessità del reale, ma anzi la faccia propria.

Roberto Della Seta, Pacifismi. Storia plurale di un’idea controversa. Mimesis, 2025, pp. 420, € 28
