8 Dicembre 2025
Schegge di Lucio Fiorillo

LUCIO FIORILLO

La verità implica un rapporto carnale col proprio tempo.
Un rapporto fatto di spirito ma anche di corpo.
È come se il coraggio che viene dalla parola trasmigrasse attraverso un corporeo assenso sudato più del linguaggio stesso. Sarei un genio se il mondo fosse il posto in cui vivo, ma il luogo dove alloggio è miserevole negazione di ogni peccato del pensare, eterno riposo di conflitto, stasi di ogni ricerca responsabile. Cammino tra le foglie cercando quella della mia vita, mentre i muscoli si rompono, i dolori mi chiedono perdono, i miei pensieri diventano un liberarsi dal bolo della fermezza.
La mia verità è nel senso di questa stanchezza, nel delirio di questa stagione, nel recupero della memoria, tutto ciò che taccio per non vivere come un altro, fuori dal vizio del mio cuore. Sento il canto dei giorni, le voci della sera e quale verità potrebbe essermi più dolce?
Quale mondo potrebbe appartenermi meno di quello che non vedo?
Perché non sento se non mi parlo … solitario come voglio, solo come un congiuntivo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *