Il piacere del testo “Nannarella, diva autentica”
di Alfredo Imbellone

“Il piacere del testo” Rubrica a cura di Stefano Cazzato
Anna Magnani di Chiara Tognolotti, pubblicato da Carocci nel settembre 2025, si presenta come un ritratto breve e raffinato di una delle figure più iconiche del cinema italiano e internazionale. Fin dalle prime pagine, l’autrice chiarisce l’angolo visuale dal quale intende muoversi: non una semplice biografia dell’attrice, ma un’analisi della sua attorialità e della sua immagine divistica, condotta attraverso la lente della storia del cinema, degli studi culturali e delle dinamiche del divismo femminile. L’episodio iniziale – il filmato amatoriale del Gran Premio di Modena del 1952 che coglie Anna Magnani tra il pubblico – diventa la chiave interpretativa: in quelle immagini silenziose e private, dove Magnani osserva e reagisce con gesti intensi e inconfondibili, Tognolotti individua il filo rosso della sua ricerca, la costruzione di un “idioletto d’attrice”, un linguaggio corporeo e vocale unico, capace di fondere vita e performance, autenticità e artificio.
Il libro segue un percorso cronologico e tematico. La prima parte è dedicata alla formazione teatrale, alla lunga gavetta nei palcoscenici del varietà e del teatro di prosa, dove Magnani affina la dizione, la mimica, l’uso del dialetto e del canto, ma anche la capacità di improvvisare e di instaurare un rapporto diretto con il pubblico. Da qui prende forma quel macro-personaggio che attraverserà la sua carriera: popolana verace e passionale, donna ironica e sensuale, madre tragica e insieme figura autoironica, sempre in bilico tra comicità e dramma. Con Roma città aperta di Rossellini (1945), Magnani diventa il simbolo di una nazione che rinasce dalle macerie e insieme inaugura una nuova stagione del divismo italiano: lontana dai modelli levigati di Hollywood, incarna un’autenticità spoglia, fatta di capelli scarmigliati, voce roca, gesti impetuosi e una fisicità che esprime verità emotiva più che perfezione estetica.
Tognolotti indaga anche il rapporto di Magnani con registi e sceneggiatori – da Visconti a Pasolini, da Renoir a Tennessee Williams – mostrando come la diva partecipi attivamente alla creazione dei suoi personaggi, influenzandone la scrittura e la messa in scena. «Prima viene la Magnani poi il personaggio», dichiarava lei stessa, rivendicando un controllo autoriale sulla propria immagine che la avvicina alle grandi star internazionali, pur restando profondamente radicata nella cultura italiana. Questo aspetto emerge con forza nei cosiddetti diva film degli anni Cinquanta, ma anche nelle prove hollywoodiane come La rosa tatuata, dove la lingua inglese la costringe a modulare diversamente la vocalità senza mai intaccare la potenza espressiva del corpo e del volto.
In Mamma Roma di Pasolini la tensione tra corporeità magnaniana e astrazione registica produce un ritratto complesso, sospeso tra realismo e mito. Magnani vi appare insieme come madre dolente e icona tragica, corpo vivo e monumento cinematografico, figura che porta in sé la memoria del neorealismo e insieme il segno della sua crisi. Lo sguardo di Pasolini e quello di Fellini – che in Roma le renderà omaggio in una celebre sequenza – tendono a fissarla in un’immagine quasi fuori dal tempo, simbolo di una romanità eterna e insieme di una femminilità ribelle, ironica e indomita.
Tognolotti scrive con rigore e partecipazione, intrecciando l’analisi filmica con riferimenti letterari, poetici e culturali. Ne risulta un ritratto a più dimensioni: Magnani come attrice, come diva, come corpo politico e simbolico, ma anche come donna che attraversa con la sua personalità esuberante le trasformazioni del cinema e della società italiana del Novecento. Il libro mostra come la sua immagine abbia saputo resistere nel tempo, sedimentandosi nella memoria collettiva fino a diventare icona popolare e insieme oggetto di continue reinterpretazioni. In poco più di centoventi pagine, Chiara Tognolotti restituisce così la complessità di un’artista che ha saputo coniugare tecnica e istinto, teatralità e verità emotiva, lasciando un segno indelebile nella storia del cinema.

Chiara Tognolotti, Anna Magnani, Carocci, 2025, pp. 120, € 13,50
