18 Luglio 2026

Il Taccuino di Baudelaire del 17 ottore 2025 di Giovanni Farzati

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Il Taccuino di Baudelaire del 17 ottore 2025 di Giovanni Farzati

Rubrica “Il Taccuino di Baudelaire” di Giovanni Farzati

Letto e sottolineato

Un  cittadino campano tende a vivere 3 anni in meno di un trentino.

E, come molti di coloro che vivono nel sud Italia, ha una maggiore probabilità di morire di tumori, diabete, malattie cardiovascolari e respiratorie: tra i 30 e i 69 anni che abita nel meridione registra un tasso di mortalità per queste patologie di un punto e mezzo percentuale superiore rispetto al nord Italia. E’ la fotografia che emerge dal Rapporto Meridiano sanità presentato oggi a Roma, uno studio di oltre 300 pagine dal quale emergono anche differenze fondamentali per quanto riguarda la prevenzione, uno strumento essenziale per garantire salute e qualità della vita. sintesi da Ansa

L’editoriale di noantri

Anche in Toscana si scende sotto il 50% dei votanti, con un crollo del 15%. Giani vince con distacco… ma la nostra democrazia è malata!

Esplosione uccide tre carabinieri Rip❤

Si sapeva benissimo che avrebbero tentato il tutto per tutto. Andava gestita in modo diverso. Mandare droni. Sparare bombole di gas soporifero. Pianificazione pessima. Chi ha gestito l operazione deve assumersi delle responsabilità. Non è stato un atto inatteso, i tre criminali avevano già minacciato. Grave ingenuità

Sembra che esista solo nei film degli altri, invece fuori dal nostro Google Maps esiste anche da noi un paese così – stavolta è il Veneto, nessuno si offenda, domani può essere ovunque – appena varcata la soglia urbana e imboccata la via di altri mondi. Oggi questo paese spaventevole, arretrato, che preferiremmo non vedere né sapere, ha ucciso tre carabinieri dei reparti d’élite: il luogotenente Marco Piffari, 56 anni, il brigadiere capo Valerio Daprà, 56 anni, e il carabiniere scelto Davide Bernardello, 36 anni. Mettiamo i nomi, e solo i loro, per onorarli.

Sintesi da il Foglio articoli di Maurizio Grippa

Tutti affascinati dalle Minimalia, le piccole storie della vita, dietro ogni finestra illuminata, c’è una storia umana da raccontare chi non ricorda i teneri racconti di Charles Kuralt?

Minimalia 1

Rutino, la storia di Renato il  misantropo

Asociale; ha odiato tutti i sindaci nell’arco di in trentennio e oltre; il  sindaco di Rutino; ha provato a spiegare in un post il suo profilo psicologico; una fatica non da poco che il primo cittadino di Rutino ha pubblicato sulla sua pagina Facebook; scriveva manifesti e si è trasformato in un leone da tastiera.

Cambia il mezzo; non cambia la musica; incavolato con il mondo intero lo è  da sempre;  il sindaco non se ne fa una ragione di questo suo bizzarro concittadino; pare sia un bonario fra  Diavolo, tipo strano, solitario; un Pietro L’Aretino degli anni duemila- famoso e odiato scrittore satirico medioevale che con la sua frusta satirica travolse pure Gesù Cristo, dicendo semplicemente; io a questo qui non lo conosco; sarà una nuova versione riveduta e corretta del celebre Misantropo di Moliere?

Minimalia 2

Oh, nessun torna

a ciò che fu lasciato

Una visita al cimitero e starete meglio

«Cilento Antico», i cimiteri.

Non solo per memoria di cari o per devozione di defunti, ma per viaggio intimo e personale. Qualche volta, se l’ingresso è indicato sulla strada, non disdegno di fermarmi anche in quello dei paesi vicini.   

I cimiteri sono i luoghi in cui, più che negli altri, si sperimenta acuto il suono dei propri passi sul suolo d’aghi di cipresso, oltre al respiro, il proprio, ansimante, udito su sé stesso. Bisognerebbe andarci periodicamente, prenderne l’abitudine.

Occorrerebbe praticarlo di frequente l’ingresso in questo recinto che è piuttosto una palestra d’esistenza, laboratorio per programmare le proprie ore e i propri giorni.

Che non ci vinca l’inganno che sia un luogo di morte o di dolore, ma prevalga il vederlo come un immenso e silenzioso teatro di ombre dove va di scena l’unica ed ineludibile “verità” finora davvero rivelata dal giorno del primo vagito. Vinca il sublime punto di osservazione per scrutare la platea della vita da dietro un margine di sipario, dove l’occhio disinquinato si scopre lucido; tanto lucido da sorprendersi a ridere del terreno, ma di un riso persino fragoroso, quasi nervoso, per ripicca dinanzi all’assurdo, se non fosse che il decoro del luogo imponga il silenzio.

È un teatro dalla scena ribaltata. Lo spettacolo è nella platea, anzi è la platea stessa, il pubblico, lo si può vedere come sulle poltrone, nell’assetto di pedine portatrici di ghiandole, di sangui e tessuti molli.

Lo spettacolo lo offre chiunque entri, osservi, vaghi, faccia segni di croce a mo’ di memoria. Gli spettatori sono invece il reggimento reduce di “anime”, o come altrimenti definirle, che guardano con i mille occhi di volti che immaginiamo levarsi dai giacigli, che ci figuriamo in un gioco di sopravvivenze e di soprassalti fulminei sulla materia, vapori che proviamo a proiettare ancorati ad una forma e ad una forza, ignari che, in vero, non v’è oltre la soglia alcuna entità che reclami di essere altro. Il teatro è ribaltato: il vivo che guarda è dentro la finzione, marionetta che si muove nella vanità guidata da pulsioni, mentre il “vero” lo potrebbero dire solo quei volti che nulla dicono per non turbare più di tanto, anime richiuse in un’urna che è vertigine del vuoto.

Quand’anche mi promettano resurrezioni, non ti viene proprio di pensare che possa essere diverso da un vuoto eterno, a meno che il granello di cenere non conservi un “a-tomos” indistruttibile che custodisca tutta la memoria del nostro esistere come la “scatola nera” conserva informazioni sui voli di aeromobili.

Luogo in cui ognuno possa riflettere su sé stesso che non è ancora dall’altra parte e che, di contro, vede, pensa, cammina, entra ed esce dal cancello con l’illusione del vigore vitale spacciato come privilegio, forte di quel segmento di tempo che ancora rimane prima d’essere nel vuoto in cui più non ode e più non pensa. (avv Pasquale Feo )

Parole sottolineate

Che cos’è l’arte? Tolstoj la vedeva come espressione del popolo, ma oggi la risposta è più complessa. Dalla riflessione di Bergson sul tempo alla vitalità di Picasso, fino ai lubki russi, l’arte rivela la sua essenza: può essere considerata un insieme di intuizione, talento e visione che resiste ai confini sociali. L’articolo di Maurizio Cecchetti. è  su Finestre sull’Arte

Musica è…

IMMENSI i Pooh. con gli STONES; BOWIE; LOU REED; GLI ABBA; VASCO; i PINK F.; i Pooh non stancano mai; emozioni ogni volta

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