La tela del ragno
Quando il cielo diventa un’opera d’arte… involontaria

Antonio Balbi da Roccagloriosa
ROCCAGLORIOSA. — Non sempre ti accorgi del ragno, ma la ragnatela sì — soprattutto quando è stesa bene e brilla sotto il sole di mezzogiorno.


Questa mattina (12 ottobre 2025), poco dopo le ore 13, a Roccagloriosa diversi cittadini, reduci dal consueto aperitivo spritz al bar del paese, hanno notato qualcosa di strano: il cielo, solitamente limpido e azzurro, era solcato da una fitta rete di scie bianche che si intrecciavano come fili di seta.
«Ecco, le famose scie!» ha detto qualcuno con tono tra il divertito e il rassegnato.
Un altro, più pratico, si è chiesto se per caso il pilota «non stesse cercando parcheggio in cielo».
Le manovre del misterioso velivolo, infatti, non sono passate inosservate: avanti, indietro, a destra, a sinistra, a bassa quota e poi di nuovo su, per un tempo interminabile. Una coreografia aerea degna di un air show, ma con un finale degno di Hitchcock.



E così, nel piccolo borgo cilentano, le domande si sono moltiplicate:
Cosa stava davvero facendo quel pilota?
E, soprattutto, chi saranno gli “insetti” intrappolati nella sua tela?
Per ora nessuna risposta ufficiale, solo sguardi rivolti al cielo e qualche battuta al bancone del bar.
Ma una cosa è certa: oggi, a Roccagloriosa, qualcuno ha tessuto una ragnatela tra le nuvole, e tutti — volenti o nolenti — ne siamo rimasti un po’ impigliati.
