Il piacere del testo “Sei modi per avere un libro”
di Stefano Cazzato

“Il piacere del testo” rubrica a cura di Stefano Cazzato

Non c’è argomento che Walter Benjamin tocchi senza avvolgerlo con la sua penna brillante dentro un aura di fascinazione e di originalità. Anche quando l’argomento è appena accennato o trattato frammentariamente (come spesso ama fare) viene sollevato a un’altezza che coincide con la profondità. Se poi l’argomento non ha nulla di eclatante, ma appartiene al quotidiano, tanto più si esalta l’intelligenza di questo straordinario esponente della mittleuropa, che decise di darsi la morte, per non finire i suoi giorni in un lager, una volta catturato dai collaborazionisti.
Scritti brevi ed estemporanei sono sono quelli raccolti in questo libro e tutti dedicati, in vario modo, alla figura del collezionista bibliofilo: un inattuale, un nevrotico, un fissato che, più che nel mondo, vive nella sua biblioteca nella quale tuttavia c’è il suo di mondo, fatto di momenti, luoghi, incontri, sensazioni, ritualità e attese.
Il libro, in fin dei conti, è solo un oggetto ma intorno a questo oggetto il collezionista ha organizzato la sua vita. La sua giornata, i suoi viaggi, le sue amicizie, i suoi svaghi dipendono dall’avere o non avere quel pezzo, dalla strategia messa in atto per averlo, dal modo di collocarlo e soprattutto di ricollocarlo una volta che si sia stato costretto a un trasloco. Non è solo un’operazione meccanica quella di aprire e svuotare le casse dei libri. Si apre l’anima, contestualmente alla valigia dei ricordi.
Molto divertente l’enumerazione dei modi attraverso i quali si può entrare in possesso di un libro.
Primo fra tutti quello di “scriverli in prima persona”; secondo “prenderli in prestito senza restituire”; terzo “acquistarli “in viaggio, come passante”; quarto, solo quarto, andare a comprarli facendo “visita a un venditore”; quinto andare “in soccorso di un libro inerme e abbaondonato sulla piazza del mercato”, sulla classica bancarella per intenderci; sesto, “l’eredità è il modo più valido per venire in possesso di una raccolta”.
Pensatore malinconico, a volta cupo, quasi presago della sua fine e delle fine di una civiltà, Benjamin sa anche giocare, dicendo verità profonde in modo ironico e dadaista.
Poi arrivarono i nazisti che dell’arte degenerata, compresi i libri, fecero roghi.

W. Benjamin, Tolgo la mia biblioteca dalle casse e altri scritti su bibliofilia e collezionismo, testo tedesco a fronte, a cura di G. Quadro Curzio, La vita Felice, 2024, pp. 188, euro 14.00
