11 Maggio 2026

Nelle fonti orali del Vallo di Diano, del ricercatore e studioso Prof. Giuseppe Colitti, la storia di Antonio Cusati

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Nelle fonti orali del Vallo di Diano, del ricercatore e studioso Prof. Giuseppe Colitti, la storia di Antonio Cusati

di Pietro Cusati detto Pierino

”La storia di Antonio Cusati (cl. 1912) di Sassano che nelle registrazioni in possesso del Prof. Giuseppe Colitti dice: “”Ho fatto la guerra e là mi sono rovinato la vita, la guerra del ’40. La prima volta ho fatto il militare semplice (servizio di leva), il ’33, un anno, a Pola. Il ’35 mi hanno chiamato un’altra volta, quando facevamo la guerra in Africa; in Africa non ci andai, perché la mia classe, la classe del ’12 stava come riserva. E mi hanno congedato; feci sei mesi. Poi mi chiamarono un’altra volta il ’39, dal ’39 al ’43, quattro anni di fila. In tutto ho fatto cinque, sei anni. Prima di partire, da giovane, facevo il calzolaio; dopo sposato mettemmo un negozio qua, di generi alimentari … andai in Venezuela , il ’52, e sono tornato il ‘63””. E’ impressionante constatare, dalle parole di Antonio Cusati, come la propaganda del regime aveva letteralmente massificato milioni di giovani che, come Antonio, si riferiscono alla guerra e dicono parlando in prima persona “ho fatto la guerra e là mi sono rovinato la vita”. Insomma, e questa è la cosa più inquietante, addebitano a se stessi la responsabilità dell’accaduto come se fossero stati loro a determinare ed a volere la cosiddetta “grande guerra”. La bellissima e anche tragica storia di Antonio Cusati,si rinviene  leggendo l’ottimo lavoro letterario del compianto Prof.  Giuseppe Colitti.

2 pensieri su “Nelle fonti orali del Vallo di Diano, del ricercatore e studioso Prof. Giuseppe Colitti, la storia di Antonio Cusati

  1. La storia di Antonio Cusati è davvero toccante e riflette le sofferenze di molti giovani di quell’epoca. Mi colpisce come Antonio parli della guerra in prima persona, quasi sentendosi responsabile di ciò che è accaduto. Mi chiedo quanto sia stato difficile per lui e per tanti altri reinserirsi nella vita civile dopo aver vissuto tali esperienze traumatiche. È interessante notare come la propaganda del regime abbia influito sulla percezione che questi giovani avevano di sé e della guerra. Credo che sia fondamentale ricordare queste storie per non ripetere gli stessi errori. Avresti qualche informazione in più su come Antonio ha vissuto il suo ritorno dal Venezuela nel 1963? Sarebbe interessante sapere come ha ricostruito la sua vita dopo tanti anni di assenza.
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  2. La storia di Antonio Cusati è davvero toccante e riflette le difficoltà vissute da molti giovani durante quel periodo. È impressionante come la propaganda del regime abbia influenzato le loro vite, portandoli a sentirsi responsabili di eventi che andavano ben oltre il loro controllo. Antonio parla della guerra con un senso di rassegnazione e di perdita, una testimonianza che fa riflettere sulle conseguenze personali dei conflitti. Mi chiedo come sia stato per lui tornare alla vita normale dopo aver trascorso così tanti anni lontano dalla famiglia e dal suo lavoro di calzolaio. La sua esperienza in Venezuela aggiunge un altro strato di complessità alla sua storia, dimostrando come il destino possa portare le persone in luoghi inaspettati. Cosa pensi sia stato più difficile per Antonio: affrontare la guerra o ricostruire la sua vita dopo il ritorno?

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