Militello (Catania). L’omelia di don Giulio Albanese, padre spirituale di Pippo Baudo, che gli è stato accanto negli ultimi mesi di grande sofferenza

di Pietro Cusati detto Pierino
“Siamo qui riuniti, fratelli e sorelle, per rendere al nostro fratello Pippo l’ultimo saluto terreno, nella luce della fede che ci raduna. La liturgia esequiale ci invita a non vivere questo momento come un distacco senza ritorno, ma come un passaggio, un “arrivederci” nella speranza della risurrezione. Infatti , come ci ricorda il Signore stesso, “Dio non è dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui” . E’ l’inizio dell’omelia nella chiesa di Militello (Catania), dove si sono svolti i funerali di Pippo Baudo , mercoledì 20 agosto 2025,omelia ,affidata a don Giulio Albanese, padre spirituale del presentatore , che gli è stato accanto negli ultimi mesi. “Le ultime settimane sono state di grande sofferenza, ha raccontato il sacerdote prima delle esequie . Era sotto morfina, però lucido. E, comunque, per lui è stato un tempo, sono parole sue, di purificazione, di liberazione”.


L’atmosfera che si respira in questa assemblea è di partecipazione e di affetto: siamo nella sua terra natale, a Militello, là dove Pippo è voluto tornare per concludere la sua corsa terrena. Ed è proprio qui che la comunità, fatta di credenti e di persone che magari non condividono la stessa fede, si stringe attorno a lui e ai suoi familiari. È un segno eloquente di quanto dice l’Apostolo Paolo: “Se uno soffre, tutte le membra soffrono insieme; se uno è onorato, tutte le membra gioiscono con lui”. Oggi soffriamo per la sua perdita, ma insieme vogliamo confidare nella consolazione che viene dal Signore. Abbiamo davanti a noi due libri. Il primo è quello della vita terrena di Pippo , che in ogni uomo si chiude con la morte, il cosiddetto Dies Natalis. È un libro fatto di giorni e di anni, di fatiche e di gioie, di successi e di fragilità. Anche la vita di Pippo si è compiuta, come accade per ogni mortale: “I nostri giorni svaniscono come un soffio, e gli anni passano come un sogno” leggiamo nelle Scritture . Ma questo libro della Vita, che nella fede è Storia di Salvezza, diventa intelligibile solo alla luce di un altro libro, sì un secondo libro, che oggi è aperto davanti ai nostri occhi: la Parola di Dio. Parola che è luce ai nostri occhi! Partiamo dalla prima lettura che ci ha ricordato sapientemente come “le anime dei giusti sono nelle mani di Dio” . Questa è la certezza che sorregge la nostra speranza: chi confida nel Signore non muore per sempre, ma vive nella sua pace. “La speranza resta piena d’immortalità”: è questa promessa che illumina il buio della morte e consola i nostri cuori. Ed è per questa ragione che il salmista canta “in Te ho posto la mia speranza”. Speranza che non può essere intesa come banale sentimento, ma innanzitutto e soprattutto come virtù! Pippo questa convinzione, nei mesi di clausura al Campus Biomedico, prima del decesso, l’aveva chiara e credo sia il conforto più rilevante per coloro che si sono dimostrati negli anni come i suoi cari amici. Poco prima di morire, mi ha confidato che il successo (e lui, come sapete, ne ha avuto tanto) non basta a riempire il cuore… Il successo non basta a rendere felici! Questa è una parola di verità che risuona in sintonia con il Vangelo. Chiaramente questo non è il momento per fare esegesi di tutto il testo delle Beatitudini, ma vi è sicuramente un versetto su cui riflettere: “Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati”. Sì, il senso della giustizia è stato forte e sempre impresso nell’animo di Pippo. Soprattutto nel coraggio manifestato in più circostanze contro la Mafia, un male da estirpare secondo lui, ricercando sempre e comunque la legalità. Preghiamo in modo particolare per i suoi familiari: per la figlia Tiziana, per il figlio Alessandro, per i nipoti Nicholas e Nicole. Il dolore del distacco pesa su di loro in modo più diretto e profondo: a loro chiediamo al Signore di donare consolazione, perché possano sentire che la morte non è l’ultima parola, ma che il legame d’amore che li unisce a Pippo – padre e nonno – trova compimento in Dio, dove nulla va perduto’’.
