La carenza di braccialetti elettronici, rischia di compromettere l’efficacia delle misure alternative alla detenzione

di Pietro Cusati detto Pierino
Il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Campania, Samuele Ciambriello, ha inviato una lettera al Prefetto di Napoli, Michele di Bari, per segnalare una “grave e persistente criticità” riguardante i braccialetti elettronici, quei dispositivi elettronici di controllo necessari all’esecuzione delle misure alternative alla detenzione. I detenuti reclusi che risultano destinatari di provvedimenti giudiziari che prevedono la detenzione domiciliare o gli arresti domiciliari per la mancanza di dispositivi elettronici sono impediti per la tempestiva scarcerazione, generando un’inaccettabile permanenza in carcere nonostante l’autorizzazione dei magistrati competenti”. Provvedimenti dell’autorità giudiziaria restano non attuati per mancanza di braccialetti elettronici .La Campania è lo specchio delle carceri italiane, sovraffollamento cronico. In Italia occorre una riforma che privilegi le misure alternative, investa in salute mentale e lavoro, e restituisca al carcere la sua funzione costituzionale: rieducare, non punire. Un quadro drammatico di criticità del sistema penitenziario Italiano si evince dalla Relazione Annuale del 2024,di 269 pagine, del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Samuele Ciambriello. Sovraffollamento cronico, emergenza salute mentale, aumento dei suicidi, carenze nel reinserimento lavorativo. In Campania,celle pensate per accogliere uno, spesso ospitano due o tre persone, con il risultato di tensioni continue e violazioni degli standard minimali di spazio,tre metri quadri per detenuto . Emerge che servono misure alternative urgenti, e come sottolinea il garante Ciambriello nel rapporto, ben 2.747 detenuti campani scontano pene residue inferiori a 3 anni, adatte a percorsi extra murari. Il 2024 è stato l’anno con il più alto numero di suicidi in carcere da 30 anni. Le detenute in Campania sono 351, di cui 41 straniere, ma l’unico istituto a custodia attenuata per madri – l’Icam di Lauro – è stato chiuso dopo costosi lavori. I Centri di Prima Accoglienza ( Cpa) rappresentano la prima tappa del percorso giudiziario per i minorenni fermati in flagranza o accompagnati dagli agenti: alle dipendenze del Procuratore della Repubblica per i minorenni, questi centri accolgono i ragazzi fino all’udienza di convalida, che il Gip è tenuto a celebrare entro 96 ore dalla detenzione, valutando se confermare il fermo o applicare una delle misure cautelari previste per l’età. Il Garante Ciambriello conclude il rapporto con una grande amarezza. Spiega che oggi dovremmo parlare del «carcere della Costituzione» come voluto dalla nostra carta fondamentale. Eppure, sottolinea che «è difficile parlare di un “carcere nella Costituzione” perché, semplicemente, non esiste nella realtà, non esiste, oggi, un carcere che incarni i principi costituzionali». Nonostante il carcere della costituzione sia un luogo ideale e, secondo alcuni, una mera utopia irrealizzabile, «sicuramente un obiettivo ancora lontano ma, almeno io credo, essenziale per affrontare seriamente questo problema».
