15 Luglio 2024

L’Italia ha dato una prova di maturità, rispettiamola.

0

Dal web: di Carmelo Conte

Carmelo Conte

Dopo 74 anni torna alla guida del Paese la destra nelle forme che la democrazia richiede. Dubitare delle ragioni politiche e ideologiche della Meloni è da stolti: è quella che è oggi, la leader della destra che “c’è” contro la sinstra che “non c’è”. Dubitare delle sue capacità di Governo è da prevenuti: va aspettata alla prova. Il problema dell’Italia è il Pd, come andiamo ripetendo da anni, per ragioni antiche e nuove.

E’ venuto al pettine il nodo originario: il Pd è l’ultima versione a freddo tra Pci-Pds-Ds e la snistra democristiana, orfana del partito di origine, la Dc. Un’esperimento al ribaso del Compromesso storico sognato da Berlinguer, nel quale è statto coinvolto per ultimo, a costo zero, anche il simbolo del Psi, non i suoi valori.

Delle idee di Don Sturzo e di Marx non è restato niente: nuovi diritti, valori, blocco sociale, tutti evaporati.

Il Pd è diventato il partito della ZTL romana dei gestori senz’anima, e, a livelo locale, sradicato politicamente dai territori e dalla società. Valgano due considerazioni: l’80% dei suoi eletti in Parlamento non è stato eletto nei colegi in cui vivono e operano; Letta ha condotto una campagna elettorale senza un’alleanza, senza una proposta e senza una prospettiva di vittoria, senza tenere conto neppure che il Pd viene da dodici anni di governo “costi quel che costi”, a destra, al centro, e mai sinistra. Per non dire del potere locale.

Per capirlo, è bastato agli elettori sentire Letta e Serracchiani, una versione pulita, e De Luca, il papocchio.

Pensare di archiviare tuto questo e altro ancora, per poi riciclarlo, con un congresso “furbo”. O una Costituente, parola nobile, ma di che ? di quale pensero lungo? quello insultante e misero del manifesto di Tarato ?. Certo, come scrive Guicciardini “guai a troversi là dove si perde”, perchè si rischia di non comprendere la realtà e come fronteggiarla.

Serve un partito nuovo, non uno riciclato, che parta da da una presa di coscienza ovvero che il Pd, scavalcato sui valori sociali dal M5S, e a destra da Azione, allo stato è un partito di centro, non di sinistra; e da una dichiarazione di intenti che assuma il mediterraneo come punto di riferimento geo politico e faccia sintesi sui valori che hanno segnato la storia del socialismo e della dottrina sociale della chiesa in Italia e in Europa.

Parafrasando Bertold Brecht, non bisogna “nominare un nuovo popolo”, ma selezionare un nuovo gruppo dirigente, di pensiero e di azione, che rispetti il passato per alcuni suoi valori fondanti, sempre necessari al presente e per il futuro, ma segni un punto a capo e basta.

Una rivoluzione che dovrebbero fare quelli sono “in sella” contro sè stessi, difficile crederlo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *