19 Luglio 2024

di Mario Fortunato da Cronista di Strada del 13 giugno 2022

Il 13 giugno 1981, a Vermicino, in provincia di Roma, dopo tre giorni di disperate prove di soccorso (trasmesse in diretta dalla televisione), muore il piccolo Alfredino Rampi. Era caduto in un pozzo artesiano nella località Selvotta, una piccola campagna nei pressi di Frascati. Ho vissuto, come tanti altri milioni di Italiani, quella tragedia, attraverso la lunga diretta televisiva; mi sono rimaste nel cuore la tristezza e la rabbia per non essere stati in grado di tirare fuori Alfredino da quel maledetto pozzo. Una tragedia tra le più brutte e commoventi del XX secolo” (pag. 284 – Il Secolo della Luna).

Per non dimenticare

La notizia giunge l’11 giugno con il TG delle 13. Un bimbo di 6 anni è caduto accidentalmente in un pozzo artesiano di 28 cm di diametro, rimanendo intrappolato a circa 40 metri di profondità. L’Italia si mobilita per cercare di tirarlo fuori e attorno al pozzo si crea una veglia di speranza. Scatta, per la prima volta, la diretta tv che cambierà il modo di fare comunicazione. La voce della madre e di un vigile del fuoco cercano di rincuorarlo attraverso un megafono. Milioni di persone restano incollate al piccolo schermo e in ogni quartiere si chiedono notizie. Alfredino viene adottato da tutti, con in testa il Presidente Sandro Pertini che giunge sul posto per far sentire la propria presenza. Una mano di uno speleologo calatosi più volte nel pozzo riesce a sfiorarlo. Sembra fatta, ma il bambino scivola ancora più giù. Al dolore si aggiunge la rabbia di non essere riusciti, un’intera nazione, a salvarlo. Alfredino rimarrà per sempre il bambino d’Italia e Vermicino una delle tragedie più brutte.

I giorni della tragedia

Il padre Ferdinando, con la moglie Franca, la nonna paterna Veja e i figli Alfredo e Riccardo di 6 e 2 anni, stanno trascorrendo un periodo di vacanza nella loro seconda casa, nei pressi di Vermicino, nel comune di Frascati, quando, verso le sette di sera, il bambino più grande finisce nel pozzo di un terreno vicino.

Dichiarato morto la mattina del 13 giugno, Alfredino verrà estratto da una squadra di minatori l’11 luglio. Dopo i funerali celebrati il 15 luglio 1981 nella Basilica di San Lorenzo fuori le mura, viene tumulato nel Cimitero Monumentale del Verano. Vi si arriva accedendo dall’ingresso principale in Piazzale del Verano, 1. Nello stesso cimitero sarà seppellito il fratello Riccardo morto nel 2015 a soli 36 anni, lasciando la moglie Roberta e le figlie Sofia ed Elisa in tenera età.

Dopo la morte di Alfredino…

Nasce la Protezione Civile

Una tragedia che mostrò tanta generosità da parte dei soccoritori, ma anche parecchia confusione, come raccontò al Presidente Pertini la madre di Alfredino. “In uno sfogo gli raccontai tutti gli errori che erano stati fatti durante i tentativi di soccorso di mio figlio. Lui annuì e ne rimase colpito. E dopo due mesi Pertini mi chiamo’ al telefono, dicendomi: ‘dopo quello che è successo, e dopo la conversazione con lei, ho deciso di istituire un ministero della Protezione Civile”. Lo stesso Presidente diede mandato a Giuseppe Zamberletti di predisporre, quale alto commissario, gli strumenti organizzativi della nuova protezione civile, per poi assumere, nel 1982, l’incarico di Ministro per il coordinamento della protezione civile.

Viene creato il Centro Alfredo Rampi

Grazie alla tenacia della mamma Franca, nel 1981, nacque anche il “Centro Alfredo Rampi”, con lo scopo di creare una nuova cultura della sicurezza e della prevenzione per difendere bambini e ragazzi da eventi come quello che aveva colpito il figlio.

Roma lo ricorda con un muraleres

Lo scorso 28 maggio, Roma ha reso omaggio al suo bimbo di 6 anni con un murales, in via Rocco da Cesinale 2 nella Garbatella, che rappresenta Alfredino con la canottiera e la sua dolcissima espressione.

I soliti imbecilli

Per dovere di cronca si riporta la deprecabile azione compiuta lo scorso 29 maggio sulla tomba Rampi, profonata con degli scarabocchi sulla lapide. “Chi ha disegnato svastiche ed insulti sulla tomba di mio figlio è un vigliacco. L’unica spiegazione è che si sia trattato di gesto di un folle o di qualcuno che voleva attirare l’attenzione”il commento della signora Franca.

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